Giuseppe Cenni: differenze tra le versioni
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{{Citazione|Valzer, ragazzi!|
{{militare
|Nome = Giuseppe Cenni
|Immagine = Giuseppe_Cenni.jpg
|Didascalia = Magg. Pil. Giuseppe
|Soprannome = "''Victor Stella''" (nella
|Data_di_nascita = 27 febbraio 1915
|Nato_a = [[Casola Valsenio]]
|Morto_a = [[Aspromonte]] - [[San Luca (Italia)|San Luca]]▼
▲|Data_di_morte = 4 settembre 1943 (28 anni)
▲|Morto_a = [[Aspromonte]]-[[San Luca (Italia)|San Luca]]
|Cause_della_morte = caduto in azione di guerra ([[Armistizio di Cassibile|ad armistizio già firmato ma mantenuto segreto]])
|Luogo_di_sepoltura = [[Cimitero della Villetta|Cimitero monumentale della Villetta]], [[Parma]]
|Nazione_servita = {{
|Forza_armata = {{simbolo|Lesser coat of arms of the Kingdom of Italy (1929-1943).svg|25}} [[Regia Aeronautica]]
|Arma =
|Corpo = [[Aviazione Legionaria]]
|Specialità = * [[Aviatore|
* |Unità =
|Reparto = * [[5º Stormo|5º Stormo Tuffatori]]
* * * * * |Anni_di_servizio =
|Grado = [[Maggiore]] (facente funzione di [[
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|Battaglie =
|Comandante_di = * [[5º Stormo|5º Stormo Tuffatori]]
* * * * * |Decorazioni = * [[File:Valor militare gold medal BAR.svg|border|50px]] [[Medaglia d'oro al valor militare]]
* |Studi_militari =
|Pubblicazioni =
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|Altro = Studente della Facoltà di Architettura
|Note =
|Ref =
}}
{{Bio
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}}
È una leggenda
[[File:GiuseppeCenni linea volo.jpg|miniatura|Giuseppe Cenni in linea volo
Il
Il [[5º Stormo]] dell'[[Aeronautica Militare (Italia)|Aeronautica Militare]] è stato intitolato alla sua memoria, così come il [[102º Gruppo]] del [[6º Stormo]] di [[Ghedi]].
== Biografia ==
=== L'infanzia ===
Il [[27 febbraio]] del [[1915]], nel comune di [[Casola Valsenio]] ([[Ravenna]]), sull’[[Appennino tosco-romagnolo]], tra [[Imola]] e [[Faenza]], nacque Giuseppe Cenni. Il padre, commerciante di cavalli per l’[[Arma di cavalleria]], a causa del grosso ridimensionamento di tali reparti, dopo la [[prima guerra mondiale|grande guerra]], fu costretto a spostarsi a [[Parma]] per una nuova occupazione. A circa 3 anni Giuseppe perse la
Lasciato il [[seminario]], Giuseppe si trasferì a vivere da solo a [[Parma]], città che poi lo “adotterà”<ref group=N>“Giuseppe Cenni è il militare più decorato della storia di Parma di tutte le armi” (Cfr. Gazzetta di Parma); “Parma è sicuramente una delle città più decorate d’Italia in campo aeronautico, infatti ben cinque medaglie d’oro al Valor Militare brillano sul Labaro della locale sezione dell’Associazione Arma Aeronautica. Naturalmente, tutte queste decorazioni sono ugualmente importanti, e tutti i cinque piloti che se le sono guadagnate sul campo sono ugualmente degni di essere ricordati. Ma uno, in particolare, emerge per le eccezionali imprese di cui si rese protagonista e che l’hanno fatto diventare il pilota di Parma più famoso: il maggiore Giuseppe Cenni.” (Cfr. {{Cita|Migliavacca - AAA, 2013|p. 14}}).</ref>, per frequentare l'[[Liceo artistico statale Paolo Toschi|Accademia di Belle Arti - Toschi]], nella sezione edilizia. Proprio tra i banchi di scuola Cenni conobbe [[Adriano Mantelli]], di 2 anni più grande, e già appassionato di [[volo a vela]].<ref>{{Cita|Pagliano - Aviatori it., 1964|p. 257}}.</ref> Fu così che i due coltivarono a Parma la loro passione per l'aviazione, insieme ad altri ragazzi, frequentando anche i corsi preliminari di [[volo a vela]], voluti da [[Italo Balbo|Balbo]]<nowiki/>, a [[Cantù]]: viaggi lunghissimi in bicicletta per pochi minuti di volo. Arrivarono anche a costruire, completamente da soli, un [[Aliante|veleggiatore]]. Non vi fu da sorprendersi se undici di loro entrarono poi in [[Regia Aeronautica]] e alcuni divennero generali, come [[Bruno Alessandrini|Alessandrini]] e Sirocchi.
