Francesco Guccini: differenze tra le versioni
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{{nota disambigua||Guccini (disambigua)|Guccini}}
{{Artista musicale
|
|immagine = Francesco Guccini - Lucca Comics & Games 2016 01.jpg
|tipo artista = cantautore
|didascalia = Francesco Guccini a [[Lucca Comics & Games]] nel 2016
|nazione = ITA
|genere = Musica d'autore
|genere2 = Folk
|anno inizio attività = 1960
|anno fine attività = in attività
|note periodo attività =
|etichetta = [[EMI Italiana]], [[Universal Music]], [[BMG Rights Management]]
|strumento = [[Canto|voce]], [[chitarra folk|chitarra]]
|
|
|album live = 8
|raccolte = 5
}}
{{Bio
|Nome = Francesco
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|GiornoMeseNascita = 14 giugno
|AnnoNascita = 1940
|LuogoMorte =
|GiornoMeseMorte =
|AnnoMorte =
|AttivitàAltre = e docente
|Epoca = 1900
|Epoca2 = 2000
|Attività = cantautore
|Attività2 = scrittore
|Attività3 = attore
|Nazionalità = italiano
}}
Fra i più rappresentativi e popolari cantautori italiani,<ref>{{Cita news|url=http://quotidianonet.ilsole24ore.com/spettacoli/musica/2010/06/11/344288-anni_guccini.shtml|titolo=I 70 anni di Guccini|pubblicazione=Quotidiano.net|accesso=13 giugno 2010|anno=2010|6=|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20100617222116/http://quotidianonet.ilsole24ore.com/spettacoli/musica/2010/06/11/344288-anni_guccini.shtml|dataarchivio=17 giugno 2010}}</ref><ref>«De André era l'unico poeta della canzone d'autore. Gli altri, me compreso, con l'eccezione forse di Guccini, sono bravi, non poeti.» ''[[Roberto Vecchioni]]''</ref><ref>{{Cita news|url=http://www.repubblica.it/online/musica/de_andre/de_andre/de_andre.html|titolo=È morto a Milano Fabrizio De André|pubblicazione=Repubblica.it|accesso=12 giugno 2010|5=|dataarchivio=14 novembre 2014|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20141114224204/http://www.repubblica.it/online/musica/de_andre/de_andre/de_andre.html|urlmorto=no}}</ref><ref>{{Cita web|url=http://www.osservatoriesterni.it/musica/i-migliori-cantautori-italiani|titolo=I Migliori Cantautori Italiani|autore=Orazio|sito=Osservatori Esterni|accesso=31 dicembre 2019|dataarchivio=31 dicembre 2019|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20191231184943/http://www.osservatoriesterni.it/musica/i-migliori-cantautori-italiani|urlmorto=no}}</ref><ref>{{Cita web|url=https://www.thewebcoffee.net/2019/06/20/guccini-8-canzoni-belle/|titolo=Francesco Guccini: gli 8 capolavori del cantautore modenese|autore=Silvia Ruggeri|data=20 giugno 2019|accesso=31 dicembre 2019|dataarchivio=31 dicembre 2019|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20191231184942/https://www.thewebcoffee.net/2019/06/20/guccini-8-canzoni-belle/|urlmorto=no}}</ref><ref>{{Cita web|url=https://www3.saturnonotizie.it/news/read/117782/guccini.html|titolo=Francesco Guccini uno dei più grandi cantautori italiani|sito=www3.saturnonotizie.it|accesso=31 dicembre 2019|dataarchivio=31 dicembre 2019|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20191231184941/https://www3.saturnonotizie.it/news/read/117782/guccini.html|urlmorto=no}}</ref> il suo debutto ufficiale risale al 1967 con l'[[Long playing|LP]] ''[[Folk beat n. 1]]'' (sebbene avesse scritto le prime canzoni rock 'n' roll già nel 1959);<ref name="Bernardini">{{cita|Bernardini|p. 12}}.</ref> durante la sua lunga carriera ha pubblicato oltre venti [[album discografico|album]] di [[Canzone (musica)|canzoni]]. È anche [[Letteratura|scrittore]] e occasionalmente attore, autore di [[colonna sonora|colonne sonore]] e di [[fumetto|fumetti]]; si occupa inoltre di [[lessicologia]], [[lessicografia]], [[glottologia]], [[etimologia]], [[dialettologia]], [[traduzione]], [[teatro]] ed è [[autore]] di canzoni per altri interpreti.<ref>{{Cita news|url=http://www.ilgiornale.it/genova/guccini_concerto_come_vita/13-11-2009/articolo-id=398783-page=0-comments=1|titolo=Guccini, in concerto come nella vita|pubblicazione=Ilgiornale.it|accesso=4 febbraio 2010|anno=2009|6=|dataarchivio=5 settembre 2010|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20100905065522/http://www.ilgiornale.it/genova/guccini_concerto_come_vita/13-11-2009/articolo-id=398783-page=0-comments=1|urlmorto=no}}</ref><ref>Si rimanda alle [[Discografia di Francesco Guccini#Guccini autore: canzoni scritte per altri interpreti|canzoni scritte per altri interpreti]], sezione della discografia di Guccini.</ref>
Molto impegnato sul piano politico e sociale, i testi dei suoi brani vengono spesso assimilati a componimenti poetici, denotando una familiarità con l'uso del [[verso]] tale da essere citato, in una traccia d'esame, come esempio di [[poesia|poeta]] contemporaneo.<ref name="edscuola.it">{{cita web|url=http://www.edscuola.it/archivio/esami/mat_04.html|titolo=Il testo della prova|accesso=4 febbraio 2010|dataarchivio=1 febbraio 2010|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20100201151606/http://www.edscuola.it/archivio/esami/mat_04.html|urlmorto=no}}</ref>
Fino alla metà degli [[anni 1980|anni ottanta]] ha insegnato [[lingua italiana]] alla scuola ''off-campus'' bolognese del [[Dickinson College]], un ''[[Università di arti liberali|liberal arts college]]'' con sede centrale a Carlisle, [[Pennsylvania]].<ref>«Rizzardi, docente di Inglese [...] Dopo l'esame mi chiamò da parte: "Un mio vecchio studente è diventato rettore di un college americano che sta per aprire una sede a Bologna. Si chiamerà Dickinson. Mi hanno offerto una cattedra"... Fu così che iniziai la mia carriera di insegnante al Dickinson, ruolo che sarebbe stato mio per vent'anni, dal 1965 al 1985, anche se solo per un mese l'anno: settembre.» citato in {{cita|Cotto|p. 57}}.</ref> Guccini suona la [[chitarra folk]], e la maggior parte delle musiche da lui composte ha come base questo strumento. È uno tra gli artisti con il maggior numero di riconoscimenti da parte del [[Club Tenco]], con quattro [[Targa Tenco|Targhe]], due [[Premio Tenco|Premi]] e un [[Premio Chiara|Premio ''Le parole della musica'']], cui si aggiungono vari altri premi e riconoscimenti.
== Biografia ==
=== L'infanzia (1940–1950) ===
{{citazione|Cresciuto tra i saggi ignoranti di montagna,<br />che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia…|da ''Addio'', ''[[Stagioni (album)|Stagioni]]'', [[2000]]}}
Francesco Guccini nacque a [[Modena]] il 14 giugno 1940,<ref>«Allora si nasceva in casa. Io in via Domenico Cucchiari 22. Modena. È il 14 giugno 1940.» citato in {{cita|Cotto|p. 11}}.</ref> dunque quattro giorni dopo l'entrata dell'[[regno d'Italia (1861-1946)|Italia]] nella [[seconda guerra mondiale]]. Di lì a poco, suo padre Ferruccio fu chiamato alle armi (periodo durante il quale passò, all'insaputa del figlio, anche due anni in un campo di concentramento tedesco vicino ad [[Amburgo]]); questo evento costrinse il piccolo Francesco ad andare a vivere con la madre presso i nonni paterni a [[Pavana (Sambuca Pistoiese)|Pàvana]].<ref>«Mia madre Ester Prandi, da Carpi, siccome cominciavano a essere razionati i generi alimentari, si trasferì a Pàvana, nella casa dei nonni paterni.» citato in {{cita|Cotto|p. 11}}.</ref> Il padre, infatti, aveva rifiutato di giurare fedeltà alla [[Repubblica Sociale Italiana|RSI]] e ai nazisti dopo l'8 settembre e pertanto divenne prigioniero come [[Internati Militari Italiani|internato militare italiano]].<ref>{{Cita web|lingua=it-IT|url=https://www.francescoguccini.it/resistenza-medaglia-donore-al-padre-di-guccini/|titolo=Resistenza, medaglia d'onore al padre di Guccini|sito=Francesco Guccini Official|data=2021-01-25|accesso=2024-12-25}}</ref>
Guccini ricorderà più volte nelle proprie opere gli anni dell'[[infanzia]] trascorsi sulle montagne dell'[[Appennino tosco-emiliano]]: proprio a Pàvana dedicherà inoltre il primo [[romanzo]] ''[[Cròniche epafàniche]]''; molte delle sue [[Canzone (musica)|canzoni]] attingeranno da questa ambientazione montanara, della quale ha più volte dichiarato di andare molto fiero.<ref>{{cita web|url=http://www.associazioneasia.it/adon.pl?act=doc&doc=533|titolo=Intervista a Francesco Guccini|accesso=12 giugno 2010|dataarchivio=25 agosto 2021|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20210825143608/https://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.asia.it%2Fadon.pl%3Fact%3Ddoc%26doc%3D533&layout=standard&show_faces=true&width=550&action=recommend&font=arial&colorscheme=light&height=25|urlmorto=no}}</ref> Un forte senso di appartenenza ai luoghi di origine della sua famiglia, che descriverà nel brano ''Radici'',<ref>«E te li senti dentro quei legami [...] La casa è come un punto di memoria», da ''Radici'', ''[[Radici (album)|Radici]]'', 1972.</ref><ref>«Nel 1972 mi venne l'idea di scrivere una canzone che parlasse di radici, di appartenenza a qualcosa o a qualcuno» citato in {{cita|Cotto|p. 79}}.</ref> avrebbe segnato quindi la sua poetica, divenendo un tema ricorrente dei suoi scritti e dei suoi brani, come ad esempio in ''[[Amerigo (brano musicale)|Amerigo]]'', che narra la storia di povertà ed emarginazione di un prozio emigrante.<ref>« [...] quell'uomo era il mio volto, era il mio specchio...», da ''Amerigo'', ''[[Amerigo (album)|Amerigo]]'', 1978.</ref><ref>«Mi affascinava da sempre l'idea di una canzone su Enrico, il mio prozio emigrato in America. C'è un confronto continuo tra la sua America–emarginata, di fatica, di sconfitte–e la mia–fatta di miti e immaginazioni, di viaggi di fantasia.» citato in {{cita|Cotto|p. 101}}.</ref> La fine della guerra riportò Guccini nei luoghi lasciati pochi mesi dopo la nascita;<ref>«Piccola città, bastardo posto / appena nato ti compresi o fu il fato che in tre mesi mi spinse via...», da ''Piccola città'', ''[[Radici (album)|Radici]]'', 1972</ref><ref>«A un certo punto, dicevo, tornammo a Modena. Non fu un grande ritorno, per me.» citato in {{cita|Cotto|p. 20}}.</ref> nel 1945 tornò dunque a vivere con la madre a [[Modena]], dove l'anno successivo il padre, ritornato dalla prigionia, riprese il suo impiego alle [[Poste italiane|Poste]].<ref>«A un certo punto, dicevo, tornammo a Modena [...] A Modena era diverso e lo sarebbe sempre stato...» citato in {{cita|Cotto|p. 20}}.</ref>