Conclusa l’Accademia di belle arti, Cenni entrò alla facoltà di [[Architettura]]
=== Ingresso in Regia Aeronautica ===
==== Scuola da caccia ====
==== 3º Gruppo caccia al 6º Stormo ====
Fu subito assegnato alla 153ª Squadriglia del [[3º Gruppo caccia terrestre]]: uno dei più prestigiosi per la [[Aereo da caccia|caccia]], e che infatti era appena andato a costituire il neonato [[6º Stormo]] Caccia a [[Campoformido]] ([[Udine]]), provenendo dal [[1º Stormo caccia|1º Stormo]].<ref name="AAA R.Calabria p40">{{Cita|D'Agostino - AAA R.Calabria, 1996|p. 40}}.</ref> L’attività
=== La guerra in Spagna ===
====
Ai primi di agosto
Di quel primo manipolo di uomini Cenni
Ma, data l’iniziale neutralità dell’[[Italia]] nel conflitto iberico, tutti i membri italiani della spedizione dovettero arruolarsi nel [[Tercio de Extranjeros]], la legione straniera Spagnola ([[Aviazione Legionaria]]), assumendo falsa identità. Fu così che il S.Ten.
==== La "Cucaracha" ====
[[File:GiuseppeCenni Spagna.jpg|miniatura|sinistra|Giuseppe Cenni in Spagna a bordo di un CR.32]]
La squadriglia aveva intanto assunto il nome di “[[Cucaracha]]” (scarafaggio) e rappresenterà sicuramente una delle più leggendarie della [[Guerra civile spagnola]]; come simbolo assunsero uno scarafaggio
Vari furono le azioni e gli scontri nei giorni seguenti.
Il 2 dicembre, tre bombardieri [[Martin B-10|B-10]] fecero una puntata sul campo di [[Talavera (Lleida)|Talavera]]: i caccia italiani, destinati all’allarme, decollarono subito, tra cui lo stesso Cenni. L’azione era stata condotta appositamente per allontanare i caccia dalla pista. Poco dopo, infatti, 18 [[Polikarpov R-5]] attaccarono il campo. Ma Cenni accortosi per primo dell’infruttuoso inseguimento tornò alla base: questo gli consentì di rovinare i piani e di abbattere tre [[Polikarpov R-5]].<ref>{{Cita|Pagliano - Aviatori it., 1964|pp. 256-257}}.</ref><ref name=inglese>{{Cita web|autore=Håkan Gustavsson|url=http://surfcity.kund.dalnet.se/italy_cenni.htm|titolo=Italian fighter aces: Giuseppe Cenni|lingua=en|editore=Håkans Aviation|data=Data pubblicazione 19 November 2018|accesso=5 marzo 2020}}</ref>▼
▲Il 2 dicembre
==== I 7 mesi di dura prigionia ====▼
La [[Castiglia]] fu investita da una nevicata straordinaria che impedì il decollo per tutto il mese di gennaio 1937. Il 29 le condizioni meteo sembrarono migliorate: si decise così di compiere una missione, con aviolancio di viveri alla [[Guardia Civil]] e ai falangisti, tra cui donne e bambini, asserragliati nel santuario della [[Settimana Santa di Siviglia|Virgen de la Cabeza]] e ormai ai limiti delle forze. Decollarono, da [[Siviglia]], 3 [[Savoia-Marchetti S.M.81|S.M.81]], carichi di viveri e munizioni, scortati da 3 [[IMAM Ro.37|Ro.37]] e 9 [[Fiat CR.32|CR.32]]. Ma, durante il volo, un grosso fronte nuvoloso investì la formazione italiana. La missione venne annullata, ma i piloti si trovarono in assenza totale di visibilità. Per i [[Fiat CR.32|CR.32]], non attrezzati a queste condizioni, fu una strage con 6 velivoli non rientrati: un pilota morto, quattro catturati e uno atterrato in territorio amico. Cenni usò tutte le sue capacità di pilota per mantenere il suo [[Fiat CR.32|CR.32]] in volo rettilineo: ma fu investito da uno dei suoi gregari che, con l'elica, gli tranciò i piani di coda. Fece appena in tempo a lanciarsi col paracadute, prima dello schianto. Se degli altri piloti si ebbero fin da subito notizie, non fu così per Cenni. ▼
▲
=== Tra le due guerre ===
A fine di luglio del [[1937]] Cenni
Arrivò, intanto, il passaggio da [[Ufficiali di complemento|ufficiale di complemento]] a [[sottotenente]] in [[servizio permanente effettivo]] per “merito di guerra”<ref name=autogenerato1>Regio Decreto 12 dicembre 1936 – Bollettino Ufficiale 2 settembre 1937 (pubblicato sul Bollettino Ufficiale 1938 – disp. 1, pag. 2)</ref>
==== Istruttore: acrobazia e arte militare ====
[[File:GiuseppeCenniStudio.jpg|miniatura|Giuseppe Cenni nel periodo tra le due guerre]]
A fine agosto
Gli strascichi delle gravi privazioni patite durante la dura prigionia in Spagna, non davano pace a Cenni: e, il 12 aprile [[1939]], fu dichiarato “inabile a qualsiasi servizio per mesi due”. Un simile esito arrivò alla successiva visita di controllo, che ne impediva ancora il volo. La prognosi fu sciolta solo il 21 agosto: dopo più di 4 mesi.▼
▲
Fu quindi mandato alla Scuola di Pilotaggio dell’[[Accademia Aeronautica]] a [[Caserta]], mentre si svolgeva il Corso “Rex”. Era un incarico estremamente prestigioso: ma Cenni era troppo irrequieto e amava la vita operativa.<ref name="Emiliani p29" />▼
▲Fu quindi mandato alla Scuola di Pilotaggio dell’[[Accademia Aeronautica]] a [[Caserta]], mentre si svolgeva il Corso “Rex”
==== Al 21º
Il 1º ottobre
==== Comando scuola piloti in Romania ====
L’[[Italia]] aveva venduto alla [[Romania]] dei velivoli e, secondo gli accordi, la [[Regia Aeronautica]] avrebbe dovuto istituire a [[Buzău]]
=== Seconda Guerra Mondiale ===
==== Pilota da caccia per il 52º stormo ====
I vertici della [[Regia Aeronautica]]
==== Passaggio agli Stuka ====
L’[[Regia Aeronautica|Aeronautica]], infatti, cercava piloti da caccia da poter inviare in [[Austria]], a [[Graz]], per effettuare il passaggio sul già famoso [[Junkers Ju 87|Ju.87 Stuka]]: si voleva consentire anche alla [[Regia Aeronautica]] di avere un proprio reparto [[Bombardamento in picchiata|tuffatori]]. Ovviamente, per non sfigurare di fronte all’alleato germanico, sempre pronto alla critica, si scelsero tutti piloti volontari e con comprovata esperienza e abilità. Così il Ten. Cenni fu inviato sull'[[Aeroporto di Graz]]. Memorabile, per i piloti italiani, fu il 21 agosto, quando vennero portati per la prima volta davanti agli [[Junkers Ju 87|Stuka]]: si avvicinarono inizialmente un po’ intimoriti. Questo fece nascere qualche sorrisino ironico tra i piloti tedeschi. Cenni senza dire nulla si allontanò dal gruppo e andò a sedersi su uno [[Junkers Ju 87|Stuka]], si fece spiegare un paio di cose da un pilota tedesco e decollò. Giro intorno all’aeroporto e atterraggio. Ancora motore e ridecollò: dopo essere sparito all’orizzonte, eccolo ritornare. Atterraggio. Manetta al massimo e decollo: da lì ci furono 10 minuti di autentico spettacolo acrobatico regalati da Cenni. Lo sgraziato [[Junkers Ju 87|Stuka]] si era trasformato in un leggerissimo [[Aliante|veleggiatore]] ai comandi di Cenni. Ora i sorrisi si erano spostati sui visi dei piloti italiani.