=== L'adolescenza (1950–1958) ===
[[File:Francesco Guccini e Cencio.jpg|thumb|Guccini (a destra) e l'amico Cencio, protagonista dell'omonima canzone<ref>« [...] quella foto sul pallaio, presa una sera di quasi estate / con me e Cencio vicini, fintamente assorti a guardare il punto / perché l'umorismo popolare volle immortalare assieme me, il Gigante, e Cencio il Nano, viso già d'uomo serio, compreso, quasi compunto...», da "''Cencio''", [[Quello che non...]], 1990</ref><ref name="Massimo Cotto 1999">«Una sera, riguardando quella foto in cui siamo fintamente assorti a guardare le bocce, mi venne voglia di scrivere una canzone, provando a pensare come pensava lui, alla sua voglia di sesso o, più semplicemente, di normalità.» citato in {{cita|Cotto|p. 132}}.</ref>]]
{{Citazione|Piccola città, bastardo posto, / appena nato ti compresi / o fu il fato che in tre mesi / mi spinse via?|da Piccola città, Radici, 1972}}
A Modena, descritta con una certa amarezza nella canzone ''[[Radici (album)|Piccola città]]'',<ref>«Piccola città, bastardo posto / appena nato ti compresi o fu il fato che in tre mesi mi spinse via / Piccola città, io ti conosco: nebbia e fumo, non so darvi / il profumo del ricordo che cambia in meglio...», da ''Piccola città'', ''[[Radici (album)|Radici]]'', 1972</ref><ref>«Modena è per me l'esilio da Pàvana e l'attesa di Bologna. Modena è "mia nemica strana", la mia adolescenza, il periodo forse più tragico della mia vita perché nell'immediato dopoguerra le aspettative e le speranze erano tante e le possibilità di realizzarle quasi nulle.»; citato in {{cita|Cotto|p. 80}}.</ref> Guccini trascorse la sua adolescenza che avrebbe poi raccontato in ''Vacca d'un cane'', suo secondo romanzo. Intorno allo stesso periodo, iniziò anche a suonare la chitarra.<ref>{{cita web |url=http://www.concerto.net/guccini/biography.htm |titolo=Copia archiviata |accesso=19 febbraio 2017 |urlmorto=sì |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20140109161348/http://www.concerto.net/guccini/biography.htm |dataarchivio=9 gennaio 2014 }}</ref> Dopo la [[Cicli di istruzione in Italia|scuola dell'obbligo]], frequentò l'[[istituto magistrale]] [[Carlo Sigonio]]<ref>{{cita web|url=http://www.sigonio.it/index.php?sezione=area%20studenti&pmenu=varie|titolo=Feste dei diplomati|accesso=14 giugno 2010|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20120425112316/http://www.sigonio.it/index.php?sezione=area%20studenti&pmenu=varie|dataarchivio=25 aprile 2012|urlmorto=sì}}</ref> (scuola che curiosamente era stata frequentata anche da un altro grande personaggio modenese del mondo della musica, il [[tenore]] [[Luciano Pavarotti]]),<ref>«Andavo alla stessa scuola di Pavarotti, solo che, quando lui era in quarta, io frequentavo la prima»; citato in {{cita|Cotto|p. 24}}.</ref> [[diploma]]ndosi nel [[1958]]. Questo periodo non viene ricordato con felicità: la "fuga" da Pàvana lo mise di fronte alla realtà modenese contro la quale si mosse anche nei suoi testi.<ref>«se penso a un giorno o a un momento / ritrovo soltanto malinconia / e tutto un incubo scuro, un periodo di buio gettato via [...] / ...mia nemica strana sei lontana... /io, la montagna nel cuore / scoprivo l'odore del dopoguerra...», da ''Piccola città'', ''[[Radici (album)|Radici]]'', [[1972]]</ref> Furono questi anni intensi per la sua formazione culturale e musicale: nacquero in questo contesto le storie delle sue canzoni che guardano alla società e al quotidiano,<ref>{{cita|Jachia 2002|pp. 94, 206}}.</ref> i racconti e i dubbi per i quali si definì in un verso di ''Samantha'' un «burattinaio di parole».<ref>«Ed io, burattinaio di parole / perché mi perdo dietro a un primo sole / perché mi prende quest'assurda nostalgia?», da "''Samantha''", ''[[Parnassius Guccinii (album)|Parnassius Guccinii]]'', [[1993]].</ref> Altri riferimenti a Modena si possono trovare in ''Cencio'' (''[[Quello che non...|Quello che non]]'', 1990), ove Guccini ricorda con toni nostalgici un amico affetto da [[nanismo]].<ref name="Massimo Cotto 1999" /> In quegli anni nacque il fratello Pietro (1954 - 23 aprile 2011), che collaborò con [[Claudio Lolli]] e con lo stesso Francesco, per esempio scrivendo ''Mondo Nuovo'', inserita nell’album [[Amerigo (album Francesco Guccini)|Amerigo]].<ref>{{cita web|url=http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/04/27/496403-minerbio_addio.shtml|titolo=Minerbio, addio a Pietro Guccini|sito=ilrestodelcarlino.it|accesso=7 febbraio 2016|dataarchivio=27 aprile 2018|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20180427115832/https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/04/27/496403-minerbio_addio.shtml|urlmorto=no}}</ref> Nel 1960 Guccini si trasferì a [[Bologna]] al n. 43 di via Paolo Fabbri nel rione della [[Cirenaica (Bologna)|Cirenaica]].<ref>«Mi trasferii a Bologna in via Paolo Fabbri 43.» ''citato in "La mia vita". Francesco Guccini si racconta a Rai 3''</ref>
=== Il periodo giovanile e gli inizi nel mondo musicale (1959–1966) ===
La sua prima esperienza lavorativa di istitutore in un collegio a [[Pesaro]] terminò con esito fallimentare, poiché fu licenziato dopo breve tempo.<ref>«Nel frattempo trovai un lavoro come istitutore in un collegio di Pesaro. Era l'autunno 1959 [...] Mi licenziarono dopo un mese e mezzo.»; citato in {{cita|Cotto|p. 26}}.</ref> Di ben altro spessore fu invece la sua esperienza alla [[Gazzetta di Modena]]: per due anni ricoprì il ruolo di [[Giornalista|cronista]], un'occupazione a sua detta «massacrante, dodici ore di lavoro al giorno per ventimila lire al mese».<ref>«Entravo in redazione alle tre del pomeriggio e rimanevo fino alle tre di notte, tornando a casa solo per la cena. Non c'erano feste domenicali e l'unico permesso era per l'ultimo giorno dell'anno...» citato in {{cita|Cotto|p. 35}}.</ref> In [[redazione]] ebbe diverse mansioni, prestando attenzione soprattutto alla cronaca giudiziaria; tra i suoi articoli è particolarmente rilevante<ref>Per una critica retrospettiva alla conduzione di quell'intervista, v. [[Aldo Cazzullo]] (int. a GUCCINI FRANCESCO) ''«IO [[Comunismo|COMUNISTA]]? NON LO SONO MAI STATO HO SEMPRE VOTATO [[Partito Socialista Italiano|PSI]] MORIRE MI SPAVENTA»'', [[Corriere della Sera]], 7 giugno 2020, pag. 28.</ref> un'intervista realizzata a [[Domenico Modugno]] (reduce da due vittorie consecutive al [[Festival di Sanremo]]), nell'aprile del 1960<ref>Francesco Guccini, ''Non so che viso avesse'', 2010, Mondadori, pagg. 71-74.</ref>, e proprio l'incontro con il cantautore pugliese spingerà Guccini (già musicista e autore di brani rock'n'roll) a scrivere la sua prima canzone da cantautore, ''L'antisociale''.<ref>Francesco Guccini, ''Non so che viso avesse'', 2010, Mondadori, pag. 74</ref> Nel frattempo frequenta la facoltà di Magistero senza laurearsi.<ref>{{Cita news|autore = Gigi Vesigna|titolo = La gavetta dei VIP?|pubblicazione = [[Oggi (periodico)|Oggi]]|giorno = 12|mese=giugno|anno = 2013|pagina = 94-98}}</ref>
Guccini mosse i primi passi nel mondo della musica come cantante e chitarrista in un'orchestra da [[balera]],<ref>« [...] Mi diedi alla musica... ..."Voglio fare l'orchestrale." E così fu.» citato in {{cita|Cotto|p. 40}}.</ref> di cui facevano parte Pier Farri (che divenne in seguito suo [[Produttore discografico|produttore]]) alla batteria e [[Victor Sogliani]] (futuro componente dell'Équipe 84) al sassofono, più un altro chitarrista, Franco Fini Storchi. Il complesso, nato nel 1958,<ref>{{cita|Bernardini|p. 11}}.</ref> si chiamò dapprima ''Hurricanes'', poi ''Snakers'' e infine ''Gatti'', dopo l'unione con i ''Marino's'' di [[Alfio Cantarella]]:<ref>Dopo l'ingresso di Alfio Cantarella al posto di Pier Farri, Paolo Guarnera al sax, con il passaggio quindi di Sogliani al basso, e Marino Salardini al pianoforte</ref><ref>«La band si chiamava, con somma originalità, Marinos [...] Dissi agli altri musicisti "Ragazzi, Marinos fa schifo"... Ci voleva un nome giovane, brillante. Gatti non ci sembrava male... In quell'estate 1961 suonammo per due mesi alle terme di Sassuolo... D'inverno un bell'ingaggio allo Chalet del lago di San Vito di Cadore... Quell'inverno andammo a suonare perfino in Svizzera.»; citato in {{cita|Cotto|pp. 40-41}}.</ref><ref>«La sigla cambia da Hurricanes a Snakes e diventa I Gatti quando i tre si uniscono ai Marinos di Alfio Cantarella.» {{cita libro |autore=Cesare Rizzi |coautori=Fulvio Beretta|titolo=Enciclopedia del rock italiano|anno=1993}}</ref> con gli ''Snakers'' Guccini scrisse le prime canzoni, ''Bimba guarda come (il ciel sa di pianto)'', ''Roy Teddy Boy'', ''Ancora'', ''Viola come gli occhi di Angelica'',<ref name="Bernardini" /> rock'n'roll sul modello dei brani di [[Peppino di Capri]] e degli [[Everly Brothers]], che, uniti ad alcune reinterpretazioni del periodo, costituirono il repertorio dell'orchestra.<ref name="Bernardini" /> Per due anni il gruppo ottenne molti ingaggi, facendo la stagione sulla riviera romagnola e suonando in tutto il nord Italia<ref name="Bernardini" /> e anche all'estero: proprio durante alcuni spettacoli in [[Svizzera]] Guccini si trovò ad accompagnare come chitarrista [[Nunzio Gallo]],<ref>Francesco Guccini, ''Non so che viso avesse'', 2010, Mondadori, pagg 66-67</ref> vincitore del [[Festival di Sanremo 1957]] con ''Corde delle mia chitarra'' (in coppia con [[Claudio Villa]]).