Da lì incominciarono 20 giorni di intenso addestramento, e Cenni fu subito dichiarato abile per la specialità
==== Fronte Greco Albanese ====
[[File:Giuseppe Cenni gennaio 1941 Lecce.jpg|miniatura|sinistra|Giuseppe Cenni mostra la sequenza dei tuffi. Tutti questi piloti della 239ª Sq. morirono in azione.<ref group=N>A testimonianza del durissimo ciclo operativo della 239ª Squadriglia di G. Cenni, che poi confluì nel 102º Gruppo: i piloti inizialmente assegnati alla squadriglia morirono in azione di guerra. Partendo da sinistra: 1º Sottotenente Mario Bellocchi abbattuto dalla contraerea il 26 febbraio 1941 sul ponte di Hani Balaban; 2º il Maggiore Giuseppe Cenni, morì il 4 settembre 1943 su Re.2002, nel tentativo di ostacolare l’invasione degli Alleati della Calabria; 3º Sottotenente Mario Daverio abbattuto dalla contraerea su Tobruk 8 giugno 1941; 4º … da finire (Cfr. {{Cita|Emiliani - Storia Militare, 1995|p. 30}}).</ref> [Gennaio 1941, Galatina (Lecce)]]]
Le grandi difficoltà delle truppe italiane sul [[Campagna italiana di Grecia|fronte greco albanese]], spinsero lo [[Stato maggiore dell'Aeronautica Militare|Stato Maggiore]] a mandare forze di appoggio. Così il 97º Gruppo, al comando del
==== Tecnica della “Picchiata Cenni” o skip bombing ====
Cenni aveva
Cenni quindi ideò e realizzò lo
==== Fronte jugoslavo ====
Dal 6 aprile
==== Resa della Grecia ====
Già il 19 aprile, ritornato a [[Galatina]], ricominciò con le azioni sulla [[Grecia]], tra cui
A ricompensa dell’intero ciclo di operazioni, sul fronte Greco e quello Jugoslavo, a Cenni verrà conferita 1 [[Medaglia d'Argento al Valor Militare]].
==== Fronte libico: Tobruch ====
Nel frattempo la 239ª Squadriglia di Cenni divenne autonoma
==== Istruttore tuffatori notturni ====
I grossi limiti degli Stuka, mostrati nelle operazioni in Cirenaica, e che portarono a vari
==== 102º Gruppo ====
Il [[1º maggio]] [[1942]], sul [[Campo della Promessa]] a [[Lonate Pozzolo]], vi fu la cerimonia costitutiva del [[102º Gruppo|102º Gruppo Tuffatori]],
==== Valzer! ====
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Questa frase, anche dopo la morte di Cenni, rimase sempre presente nel gruppo: tanto che, dal [[1993]], il “''Valzer!''” comparve, come ''special color'', sulle [[Impennaggio|derive]] degli aerei del [[102º Gruppo]] ([[Lockheed F-104 Starfighter|F-104]] prima e [[Panavia Tornado|Tornado]] poi). E ancora oggi non c’è brindisi di Gruppo che non si concluda con un “''Valzer!''”: oggi come ieri simbolo dei valori del 102º.<ref>{{Cita|Gen.Pesce - Uff.Storico AM, 2002|pp. 7-9}}. Prefazione del Gen. R.Azzolin (già Com.te 102ºGr. e 5ºSt.)</ref><ref name="75 valzer">{{Cita web|autore=Magg. M.Iacobuono|url=http://www.aeronautica.difesa.it/comunicazione/notizie/Pagine/Radunodel102%C2%B0GruppoVolopressoil6%C2%B0Stormo.aspx|titolo=75º anniversario del Gruppo dei "Paperi"|accesso=28 marzo 2020|data=5 maggio 2017|editore=su Aeronautica.Difesa.it}}</ref>
==== La
▲Così Cenni tornò ad attaccare grosse navi: come nella [[Battaglia di mezzo giugno]] a [[Pantelleria]]. Dove, dopo una lunga ricerca, il [[14 giugno]], i 17 Stuka guidati da Cenni, intercettarono il convoglio: ma oramai erano giunti al limite dell’autonomia. Cenni diede comunque l’ordine di attaccare. Furono affondati: un [[incrociatore]] ([[tonnellata|8.000 t.]]), un [[mercantile]] e danneggiata gravemente una grossa nave da guerra e altre 5 navi colpite. Tutti gli aerei rientrano ma con i serbatoi vuoti. Il giorno dopo furono affondati un [[incrociatore ausiliario]], 2 grossi [[mercantile|mercantili]] e 2 [[Piroscafo|piroscafi]]. Ma vennero attaccati da [[Hawker Hurricane|Hurricane]] e [[Supermarine Spitfire|Spitfire]]: il [[102º Gruppo|102]] perse un equipaggio. Cenni in quei 2 giorni totalizzò ben 23 ore di volo di guerra in mare aperto.<ref>{{Cita|Pagliano - Aviatori it., 1964|p. 267}}.</ref><ref>{{Cita|D'Agostino - AAA R.Calabria, 1996|p. 46}}.</ref> A tutti gli uomini del [[102º Gruppo|102]] arrivò una decorazione, a Cenni la [[Medaglia d'Argento al Valor Militare|MAVM]] sul campo.<ref>Bollettino di Guerra del Comando Supremo n. 746 del 15 giugno 1942.</ref>
▲Ma fu lo stesso Cenni che descrisse i fatti in una lunghissima lettera al Gen. [[Gennaro Tedeschini Lalli|Tedescini Lalli]], padre fondatore del 102º Gruppo. Uno stralcio relativo alla missione del 14 giugno:
{{Citazione|[…] Quando, alle ore 18 del giorno 14, dal campo trampolino di Chinisia, staccammo le ruote in diciassette apparecchi e puntammo verso ovest in mare aperto, era in noi, ferma, assoluta, irrevocabile la decisione di vincere a qualunque costo. Il destino volle che questa decisione chiedesse ai miei piloti, e soprattutto a me, di osare più di quanto fosse nel previsto e ciò perché il convoglio si profilò all’orizzonte quando i limiti estremi dell’autonomia degli apparecchi stavano per essere superati e quando il proseguire significava avere molte probabilità di non essere più in grado di rientrare. Mi fu, in quell’ora suprema, di sprone il ricordo delle Vostre parole, Eccellenza e di quell’abbraccio […] Non esitai e con me non esitarono i sedici uomini consci di quanto doveva essere osato. L’obiettivo venne raggiunto e ci buttammo in picchiata a novanta, sganciando, tra i seicento e gli ottocento metri, dodici bombe da cinquecento e cinque da mille che colpirono al segno mentre la reazione contraerea violentissima ci accoglieva con valanghe di fuoco. […]|Tratto da una lettera del Magg. G. Cenni al Gen. Tedescini Lalli, del 19 giugno 1942<ref name="Tedeschini">{{Cita|Gen.Pesce - Uff.Storico AM, 2002|pp. 75-82}}.</ref>}}
Nella stessa lettera raccontò, tra le tante cose, anche di come, deviando personalmente su Pantelleria, avesse coordinato i soccorsi del velivolo abbattuto il 15, dopo il
====
==== Sperimentazione sul Re.2001 Tuffatore ====
Dal 26 agosto fu assegnato esclusivamente a Cenni, in qualità di migliore pilota della specialità<ref>{{Cita|Gen.Pesce - Uff.Storico AM, 2002|p. 90}}.</ref>, un [[Reggiane Re.2001]] in via sperimentale: l’obbiettivo era capire il suo possibile impiego nella [[Bombardiere in picchiata|picchiata]]. A seguito di varie missioni, Cenni compilò una
==== Re.2002 “Ariete” II ====
Alla fine del [[1942]] i due reparti del [[5º Stormo|5º Stormo Tuffatori]], il 101
Nella notte del 9 luglio [[1943]] incominciò lo [[sbarco in Sicilia]], [[nome in codice]] operazione Husky. Nella prima mattina del 10