Alla fine del 1961 la famiglia Guccini si trasferì a [[Bologna]] in via Massarenti<ref>{{Cita web |url=http://www.francescoguccini.net/news/623 |titolo=Intervista a Francesco Guccini - ''di Dario Borlandelli'' |accesso=24 gennaio 2012 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20150924015216/http://www.francescoguccini.net/news/623 |dataarchivio=24 settembre 2015 |urlmorto=sì }}</ref>, e Francesco (iscrittosi all'[[Università di Bologna]] nella facoltà di Lingue) per qualche tempo visse insieme ad Alfio Cantarella. Nel luglio 1962 Guccini partì per il [[servizio militare]], che prestò a [[Lecce]], alla [[Scuola di Fanteria]] di [[Cesano (Roma)|Cesano di Roma]] e a [[Trieste]]. Come ricorda egli stesso, si trattò di un'esperienza sostanzialmente positiva.<ref>« [...] tutto andò per il meglio... era una pacchia...» citato in {{cita|Cotto|p. 46}}.</ref> Assolse gli obblighi di leva come ufficiale di complemento.
Poco prima della partenza scrisse alcune canzoni, molte delle quali poi cestinò «un po' per pudore un po' per vergogna», ritenendole null'altro che tentativi.<ref>«''L'antisociale'' non era l'unica canzone che avevo scritto e tenuto (perché molte le buttavo, un po' per pudore un po' per vergogna) prima di partire militare. C'erano, tra le tante, anche ''Vecchio gasometro'', ''Se lungo i giorni'', ''La ballata degli annegati'' e ''Venerdì santo''. Canzoni un po' diverse dai fugaci esperimenti degli esordi. Rimanevano comunque tentativi.» citato in {{cita|Cotto|p. 51}}.</ref> Fra queste vi erano ''La ballata degli annegati'' e ''Venerdì santo''. Nel frattempo, durante l'assenza di Guccini, ''I Gatti'' si erano uniti a un'altra formazione, i ''Giovani Leoni'' di [[Maurizio Vandelli (cantante)|Maurizio Vandelli]], che nel 1964 diede vita alla ben più nota [[Equipe 84]]; terminato il servizio militare, Guccini rifiutò di entrarvi per continuare gli studi,<ref>« [...] Era Pier Farri: "Tra poco Victor va militare. Se vuoi entrare nel gruppo, ti aspettiamo a braccia aperte". Ci pensai qualche giorno, poi dissi di no.» citato in {{cita|Cotto|p. 62}}.</ref> che in seguito abbandonò a un passo dalla laurea (nel 2002 gliene fu conferita una [[laurea honoris causa|honoris causa]] in [[Scienze della formazione]]).<ref name="LaureaHonorem">«Alla sua più nota veste di cantautore Francesco Guccini ha sempre abbinato un interesse profondo per gli aspetti e le forme della narrativa, della comunicazione e dei linguaggi, trovando un seguito straordinario e continuato presso tutti i giovani delle generazioni con cui è entrato in contatto. Pertanto, data l'efficacia e la rispondenza di queste sue multiformi capacità espressive, è lecito riconoscergli un ruolo di formatore extrascolastico.» [http://www.almanews.unibo.it/01_02/Html/guccini.htm ''Motivazione per il conferimento della laurea honoris causa in Scienze della formazione''] {{Webarchive|url=https://web.archive.org/web/20061214155504/http://www.almanews.unibo.it/01_02/Html/guccini.htm |date=14 dicembre 2006 }}</ref> Per la sua maturazione musicale e artistica risultarono decisivi gli ascolti (le «diete musicali», come le definì<ref>«Buona parte del merito va a diverse diete musicali» citato in {{cita|Cotto|p. 51}}.</ref>) del gruppo torinese dei ''[[Cantacronache]]'' di [[Fausto Amodei]], [[Sergio Liberovici]] e [[Michele Straniero]];<ref>«Importante fu il Cantacronache di Fausto Amodei, Sergio Liberovici e Michele Straniero, che mi introdusse nel mondo delle canzoni popolari e anarchiche.» citato in {{cita|Cotto|p. 51}}.</ref> la sua evoluzione artistica lo portò poi a interessarsi al [[Musica beat|beat]] (in quel periodo scoprì [[Bob Dylan]]<ref>«Per invogliarmi e darmi qualche punto di riferimento, un giorno mi regalarono una copia di ''Freewheelin''', secondo album di un per me ancora sconosciuto menestrello americano di nome Bob Dylan.» citato in {{cita|Cotto|p. 59}}.</ref>) e compose canzoni come ''[[Auschwitz (brano musicale)|Auschwitz]],'' incisa con il titolo ''La canzone del bambino nel vento (Auschwitz)''<ref>{{cita web|url=http://discografia.dds.it/scheda_titolo.php?idt=571|titolo=Discografia Nazionale della Canzone Italiana|accesso=19 gennaio 2016|dataarchivio=7 gennaio 2016|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20160107034319/http://discografia.dds.it/scheda_titolo.php?idt=571|urlmorto=no}}</ref>, ''[[È dall'amore che nasce l'uomo]]'', portate al successo dall'Équipe 84,<ref>« [...] nel novembre 1964 scrissi tre pezzi: ''Auschwitz'', ''[[È dall'amore che nasce l'uomo]]'' e ''Noi non ci saremo''.» citato in {{cita|Cotto|p. 59}}.</ref> che aveva già inciso ''L'antisociale'' a gennaio del 1966, e ''Noi non ci saremo'', registrata invece dai [[Nomadi]]. Fecero infatti l'ingresso nella musica leggera in quegli anni anche [[Dodo Veroli]] insieme ad altri due ragazzi di Modena che da lì a poco diedero vita ai [[Nomadi]].
Guccini suonava dunque con i Nomadi da una parte e l'Équipe 84 dall'altra.<ref>«Così iniziò la mia vita musicale.» ''citato in "La mia vita". Francesco Guccini si racconta a Rai 3.''</ref>
=== Il debutto (1967–1971) ===
[[File:Guccini1970.jpg|miniatura|sinistra|100px|Francesco Guccini negli anni 70]]
[[File:FRANCESCO GUCCINI Fronte Popolare.jpg|miniatura|100px|Francesco Guccini durante un concerto degli anni settanta, assieme a [[Deborah Kooperman]]]]
Nel [[1967]] la casa discografica [[Compagnia Generale del Disco|CGD]] gli propose di partecipare al [[Festival di Sanremo 1967|Festival di Sanremo]] come autore della parte musicale del brano ''Una storia d'amore''. Per interpretarlo furono scelte due cantanti di questa casa discografica, [[Caterina Caselli]] e [[Gigliola Cinquetti]], ma la canzone non superò le selezioni.<ref>Notizia riportata in un articolo di Carlo Giovetti pubblicato su ''[[Big (periodico)|Big]]'', n° 52 del 1966, pag. 17</ref><ref name=ilpotereelagloria>{{cita web|url=http://www.ilpotereelagloria.com/biografie/Francesco-Guccini|titolo=Francesco Guccini|accesso=3 febbraio 2010|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20090821143556/http://www.ilpotereelagloria.com/biografie/Francesco-Guccini|dataarchivio=21 agosto 2009}}</ref> Come dichiarò [[Roberto Vecchioni]] (che, in quel periodo, era uno degli autori della CGD), la casa discografica gli impose due parolieri professionisti, [[Daniele Pace]] e [[Mario Panzeri]], per provare a modificare il testo della canzone, un'ingerenza che Guccini tollerò malvolentieri e che lo indusse a rinunciare a ulteriori collaborazioni.<ref>{{cita libro |autore=Michelangelo Romano |titolo=Roberto Vecchioni: Canzoni e spartiti|editore=Lato Side|città=Roma|anno=1979|pagine=17}}</ref>
Il brano fu comunque inciso dalle due cantanti: da Gigliola Cinquetti nell'album ''La rosa nera'' e da Caterina Caselli in ''[[Caterina Caselli#Discografia|Diamoci del tu]]''.<ref name=ilpotereelagloria /> Il primo lavoro della sua carriera di cantautore – ''[[Folk beat n. 1]]'' – arrivò qualche mese dopo, nel marzo del 1967. Nel disco, che ebbe un riscontro commerciale molto scarso ("praticamente nullo", affermò Guccini<ref>{{cita|Cotto 2007|p. 94}}.</ref>), si intravedono già dei tratti caratteristici del suo stile artistico, con canzoni dagli arrangiamenti scarni e dai temi dolorosi come [[morte]], [[suicidio]], infimità sociale, l'[[Olocausto]] e guerra (appare anche un originale esperimento di [[talking blues]] "all'italiana", stile che avrebbe poi ripreso in un successivo brano inserito in [[Opera buffa (album)|Opera buffa]]).<ref>{{cita web|url=http://www.storiadellamusica.it/Francesco_Guccini_-_Folk_Beat_n.1_%28La_Voce_del_Padrone,_1967%29.p0-r2151|titolo=Francesco Guccini|accesso=3 febbraio 2010|dataarchivio=30 agosto 2009|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20090830155800/http://www.storiadellamusica.it/Francesco_Guccini_-_Folk_Beat_n.1_(La_Voce_del_Padrone,_1967).p0-r2151|urlmorto=no}}</ref> Tra le canzoni incise ci furono anche tre di quelle già portate al successo dai Nomadi e dall'Équipe 84: ''Noi non ci saremo'', ''L'antisociale'' e ''[[Bang bang/Auschwitz|Auschwitz]]''; quest'ultima verrà poi tradotta in inglese e riproposta con scarsissimo successo nel 1967 dall'Équipe 84 come lato B del 45 giri con ''29th September''<ref>{{Cita web|url = https://www.youtube.com/all_comments?lc=zELp-b--BOU9pbO5BZ6KW1Wjc4kMgFNY95WRXaduq9E&v=qGAqy5TZzYA|titolo = Commenti su Equipe 84 - 29th September (1967)|accesso = 20 ottobre 2015|autore = RDWatson}}</ref>, pubblicato solo in [[Gran Bretagna]] e, molti anni dopo, dal cantautore statunitense [[Rod MacDonald]], nell'album "Man on the Ledge" del 1994.<ref>{{cita web|url=http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=7&lang=it|titolo=Auschwitz (Canzone del bambino nel vento)|accesso=3 febbraio 2010|dataarchivio=27 marzo 2010|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20100327035536/http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=7|urlmorto=no}}</ref><ref>{{cita web|url=http://www.rodmacdonald.net/man_on_the_ledge.htm|titolo=Man on the ledge - Auschwitz|accesso=5 febbraio 2010|dataarchivio=9 marzo 2009|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20090309214041/http://www.rodmacdonald.net/man_on_the_ledge.htm|urlmorto=no}}</ref>
In quello stesso anno, Guccini scrisse un'altra canzone, ''[[In morte di S.F.]]'', che sarà ridepositata in seguito alla [[Società Italiana degli Autori ed Editori|Siae]] con il titolo mutato in ''Canzone per un'amica'', e con questo nuovo titolo sarà incisa nel 1968 dai [[Nomadi]].<ref>{{cita web|url=http://www.storiaradiotv.it/I%20NOMADI%20LEGGI%20L%27INTERVISTA%20DI%20GIGI%20VESIGNA.htm|titolo=I NOMADI|accesso=3 febbraio 2010|dataarchivio=15 maggio 2013|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20130515075752/http://www.storiaradiotv.it/I%20NOMADI%20LEGGI%20L%27INTERVISTA%20DI%20GIGI%20VESIGNA.htm|urlmorto=sì}}</ref> [[Caterina Caselli]] il 1º maggio 1967, poco dopo l'uscita del disco, lo invitò al programma televisivo ''[[Diamoci del tu (programma televisivo)|Diamoci del tu]]'', presentato insieme a [[Giorgio Gaber]]: in quest'occasione, che rappresentò il suo debutto televisivo, cantò ''Auschwitz'';<ref name="giorgiogaber.org">{{Cita news|url=http://www.giorgiogaber.org/stampa/vediart.php?codArt=246|titolo=DIAMOCI DEL TU (marzo-aprile 1967)|pubblicazione=GiorgioGaber.org|accesso=4 febbraio 2010|urlmorto=sì|urlarchivio=https://archive.is/20040302140905/http://www.giorgiogaber.org/stampa/vediart.php?codArt=246|dataarchivio=2 marzo 2004}}</ref> nella stessa puntata, tra l'altro, fu ospite un altro giovane cantautore ancora sconosciuto, [[Franco Battiato]].<ref name="giorgiogaber.org"/> Per la Caselli, in quel periodo, scrisse molti brani, tra cui ''Le biciclette bianche'', ''Incubo Nº 4'', canzone inserita nel [[musicarello]] [[L'immensità (La ragazza del Paip's)]], ''Una storia d'amore'' e ''Cima Vallona'' (ispirata alla [[strage di Cima Vallona]]).<ref>« [...] decise di incidere alcuni miei brani, oltre che di commissionarmene altri. ''Le biciclette bianche'' e ''Incubo n.4'' furono composte a quattro mani: lei la musica, io li testo; ''Cima Vallona''.... Caterina avrebbe poi inciso anche due versioni di ''Per fare un uomo'' e ''Dio è morto''...» citato in {{cita|Cotto|p. 62}}.</ref> Furono tuttavia [[Nomadi|i Nomadi]] a portare al successo nello stesso anno quella che divenne una delle canzoni più note di Guccini: ''[[Dio è morto (se Dio muore, è per tre giorni poi risorge)|Dio è morto]]'' (fu pubblicata in contemporanea anche da [[Caterina Caselli]], con delle differenze nel testo).<ref>{{cita web|url=http://www.giuseppecirigliano.it/GuccioDiomorto.htm|titolo=Dio è morto|accesso=4 febbraio 2010|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20081118153253/http://www.giuseppecirigliano.it/GuccioDiomorto.htm|dataarchivio=18 novembre 2008}}</ref>
Fu un brano dal testo "generazionale" che per l'universalità del suo contenuto superò ogni confinamento ideologico venendo elogiata addirittura da [[Papa Paolo VI]] (fu trasmessa da [[Radio Vaticana]],<ref>Trasmissione di [[Radio Vaticana]] nel 2007 nella ricorrenza dei 40 anni della canzone</ref> benché a suo tempo censurata dalla [[RAI - Radiotelevisione Italiana|RAI]] per [[bestemmia|blasfemia]]).