ma il 5º Stormo rimase compatto sotto la guida del comandante Cenni.<ref>{{Cita|Pagliano - Aviatori it., 1964|pp. 274-276}}.</ref><ref name="Prof.Lamendola">{{Cita web|autore=Prof. F.Lamendola|url=http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/storia-e-identita/storia-militare-e-le-grandi-battaglie-navali/7748-giuseppe-cenni|titolo=Giuseppe Cenni: giù il cappello, ragazzi|editore=Accademia arditica di Filosofia|accesso=21 febbraio 2020|data=Data pubblicazione 13 Luglio 2019|dataarchivio=21 febbraio 2020|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20200221170245/http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/storia-e-identita/storia-militare-e-le-grandi-battaglie-navali/7748-giuseppe-cenni|urlmorto=sì}}</ref>
▲==== Lo Sbarco in Sicilia ====
▲Nella notte del 9 luglio [[1943]] incominciò lo [[sbarco in Sicilia]], [[nome in codice]] operazione Husky. Nella prima mattina del 10, Cenni, al comando del gruppo, si spostò da [[Tarquinia]] a [[Crotone]]. Appena atterrati arrivò subito l’ordine di ridecollare: vi fu solo il tempo per agganciare le bombe e, alle 18.10, instancabilmente, decollarono 2 formazioni di 4 velivoli: una guidata dal [[Tenente colonnello|T.Col.]] Nobili e l’altra da Cenni. Arrivati sulle coste di fronte ad [[Augusta (Italia)|Augusta]] furono travolti da un inferno di fuoco. Finito lo sgancio delle bombe contro le navi da guerra gli 8 [[Reggiane Re.2002|Re.2002]] furono intercettati da [[Supermarine Spitfire|Spitfire]]. Tre velivoli furono abbattuti: tra cui il Comandante del [[5º Stormo]], [[Tenente colonnello|T.Col.]] Nobili. Quel drammatico lutto, portò i vertici ad affidare a Cenni il comando dello Stormo, diventando così, a soli 28 anni, il '''più giovane comandante di Stormo''' della [[Regia Aeronautica]].<ref>{{Cita|Pagliano - Aviatori it., 1964|p. 274}}.</ref> Nonostante fosse emerso, dal giorno precedente, che affrontare quei cieli senza scorta fosse un suicidio: Cenni, ligio agli ordini, continuò senza esitazione seguito con altrettanta determinazione dai suoi uomini. L’11 vi furono 2 missioni: perdendo altri 3 piloti. Stessa cosa il 12, dove fu abbattuto Ten. Moglia, che però riuscì a salvarsi. Così il 13 che vide Cenni, in una giostra furibonda, disimpegnare i propri piloti attaccati da un gruppo di [[Supermarine Spitfire|Spitfire]]: riuscendo anche ad abbatterne uno. Ma altri 2 piloti del 101º Gruppo persero la vita. Nello stesso giorno 50 [[Bombardieri]] [[Consolidated B-24 Liberator|B.24]] rasero al suolo l'[[aeroporto di Crotone]]: il [[5º Stormo]] non c’era più! Completamente rasato al suolo. Evidentemente la manciata di piloti italiani dava fastidio alle operazioni degli alleati: data la veemenza della reazione. Il giovane comandante si trovò così a dirigere il momento più drammatico dello Stormo. Trasportare i feriti più gravi, spostare i morti e organizzare una striscia di emergenza per far decollare gli aerei che si potevano salvare. Direzione l'[[Aeroporto di Manduria]] ([[Taranto]]): nuova base di quel che restava del [[5º Stormo|5º Stormo Tuffatori]]. Pochi giorni a Cenni, e ai suoi uomini, per inventarsi nuovi [[Reggiane Re.2002|Re.2002]], ritirarne altri a [[Reggio Emilia]], ricominciare da zero la vita di uno Stormo e alla fine di luglio riprendere regolarmente con le missioni. Nel frattempo, il [[25 luglio]], [[Caduta del fascismo|cadde il fascismo]]: ma il 5º Stormo rimase compatto sotto la guida di Cenni, la guerra andava avanti e lo Stormo c'era.<ref>{{Cita|Pagliano - Aviatori it., 1964|pp. 274-276}}.</ref><ref name="Prof.Lamendola">{{Cita web|autore=Prof. F.Lamendola|url=http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/storia-e-identita/storia-militare-e-le-grandi-battaglie-navali/7748-giuseppe-cenni|titolo=Giuseppe Cenni: giù il cappello, ragazzi|editore=Accademia arditica di Filosofia|accesso=21 febbraio 2020|data=Data pubblicazione 13 Luglio 2019}}</ref>