[[File:Francessco Guccini con Saverio Rotondi nel 1972.JPG|thumb|Francesco Guccini con il direttore di [[Ciao 2001]] [[Saverio Rotondi]] nel 1972]]
L'anno successivo Guccini ritornò in [[Studio di registrazione|sala di incisione]], pubblicando un [[disco in vinile|45 giri]] con ''[[Un altro giorno è andato/Il bello]]'': la prima, una delle sue canzoni ritenute tra le più caratteristiche, fu incisa di nuovo in versione acustica e con alcune piccole modifiche nel testo nel [[1970]] e inserita in ''[[L'isola non trovata]]''; la seconda invece fu riproposta dal vivo in ''[[Opera buffa (album)|Opera buffa]]'', dopo essere stata reinterpretata due anni dopo da [[Lando Buzzanca]];<ref>{{cita web|url=https://cverdier.blogspot.com/2008/02/lando-buzzanca-il-bello-1971.html|titolo=Lando Buzzanca - Il bello|accesso=3 febbraio 2010|dataarchivio=18 dicembre 2010|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20101218222845/http://cverdier.blogspot.com/2008/02/lando-buzzanca-il-bello-1971.html|urlmorto=no}}</ref> nel frattempo Guccini continuò l'attività di autore, continuando a comporre brani per I Nomadi, [[Bobby Solo]], Caterina Caselli e altri artisti. Nel dicembre 1968 vi fu inoltre il suo debutto ufficiale dal vivo, con un concerto tenuto al Centro Culturale ''la Cittadella'' della [[Pro Civitate Christiana]] di [[Assisi]], un centro culturale [[Cattolicesimo|cattolico]] di tendenza progressista.<ref>«Nel dicembre 1968 suonai alla Cittadella d'Assisi...» citato in {{cita|Cotto|p. 69}}.</ref> Nel biennio 1967-1968 si distinse anche per il lavoro di pubblicitario nell'ambito del [[Carosello]] insieme a [[Guido De Maria]], collaborando agli [[Slogan pubblicitario|slogan]] dell'Amarena Fabbri imperniate sui personaggi "[[Salomone pirata pacioccone]]" e il suo aiutante "Manodifata".<ref>{{Cita conferenza|titolo = Il Pirata Pacioccone e Manodifata a Roma|data = 10 marzo 2012|conferenza = Dizionario delle cose perdute. La playlist del nostro passato|editore = Fondazione Musica per Roma|città = Roma}}</ref><ref>{{cita web|url=https://guidodemaria.blogspot.com/2010/06/auguri-al-maestrone.html|titolo=Guccini canta con Franco Godi un frammento del jingle|accesso=15 giugno 2010|dataarchivio=8 agosto 2012|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20120808223856/http://guidodemaria.blogspot.com/2010/06/auguri-al-maestrone.html|urlmorto=no}}</ref> Sullo stesso personaggio scrisse anche il testo della canzone per bambini, cantata da [[Le Sorelle]], e fece conoscere al grande pubblico, sempre grazie al Carosello, il vignettista [[Bonvi]];<ref>« [...] io segnalai Bonvi, che si trasferì così a Bologna» citato in {{cita|Cotto|p. 56}}.</ref> in seguito Guccini avrebbe ricordato questo periodo nel testo di ''[[Eskimo (brano musicale)|Eskimo]]''.<ref>« [...] di discussioni, Caroselli, eroi, cos'è rimasto dimmelo un po' tu...», da "''Eskimo''", ''[[Amerigo (album)|Amerigo]]'', [[1978]].</ref>
Nel 1970 fu la volta di ''[[Due anni dopo]]'' (registrato nell'autunno del 1969), album dai toni inquieti ed [[Esistenzialismo|esistenziali]], che lasciò da parte le tematiche della protesta (eccetto per ''[[Primavera di Praga]]''); fu accostato, per le tematiche e i vocaboli alla [[Poetica di Giacomo Leopardi|poetica leopardiana]],<ref>{{cita|Jachia 2002|pp. 91-94}}.</ref> mostrando un artista ancora giovanile anche se più maturo dell'album precedente. Il centro narrativo del disco, dalla percepibile influenza francese,<ref>{{cita|Jachia 2002|pp. 76-77}}.</ref> è il tempo che passa e la vita quotidiana analizzata nella dimensione dell'ipocrisia borghese.<ref>{{cita|Jachia 2002|pp. 116-117, 135}}.</ref> Con questo album ha inizio una collaborazione, che durerà circa un decennio, con la folksinger di origini statunitensi [[Deborah Kooperman]] la quale, pur non essendo una vera chitarrista, impreziosirà da quel momento parecchi suoi dischi con caratteristici arpeggi [[fingerpicking]], uno stile allora poco conosciuto e usato nel nostro Paese.<ref>« [...] chiamai con me Deborah Kooperman, amica statunitense studentessa a Bologna che mi insegnò molti segreti della chitarra e del folk.» citato in {{cita|Cotto|p. 69}}.</ref><ref>« [...] il ''fingerpicking'', un maledetto arpeggio che avrei decifrato compiutamente soltanto nel 1969 grazie a [[Deborah Kooperman]], meraviglioso personaggio sbarcato a [[Bologna]] da [[New York]] con una borsa di studio e un bagaglio di conoscenze straordinario.» citato in {{cita|Cotto|p. 59}}.</ref>
Subito dopo l'uscita di ''Due anni dopo'', Guccini lasciò in Italia, ma senza concludere la relazione, la sua fidanzata Roberta Baccilieri (per la quale aveva scritto ''Vedi cara'') e partì per gli [[USA]] insieme a Eloise Vitelli, una ragazza conosciuta al Dickinson College di Bologna dove insegnava<ref>«Nel gennaio 1970 partii per gli Stati Uniti» citato in {{cita|Cotto|p. 70}}.</ref> (alla quale anni dopo dedicò la canzone ''100 Pennsylvania Ave''). Conclusasi anche questa relazione, tornò in Italia con la caratteristica [[barba]], che da quel momento non si rasò più completamente.<ref>«Di quei tempi mi resta la barba. Non l'ho più fatta, da allora. Forse ho paura di vedere che cosa c'è sotto e più di me ha paura mia figlia. Per evitarle shock, resterò così per sempre, nascondendole le mie vere fattezze.» citato in {{cita|Cotto|p. 72}}.</ref>
Si riconciliò con Roberta Baccilieri e con lei andò in vacanza all'isola di [[Santorini]]: è in quest'occasione che fu scattata la fotografia presente sul retro di ''[[Stanze di vita quotidiana]]'', usata poi sia per la copertina di ''[[Via Paolo Fabbri 43]]'' sia, ancora oggi, per i manifesti pubblicitari dei suoi concerti.<ref>«Curiosamente, la mia foto sulla copertina di ''Via Paolo Fabbri 43'' è la stessa, solo più sgranata, che era stata precedentemente inserita sul retro di ''Stanze'': uno scatto preso da mia moglie a Santorini, in Grecia, nel 1971.» citato in {{cita|Cotto|p. 89}}.</ref>
[[File:Francesco Guccini nel 1972.jpg|left|thumb|Francesco Guccini durante un'esibizione nel [[1972]]]]
In autunno iniziò le registrazioni di un nuovo disco, e così a undici mesi da ''Due anni dopo'' fu pubblicato ''[[L'isola non trovata]]''. Il titolo dell'album, che è anche quello di una canzone, è un riferimento a [[Guido Gozzano]]; altra citazione letteraria presente nel disco fu quella di [[J.D. Salinger]] in ''La collina''.<ref>«Il Gozzano de "La più bella" è alla base de "L'isola non trovata"; il Salinger del "Giovane Holden" ha influenzato non poco "La Collina".» citato in {{cita|Cotto|p. 74}}.</ref> Altri brani di rilievo del disco furono ''Un altro giorno è andato'' (reincisa dopo due anni), ''L'uomo'' e ''L'orizzonte di K.D.'' (Karen Dunn, la sorella di Eloise).<ref>« [...] scrissi ''L'orizzonte di K.D.'', dove K.D. sono le iniziali di Karen Dunn, sorella di Eloise. Karen, in realtà, non c'entrava nulla. Per pudore o per orgoglio non volli indirizzare la canzone a Eloise, o meglio la indirizzai a lei fingendo di parlare a un'altra.» citato in {{cita|Cotto|p. 72}}.</ref> La notorietà di Guccini iniziò a diffondersi anche al di fuori di Bologna, passando dalle osterie al teatro: fu di questo periodo la sua partecipazione al programma televisivo ''Speciale tre milioni'', dove presentò alcune sue canzoni<ref>«Nel 1971 partecipai anche a una trasmissione televisiva. si chiamava ''Speciale Tre Milioni''...» citato in {{cita|Cotto|p. 77}}.</ref> (tra cui ''La tua libertà'', all'epoca inedita, incisa nel 1971 ma pubblicata soltanto nel 2004 come [[bonus track]] dell'album ''Ritratti''), e dove divenne amico di [[Claudio Baglioni]].<ref>«Tra i molti cantanti presenti, strinsi amicizia in particolare con Claudio Baglioni, molto simpatico e gran barzellettiere e burlaiolo.» citato in {{cita|Cotto|p. 77}}.</ref>
Nel 1971, dopo alcuni mesi di convivenza, sposò la sua storica fidanzata, [[Roberta Baccilieri]] (raffigurata sul retro di copertina dell'album successivo e alla quale dedicò la canzone ''Eskimo'').<ref>« [...] Roberta, che nel frattempo era diventata mia moglie, con sommo gaudio dei miei genitori.» citato in {{cita|Cotto|p. 79}}.</ref>
=== Il successo (1972–1980) ===
{{citazione|Bolognesi! Ricordatevi: [[Sting]] è molto bravo, però tenetevi il vostro Guccini. Uno che è riuscito a scrivere 13 strofe su una locomotiva, può scrivere davvero di tutto.|[[Giorgio Gaber]]<ref>Citato in {{cita|Cotto 2007|p. 11}}.</ref>}}
[[File:Foto006.jpg|thumb|Un'immagine di Guccini al [[Club Tenco]] con [[Paolo Conte]] negli [[Anni 1970|anni settanta]]]]
Il vero salto artistico e qualitativo si ebbe nel 1972 con ''[[Radici (album)|Radici]]'', che contiene alcune delle sue canzoni più conosciute; innanzitutto ''[[La locomotiva]]'', canzone tratta da una vicenda reale,<ref>{{Cita news|titolo=Il disastro di ieri alla ferrovia - l'aberrazione di un macchinista|pubblicazione=Il Resto del Carlino del 21 luglio 1893|}}</ref> in cui Guccini affronta il tema dell'uguaglianza, della giustizia sociale e della libertà, ricalcando lo stile di autori di musica anarchica di fine Ottocento.<ref>« [...] Penso alla "fiaccola dell'anarchia", immagine che non userei mai nel linguaggio di tutti i giorni, e a ''La locomotiva'' tutta: essendo una canzone scritta cercando di imitare i vecchi autori anarchici, doveva necessariamente possedere più d'un grammo di retorica.» citato in {{cita|Cotto|p. 107}}.</ref> Il filo conduttore dell'album, come suggerisce il titolo, è l'eterna ricerca delle proprie radici,<ref name="ondarock.it">{{cita web|url=http://www.ondarock.it/italia/francescoguccini.htm|titolo=Scheda di Francesco Guccini su Ondarock|accesso=4 febbraio 2010|dataarchivio=20 febbraio 2010|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20100220113242/http://www.ondarock.it/italia/francescoguccini.htm|urlmorto=no}}</ref> simboleggiata anche dalla copertina del disco dove, sullo sfondo del cortile della vecchia casa di montagna, sono raffigurati sul fronte i nonni e i prozii di Guccini<ref>«La copertina fu una grande idea, almeno credo. Si tratta della foto dei miei bisnonni, con dietro mio nonno, mio prozio con le due sorelle.» citato in {{cita|Cotto|p. 79}}.</ref> (tra cui anche Enrico, la cui vicenda verrà raccontata anni dopo in "Amerigo").<ref>« [...] E tra i nomi compare ancora Guccini Enrico di Francesco. Amerigo.» citato in {{cita|Cotto|p. 102}}.</ref>