===L'abbattimento===
Il [[3 settembre]]
Il 4 settembre [[1943]], sulla base di [[Manduria]], agli uomini del [[5º Stormo|5º Stormo Tuffatori]]
Cenni, nonostante l’incarico di comandante del 5º Stormo, volle guidare personalmente l’operazione. La mattina del 4 settembre, alle 11
Il suo Re.2002 prese fuoco e non vi fu il tempo
== Vittorie in Spagna ==
Riga 211 ⟶ 220:
| '''Nr''' || '''data'''||'''aereo'''||'''avversario'''||'''risultato'''||'''località'''||'''compagnia'''
|-
|1|| 15.09.1936|| [[Fiat C.R.32]] ||
|-
|2|| 15.09.1936|| [[Fiat C.R.32]] ||
|-
|3|| 25.09.1936|| [[Fiat C.R.32]] ||
|-
|4|| 26.09.1936|| [[Fiat C.R.32]] || [[Breguet Bre 19|Breguet.19]] ||'''1ª vittoria'''|| [[Toledo]]|| 1ª Escuadrilla de Caza del Tercio
Riga 221 ⟶ 230:
|5|| 26.09.1936|| [[Fiat C.R.32]] || [[Potez|Potez.540]] ||50%|| [[Toledo]]|| 1ª Escuadrilla de Caza del Tercio
|-
|6|| 18.10.1936|| [[Fiat C.R.32]] ||
|-
|8|| 23.10.1936|| [[Fiat C.R.32]] || [[Dirigibile]] ||'''3ª vittoria'''|| [[Madrid]]|| 1ª Escuadrilla de Caza del Tercio
Riga 380 ⟶ 389:
* Ha una pagina [[Facebook]] come personaggio pubblico con più di 3.000 “''Like''”<ref>[https://www.facebook.com/GiuseppeCenniMOVM/ pagina facebook]</ref>.
* Il [[Reggiane Re.2002]] in esposizione al [[Museo storico dell'Aeronautica Militare]] ([[Vigna di Valle]]) porta i colori della 239ª Sq., [[102º Gruppo]], con il Grillo e il "Valzer!" di Giuseppe Cenni, anche se la colorazione scelta, a differenza dell'idea iniziale<ref name="Re2002Cenni">{{Cita web|autore=Massimo Tassi|url=http://www.ilrestodelcarlino.it/reggio-emilia/cronaca/caccia-reggiane-1.3287340|titolo=Caccia Reggiane, nuovo volo - Ultimata la sistemazione del Re2002|accesso=30 maggio 2021|data=Data pubblicazione 23 luglio 2017|lingua=it|editore=su il Resto del Carlino}}</ref><ref name="ilmessaggero">{{Cita web|autore=Paolo Ricci Bitti|url=https://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/vigna_di_valle_un_rarissimo_caccia_reggiane_re_2002_per_i_40_anni_del_museo_dell_aeronautica_militare-3297801.html|titolo=Vigna di Valle, rarissimo Re.2002|accesso=30 maggio 2021|data=Data pubblicazione 12 ottobre 2017|lingua=it|editore=su Il Messaggero}}</ref>, è post armistizio.<ref name="museostorico">{{Cita web|autore=Museo Vigna di Valle AM|url=http://www.aeronautica.difesa.it/storia/museostorico/Pagine/Reggiane-Re-2002.aspx|titolo=Reggiane Re-2002|accesso=1 maggio 2018|data=Data pubblicazione 12 ottobre 2017|lingua=it|editore=su Aeronautica Militare}}</ref>
== Note ==
Riga 392 ⟶ 398:
== Bibliografia ==
* {{Cita libro| autore=Gen. G. Pesce | titolo= Giuseppe Cenni, pilota in guerra | editore= Ufficio Storico
* {{Cita libro| autore=Franco Pagliano | titolo=Aviatori italiani (cap. Valzer mortale) | editore=Longanesi & C. | città=Roma | anno=1964 | isbn= | cid= Pagliano - Aviatori it., 1964}}
* {{Cita libro| autore=Antonio D'Agostino | titolo=Reggio Calabria 3 - 4 settembre 1943 | editore=Jason | città=Reggio Calabria | anno=1996 | isbn= | cid=D'Agostino - AAA R.Calabria, 1996}}
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