La critica definì l'album contemplativo e onirico:<ref>{{cita|Jachia 2002|pp. 62-68}}.</ref> canzoni come ''[[Incontro (brano musicale)|Incontro]]'', ''Piccola Città'', ''Il vecchio e il bambino'', ''La Canzone della bambina portoghese'' e ''Canzone dei dodici mesi'' sono i brani di maggior rilievo di un lavoro che viene ritenuto tra le sue vette artistiche.<ref name="ondarock.it"/> Nello stesso anno Guccini porta alla [[EMI Italiana]] un giovane cantautore suo concittadino di cui ha ascoltato alcune canzoni che l'hanno colpito: si tratta di [[Claudio Lolli]], con cui in futuro collaborerà nella stesura di due canzoni (''Keaton'' e ''Ballando con una sconosciuta''), che deve proprio a Guccini l'inizio della sua attività artistica.<ref>{{cita web|url=http://www.mp3.it/Claudio-Lolli|titolo=Claudio Lolli|accesso=4 febbraio 2010|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20110115174320/http://www.mp3.it/Claudio-Lolli|dataarchivio=15 gennaio 2011}}</ref><ref>{{cita web|url=http://www.rockol.it/biografia/Claudio-Lolli|titolo=Claudio Lolli Biografia|accesso=4 febbraio 2010|dataarchivio=6 giugno 2009|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20090606093654/http://www.rockol.it/biografia/Claudio-Lolli|urlmorto=no}}</ref>
[[File:Giovane guccini.jpg|left|thumb|A [[Bologna]], nella casa di Guccini]]
Nel 1973 fu la volta di ''[[Opera buffa (album)|Opera buffa]]'', disco registrato all'[[Osteria delle Dame]] di Bologna e al [[Folkstudio]] di Roma, [[goliardia|goliardico]] e spensierato, che mette in luce le sue qualità di [[cabaret]]tista, ironico e teatrale, colto e canzonatorio.<ref>{{cita|Jachia 2002|pp. 12, 19}}.</ref> L'idea di incidere canzoni dal vivo di questo genere in realtà non fu mai accettata di buon grado da Guccini, il quale ebbe perplessità sulla pubblicazione di questo disco e sul brano ''I Fichi'', contenuto nell'album ''[[D'amore di morte e di altre sciocchezze]]''.<ref>«Fu un disco inventato e da me non voluto... Non mi convincono, e nemmeno allora mi convincevano, gli arrangiamenti. Ma la colpa è in buona parte anche mia, perché, sebbene io compaia ufficialmente nelle vesti di arrangiatore lasciai tutto in mano a Pier Farri. [...] Quando Renzo Fantini mi suggerì di mettere "I fichi", io nicchiai. Avevo ed ho tuttora qualche dubbio» citato in {{cita|Cotto|pp. 84-85}}.</ref>
Nonostante ciò il disco ''live'' (con sovraincisioni realizzate in studio) è una testimonianza indicativa del modo in cui Guccini ha sempre affrontato i concerti nel corso della sua carriera. Il suo tipico modo di fare cabaret si rinnova sempre nei suoi spettacoli, che diventano delle vere e proprie esibizioni teatrali in cui il protagonista dialoga e si confronta con il pubblico; questa sua vena cabarettistica è resa evidente in numerose canzoni, come ''L'avvelenata'', ''Addio'', ''Cirano'', ''Il sociale e l'antisociale'', ecc.<ref>{{cita web|url=http://www.bielle.org/Articoli/GucciniConcerto.htm|titolo=Il grande vecchio: Guccini in concerto a Milano|accesso=4 febbraio 2010|anno=2004|dataarchivio=19 novembre 2010|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20101119042501/http://www.bielle.org/Articoli/GucciniConcerto.htm|urlmorto=no}}</ref><ref>{{cita web|url=http://www.postfiera.org/archives/1054|titolo=Francesco Guccini al Paladozza|accesso=4 febbraio 2010|anno=2008|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20170220121333/http://www.postfiera.org/archives/1054|dataarchivio=20 febbraio 2017|urlmorto=sì}}</ref><ref>{{cita web|url=http://www.piazzaminerva.it/cms/index.php?option=com_content&task=view&id=1777&Itemid=72|titolo=Guccini a Pavia - E al fin della licenza...non perdona e tocca|accesso=4 febbraio 2010|anno=2009|urlmorto=sì}}</ref>
Seguì l'anno successivo ''[[Stanze di vita quotidiana]]'', un album controverso e di difficile ascolto, che riscontrò pareri contrastanti di pubblico e critica.<ref>{{cita|Pegorin|p. 145}}.</ref> Il disco, composto da sei lunghi brani malinconici e struggenti, rispecchiò il periodo di crisi profonda che Guccini stava vivendo, aggravata dai continui dissidi con il [[Produttore discografico|produttore]] Pier Farri<ref>«Pier Farri, inoltre, cominciava a non andarmi più tanto bene e con ''Stanze di vita quotidiana'' raggiunse il punto più basso» citato in {{cita|Cotto|p. 85}}.</ref> e ricevette delle critiche impietose: si ricorda soprattutto una dura [[catilinaria]] del critico [[Riccardo Bertoncelli]], che senza mezzi termini bollò il cantautore come «un artista finito, a cui non resta più nulla da dire».<ref>{{cita web|url=http://www.redgolpe.com/curiosita.html|titolo=Curiosità|accesso=4 febbraio 2010|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20100131085418/http://www.redgolpe.com/curiosita.html|dataarchivio=31 gennaio 2010}}</ref><ref>« [...] Riccardo Bertoncelli, che, nella recensione di ''Stanze di vita quotidiana'' aveva scritto che ormai ero entrato nella routine di un disco l'anno e che non avevo più niente da dire e che, dunque, se continuavo a fare canzoni era solo per fare soldi.» citato in {{cita|Cotto|p. 63}}.</ref> Guccini rispose a questa accusa qualche anno dopo, con ''L'avvelenata''.<ref name="digilander.libero.it">{{cita web|url=http://digilander.libero.it/franz74/documenti/avvelenata.htm|titolo=Riccardo Bertoncelli, La vera storia dell'Avvelenata|accesso=4 febbraio 2010|dataarchivio=25 agosto 2021|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20210825143609/https://digilander.libero.it/_ppricerca/index.html|urlmorto=no}}</ref><ref>«Contro di lui scrissi ''L'avvelenata'', con la strofa incriminata...» citato in {{cita|Cotto|p. 63}}.</ref> Solo a distanza di molti anni fu riconosciuto il valore artistico di questo disco. A testimonianza di ciò, il testo di ''Canzone per Piero'' fu inserito tra le fonti della prima prova dell'[[Esame di maturità|esame di Stato]] del 2004.<ref name="edscuola.it"/> Il "tema del saggio" era l'amicizia e Francesco Guccini, a tal proposito, si disse fiero di figurare in mezzo a [[Dante Alighieri|Dante]] e [[Raffaello Sanzio|Raffaello]].<ref>{{cita web|url=http://www.atuttascuola.it/esame_di_stato/riflessioni_esame_di_stato_2004.htm|titolo=«Mi sento imbarazzato e insieme contento - Ma cosa c'entro con Cicerone e Raffaello?»|accesso=4 febbraio 2010|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20100410141834/http://www.atuttascuola.it/esame_di_stato/riflessioni_esame_di_stato_2004.htm|dataarchivio=10 aprile 2010|urlmorto=sì}}</ref> Parlando del testo della canzone, si evidenzia come la sua fonte (conscia o inconscia) sia il dialogo di [[Plotino]] e [[Porfirio]], contenuto nelle ''[[Operette morali]]'' di [[Giacomo Leopardi]]. Nel resto del disco lasciarono il segno vocaboli leopardiani e temi della quotidianità.<ref>{{cita|Jachia 2002|p. 94}}.</ref>
[[File:Bologna-DSCF7190.JPG|thumb|Via Paolo Fabbri 43, a [[Bologna]]]]
Il successo commerciale di Guccini arrivò nel 1976. È l'anno di ''[[Via Paolo Fabbri 43]]'', album che sarebbe poi risultato tra i cinque più venduti dell'anno.<ref>{{cita web|url=http://www.hitparadeitalia.it/hp_yenda/lpe1976.htm|titolo=Classifica 1976|accesso=4 febbraio 2010|dataarchivio=1 settembre 2012|urlarchivio=https://www.webcitation.org/6AM7UGXsf?url=http://www.hitparadeitalia.it/hp_yenda/lpe1976.htm|urlmorto=no}}</ref> La voce si fece più matura, decisa e sicura di sé e la struttura musicale dell'LP più complessa dei precedenti.<ref>{{cita|Pegorin|pp. 146-147}}.</ref> Come risposta alle critiche indirizzate a ''Stanze di vita quotidiana'', soprattutto a quelle di Bertoncelli (citato nella canzone), scrisse come detto ''[[L'avvelenata]]'', un brano che evidenzia un Guccini rabbioso e deciso a rispondere "vivacemente" a chi lo aveva aspramente criticato.<ref name="digilander.libero.it"/> In seguito Guccini mostrerà una certa ritrosia a eseguire questa canzone dal vivo, in parte perché troppo sponsorizzata dal pubblico e in parte perché a suo dire "datata" nei contenuti.<ref>{{cita web|url=http://www.mentelocale.it/musica_notte/contenuti/index_html/id_contenuti_varint_12513|titolo=Guccini: tra fiasco e chitarra|accesso=4 febbraio 2010|anno=2005|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20071106030236/http://www.mentelocale.it/musica_notte/contenuti/index_html/id_contenuti_varint_12513|dataarchivio=6 novembre 2007|urlmorto=sì}}</ref><ref>{{Cita news|url=http://archiviostorico.corriere.it/1998/aprile/03/Guccini_mai_piu_Avvelenata_tempo_co_0_9804033162.shtml|titolo=Mai più un'Avvelenata|pubblicazione=Corriere.it|anno=1998|accesso=5 febbraio 2010|dataarchivio=1 luglio 2012|urlarchivio=https://archive.is/20120701175859/http://archiviostorico.corriere.it/1998/aprile/03/Guccini_mai_piu_Avvelenata_tempo_co_0_9804033162.shtml|urlmorto=no}}</ref><ref>{{Cita news|url=http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/01/19/978374-factor_salvera_musica.shtml|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20090226035702/http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/01/19/978374-factor_salvera_musica.shtml|titolo=Mai più un'Avvelenata|pubblicazione=Corriere.it|anno=1998|urlmorto=sì|dataarchivio=26 febbraio 2009}}</ref><ref>{{Cita news|url=http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/01/19/978374-factor_salvera_musica.shtml|titolo=Francesco Guccini stregato dal talent show di Rai 2|pubblicazione=IlTempo.com|anno=2009|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20090226035702/http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/01/19/978374-factor_salvera_musica.shtml|dataarchivio=26 febbraio 2009}}</ref> Altra canzone rappresentativa fu quella che diede il titolo al disco. ''Via Paolo Fabbri 43'' è un'astratta descrizione della vita di Guccini nella sua residenza di [[Bologna]], con gli abituali riferimenti ad artisti a lui cari, come [[Jorge Luis Borges|Borges]] e [[Roland Barthes|Barthes]]<ref>«''Via Paolo Fabbri 43'' è ricca di citazioni della mia vita quotidiana... Poi, c'è Borges che mi ha promesso di parlare direttamente col persiano ([[Omar al-Khayyami]])... ebbene sì, lo confesso, sono stato il primo cantante a citare Roland Barthes in un brano...» citato in {{cita|Cotto|p. 94}}.</ref> e una citazione delle "tre eroine della canzone italiana", ''[[Alice non lo sa|Alice]]'', ''[[La canzone di Marinella (brano musicale)|Marinella]]'' e la «piccola infelice ''[[Lilly (album)|Lilly]]''», una frecciatina amichevole rivolta a [[Francesco De Gregori|De Gregori]], [[Fabrizio De André|De André]] e [[Antonello Venditti|Venditti]];<ref>«In ''Via Paolo Fabbri'' ci sono tre eroine della canzone italiana: due evidenti ("Alice e Marinella"), una più nascosta ("la piccola infelice" cioè Lilly). Frecciatine rivolte a De Gregori, De André, Venditti. Mi sembrava avessero accettato più facilmente di me anche gli aspetti negativi di questo mestiere. Io ho impiegato più tempo. Infatti "i miei eroi eran poveri e si chiedevano troppi perché".» citato in {{cita|Cotto|pp. 95-96}}.</ref> questa a sua detta, assieme a ''L'avvelenata'' e a ''Il pensionato'', è una delle canzoni a cui è più legato.<ref>«Rimango legato anche ad altre canzoni del disco... "Il pensionato", dove metto in atto uno dei miei vizi preferiti: osservare, confrontare per trovare differenze e similitudini.» citato in {{cita|Cotto|p. 97}}.</ref> Non mancano nel disco momenti di lirismo: ''Canzone quasi d'Amore'' dalla poetica esistenziale<ref>{{cita|Pegorin|p. 51}}.</ref> è ritenuta da molti un esempio delle vette raggiungibili dal "Guccini poeta". Il suo tratto da cantastorie<ref>{{cita|Jachia 2002|p. 85}}.</ref> sarebbe tornato anche ne ''Il pensionato'', ballata che narra di un suo anziano vicino, ma che sarebbe sfociata tra i versi in un excursus sulla triste situazione psicologica di alcuni anziani.<ref>« [...] un'esistenza andata in tanti giorni uguali e duri / E ancora mi domando / se sia stato mai felice / Se è stato sufficiente / sopravvivere a se stesso» ''Il pensionato'', ''[[Via Paolo Fabbri 43]]'', [[1976]].</ref><ref>« [...] pareva quasi vivesse un presente assurdo, fatto di passato (antiche cortesie e vecchi odori, riti quotidiani e lampadine fioche, minestre riscaldate e tic-tac di sveglia che enfatizzava ogni secondo) e di futuro (la paura del domani, il presentimento che di lui sarebbe rimasta "soltanto un'impressione che ricorderemo appena").» citato in {{cita|Cotto|p. 97}}.</ref>
L'album successivo, pubblicato due anni dopo, fu ''[[Amerigo (album)|Amerigo]]'' ([[1978]]), la cui canzone più famosa è certamente ''Eskimo''.<ref>«canzone dedicata ad un non più amore, storia di una sconfitta o di una maturazione forse mai raggiunta, il cui tono complessivo oscilla tra nostalgia e autoironia.» {{cita|Jachia 2002|}}.</ref> Tuttavia, Guccini stesso intravide il momento più riuscito proprio nel brano che dà il titolo al disco: una ballata dedicata a uno zio emigrante a lui caro.<ref>«La canzone che dà il titolo all'album è la più bella, completa, finita, ricca di cose e forse una delle più belle che io abbia mai scritto.» citato in {{cita|Cotto|p. 101}}.</ref>
[[File:Francesco Guccini durante il concerto per Demetrio Stratos.jpg|left|thumb|Guccini canta ''Per un amico'' durante il concerto per [[Demetrio Stratos]] all'Arena Civica di [[Milano]], il 14 giugno [[1979]]]]
Il 6 ottobre 1977 la rivista settimanale ''[[Grand Hotel (periodico)|Grand Hotel]]'' gli dedicò una copertina dal titolo: ''Il padre che tutti i giovanissimi avrebbero voluto avere''; in realtà l'iniziativa avvenne a sua insaputa, come raccontò il vicedirettore del settimanale: «Guccini non sapeva della copertina; l'intervista è stata fatta da un collaboratore che non gli aveva detto che sarebbe finita sul nostro settimanale, ma non penso che per questo Guccini sia andato in bestia».<ref>{{cita|Bernieri|p. 10}}.</ref> Guccini non fu entusiasta dell'iniziativa, e dichiarò: «Non capisco come gli sia venuto in mente, quel titolo, io scrivo canzoni per un pubblico di trentenni, non capisco come un pubblico di sedicenni appena usciti dal liceo possa trovare delle affinità con le cose che dico».<ref>{{cita|Bernieri|p. 69}}.</ref> Sempre a questo proposito, si ricorda un episodio curioso: durante un concerto tenuto qualche giorno dopo la pubblicazione dell'articolo, alcuni spettatori delusi iniziarono a schernirlo per essere finito su una rivista femminile, ma Guccini non si scompose e ribatté: «Questo è niente, vedrete quando scriveranno "Liz Taylor grida a Guccini: rendimi il mio figlio segreto"!»<ref>{{cita|Bernieri|pp. 6-7}}.</ref>
Nel frattempo, nello stesso anno, si separò dalla moglie Roberta (scrivendo sulla vicenda la canzone ''Eskimo'')<ref>{{cita web|url=http://www.fondazioneitaliani.it/index.php/Francesco-Guccini-biografia.html|titolo=Biografia|accesso=5 febbraio 2010|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20130228090558/http://www.fondazioneitaliani.it/index.php/Francesco-Guccini-biografia.html|dataarchivio=28 febbraio 2013}}</ref> e iniziò una convivenza con Angela Signorini, con la quale, nel 1978, ebbe una bambina, Teresa (a cui anni dopo avrebbe dedicato le canzoni ''Culodritto'', ed ''E un giorno...'').<ref>«Mi piace ricordare anche ''Culodritto'', che è dedicata a mia figlia Teresa» citato in {{cita|Cotto|p. 124}}.</ref><ref>{{cita web|url=http://www.viafabbri43.net/biografia.asp|titolo=Biografia|accesso=5 febbraio 2010|dataarchivio=5 gennaio 2010|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20100105151914/http://www.viafabbri43.net/biografia.asp|urlmorto=no}}</ref>
Guccini salutò gli anni settanta con ''[[Album concerto]]'', registrato dal vivo con i Nomadi. La particolarità di questa raccolta fu l'interpretazione a due voci con [[Augusto Daolio]] e la presenza nel disco di canzoni da lui scritte ma mai incise in precedenza: ''Noi'', ''Per fare un uomo'' e soprattutto ''Dio è morto''.<ref>«....''Album Concerto'', il live realizzato con i Nomadi. Un disco dal vivo con i ragazzi di Novellara mi sembrava una buona cosa.» citato in {{cita|Cotto|p. 107}}.</ref> Il [[1979]] è anche l'anno della partecipazione di Guccini, il 14 giugno, a [[1979 Il concerto - Omaggio a Demetrio Stratos]], per ricordare l'amico deceduto pochi giorni prima; durante la manifestazione musicale Guccini canta ''Per un amico'', che è in realtà ''[[In morte di S.F.]]'' dedicata a Stratos.<ref>Si rimanda alla pagina "[[1979 Il concerto - Omaggio a Demetrio Stratos]]" per la tracklist dell'album e ulteriori fonti</ref>
=== Metropolis, viaggi e ritratti (1981–1989) ===
[[File:Francesco Guccini 1.jpg|thumb|Ormai da anni Guccini vive stabilmente a [[Pàvana]] ([[Pistoia]]) e solo saltuariamente si reca a [[Modena]] o [[Bologna]] dove, comunque, possiede casa]]
Guccini aprì gli [[anni 1980|anni ottanta]] con ''[[Metropolis (Francesco Guccini)|Metropolis]]'', album al quale, al pari di ''Stanze di vita quotidiana'', ha affermato di essere meno legato.<ref>«''Stanze di vita quotidiana'' è il disco che più ho odiato nella mia vita» citato in {{cita|Cotto|p. 87}}.</ref> Il filo conduttore della raccolta è la descrizione di alcune città dal preciso valore simbolico: [[Bisanzio]], [[Venezia]], [[Bologna]] e [[Milano]]. La storia delle città e soprattutto il disagio della vita nella [[polis]] si intrecciano in un gioco di vicende storiche e di rimandi dal significato simbolico.<ref>«Lo intitolai METROPOLIS perché parlava di città, ma non di città qualunque: Bisanzio, Venezia, Bologna, Milano, ovvero centri e metropoli con una storia e un'alta valenza simbolica... storie metropolitane di ordinaria desolazione» citato in {{cita|Cotto|pp. 110-115}}.</ref> Gli arrangiamenti si fecero più corposi, ormai distanti dagli [[stereotipo|stereotipi]] folk; compaiono infatti incroci di [[sassofono|sax]] e chitarra, [[basso elettrico|basso]] e [[Batteria (strumento musicale)|batteria]], [[zufolo|zufoli]], [[clarinetto|clarinetti]], [[flauto|flauti]].<ref>{{cita|Jachia 2002|p. 120}}.</ref> Torna il tema del viaggio o meglio ciò che egli definisce «l'impossibilità e l'inutilità di viaggiare».<ref>{{Cita news|url=http://www.asia.it/adon.pl?act=doc&doc=533|titolo=Intervista a Francesco Guccini|pubblicazione=Asia.it|accesso=3 febbraio 2010|dataarchivio=6 aprile 2012|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20120406023752/http://www.asia.it/adon.pl?act=doc&doc=533|urlmorto=no}}</ref> Nel disco Guccini riprese una canzone dell'[[Assemblea Musicale Teatrale]], scritta da [[Gian Piero Alloisio]], ''Venezia'' (a cui apporta alcune piccole modifiche al testo).<ref>«In METROPOLIS c'è anche una canzone non mia, ''Venezia'', scritta da Gian Piero Alloisio su musica del bassista della loro assemblea, Bigi...Presi il testo, lo adattai modificandolo leggermente...» citato in {{cita|Cotto|p. 114}}.</ref> Spicca, fra i brani del disco, ''[[Bisanzio]]'', complessa composizione definita da Jachia «commovente e sognante».<ref>{{cita|Jachia 1998|pp. 117-118}}.</ref>
Bisanzio fu rappresentata da Guccini come un affascinante ma angosciante crocevia al limite tra due continenti e due ere, con toni talvolta apocalittici.<ref>«Città assurda, città strana / di questo imperatore sposo di puttana, / di plebi smisurate, labirinti ed empietà, / di barbari che forse sanno già la verità, / di filosofi e di eteree, sospesa tra due mondi, e tra due ere...» ''Bisanzio'', ''[[Metropolis (Francesco Guccini)|Metropolis]]'', 1981.</ref><ref>«Bisanzio crolla nel 1492, data della scoperta dell'America. Sopravvive a Roma mille anni. Quindi questa civiltà greco-latina continua mille anni dopo le invasioni barbariche, e questo è un elemento molto affascinante. Si può avere la misura del cambiamento di una civiltà, la vera dimensione del passaggio dal Medioevo all'Età moderna.» ''Intervista a Francesco Guccini.''</ref> Il protagonista stesso, tale Filemazio (in cui molti scorgono lo stesso Guccini<ref>{{cita|Jachia 1998|p. 117}}.</ref>), percepisce la decadenza della sua civiltà, in un parallelo con quella occidentale, e l'avvicinarsi della fine.
La canzone è ambientata all'epoca dell'[[imperatore]] [[Giustiniano I]] (483-565), con molti riferimenti storici a quel periodo,<ref>Ad esempio «quest'imperatore sposo di puttana» è un riferimento all'[[Teodora (moglie di Giustiniano)|Imperatrice Teodora]]; «che importa a questo mare essere Azzurro o Verde» si riferisce alle due fazioni di tifosi dell'[[ippodromo di Costantinopoli]] che lottavano in quel periodo a [[Costantinopoli]], cioè gli [[Teodora (VI secolo)#Relazioni con gli Azzurri|Azzurri e i Verdi]]; «sentivo bestemmiare in alamanno e in goto» rivela la presenza in città delle popolazioni barbare.</ref> che Guccini stesso ha spiegato più volte;<ref>«Siamo noi umani che gli attribuiamo dei colori, il mare non sa di esistere, il mare semplicemente è.» citato in {{cita|Cotto|p. 112}}.</ref> da citare inoltre per il brano l'ispirazione dall'opera ''Storia segreta'' di [[Procopio di Cesarea]].<ref>«Per certi passaggi di ''Bisanzio'' mi ispirai anche a Procopio di Cesarea, che aveva scritto ''Storia segreta'', un feroce libello di denuncia dei vizi di corte...» citato in {{cita|Cotto|p. 112}}.</ref>
Altri brani degni di nota nel disco furono la poetica ''Venezia'' e la ballata ''[[Bologna (Francesco Guccini)|Bologna]]''. Nello stesso anno della pubblicazione di ''Metropolis'', Guccini fu autore, con [[Giorgio Gaber]], [[Sandro Luporini]] e [[Gian Piero Alloisio]], dello spettacolo ''Gli ultimi viaggi di Gulliver'', messo in scena dallo stesso Alloisio con [[Ombretta Colli]];<ref>Andrea Pedrinelli (a cura di), ''Giorgio Gaber–Gli anni '80'', edizioni Radio Fandango/Rai Trade, Roma 2008, p. 121; volume allegato all'omonimo doppio dvd</ref> sempre nel [[1981]] scrisse la canzone ''Parole'', incisa da Alloisio nel suo album ''Dovevo fare del cinema'' (in cui è presente anche una canzone dello spettacolo, appunto ''Gulliver'', che lo stesso Guccini inciderà nell'album [[Guccini (album)|Guccini]]).<ref>{{cita web|url=http://www.bielle.org/pages/alloisio.htm#Gulliver|titolo=Dovevo fare del cinema|accesso=5 febbraio 2010|dataarchivio=17 settembre 2008|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20080917011723/http://www.bielle.org/pages/alloisio.htm#Gulliver|urlmorto=no}}</ref> Sempre nel [[1981]] Guccini, dopo averle conosciute al [[Club Tenco]], segnalò a [[Renzo Arbore]] le [[Gemelle Nete]], contribuendo al lancio nazionale del duo piemontese.
[[File:Lucio Dalla e Francesco Guccini.jpg|thumb|sinistra|Guccini con [[Lucio Dalla]] in una fotografia degli anni ottanta]]
Anche il successivo disco (''[[Guccini (album)|Guccini]]'') trattò le stesse tematiche del precedente, tra cui spicca il tema del viaggio e del disagio metropolitano rappresentati in ''Gulliver'' e in ''Argentina''. Un brano «classico» di Guccini divenne ''Autogrill'', canzone che narra di un amore sfiorato.<ref>«Nacque a Pàvana ed è il resoconto di ciò che non fu mai, ovvero un sogno mai avverato» citato in {{cita|Cotto|p. 119}}.</ref> Ricercata e particolare risultò essere ''Shomèr ma mi llailah?'' ("Sentinella, quanto resta della notte?")<ref>{{cita web|url=http://www.laparola.net/testo.php?riferimento=Is%2021:11&versioni%5B%5D=Nuova%20Riveduta|titolo=Isaia 21:11|accesso=12 giugno 2010|dataarchivio=1 febbraio 2014|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20140201210342/http://www.laparola.net/testo.php?riferimento=Is%2021:11&versioni%5B%5D=Nuova%20Riveduta|urlmorto=no}}</ref> tratta dalla ''[[Bibbia]]'' (''[[Libro di Isaia|Isaia]]'', 21, 11).<ref>«Un verso di Isaia... è alla base della canzone omonima.» citato in {{cita|Cotto|p. 121}}.</ref> Altra traccia da ricordare è ''Inutile'', che racconta la giornata passata a [[Rimini]], in marzo, da due fidanzati. Il tour che seguì questo disco fu il primo in cui si esibì con un [[gruppo musicale|gruppo]]: fino ad allora, Guccini si esibiva da solo o accompagnato da uno o due chitarristi (all'inizio dalla Koopermann, poi da Biondini e infine da Villotti e Biondini).<ref>« [...] creammo anche per i concerti una band fissa che, con poche ma significative eccezioni, mi accompagna ancora oggi.» citato in {{cita|Cotto|p. 119}}.</ref> Seguì, nel [[1984]], l'album ''[[Fra la via Emilia e il West]]''. Molti dei suoi successi sono qui presentati dal vivo, principalmente da un concerto in [[piazza Maggiore]] a Bologna dove Guccini era accompagnato, oltre che dalla band, da ospiti illustri come [[Giorgio Gaber]], [[Paolo Conte]], [[Lucio Dalla]], I Nomadi, [[Roberto Vecchioni]] e l'Équipe 84, riformatasi per l'occasione.<ref>«Il 1984 è l'anno del grande concerto in Piazza maggiore. Vent'anni dopo ''Auschwitz''. Arrivarono in tanti, dai Nomadi a Paolo Conte, da Giorgio Gaber a Deborah Kooperman.» citato in {{cita|Cotto|p. 123}}.</ref>
Il [[1987]] fu l'anno di ''[[Signora Bovary]]'', un album la cui particolarità risiede nelle varie canzoni come ritratti di personaggi della vita di Guccini. ''Van Loon'' è suo padre, ''Culodritto'' è la giovane figlia Teresa (nata nel [[1978]]), ''Signora Bovary'' è lui stesso.<ref>«In tutti noi c'è una signora Bovary, che non è ''madame'' Bovary, perché non siamo all'altezza.» citato in {{cita|Cotto|p. 123}}.</ref> La canzone ''Keaton'' fu scritta dall'amico cantautore [[Claudio Lolli]], con delle modifiche di Guccini, che la firmò come coautore.
Il disco segnò un importante cambio di rotta, soprattutto per quel che riguarda la composizione musicale. Si tratta di un lavoro raffinato, con melodie e arrangiamenti più complessi.<ref>Felice Liperi citato da Jachia.</ref>
Colpisce su tutte ''Scirocco'', canzone, tra l'altro, che ha ricevuto vari riconoscimenti; racconta un episodio della vita di [[Adriano Spatola]], detto ''Baudelaire'' (poeta amico di Guccini, che lo aveva già citato in ''Bologna''), e della sua separazione da Giulia Niccolai.<ref>«Il mio amico Baudelaire, così chiamato perché scriveva poesie ed era più visionario di Sartre, dopo che in ''Bologna'', l'avrei inserito anche in ''Scirocco''... è lui il protagonista, quello lasciato dalla ragazza perché è sposato e non se la sente di separarsi...» citato in {{cita|Cotto|p. 117}}.</ref> Nel [[1988]] Guccini pubblicò un disco di sue canzoni degli anni sessanta riarrangiate per l'occasione con l'aggiunta dell'inedito ''Ti ricordi quei giorni''.<ref>« [...] perché le buone canzoni difficilmente invecchiano, ma gli arrangiamenti sì. Così, a volte, è bene ripulirli e rimetterci le mani.» citato in {{cita|Cotto|p. 124}}.</ref> Nel titolo citò il romanzo ''Vent'anni dopo'',<ref>«Siccome le canzoni erano quasi tutte provenienti da ''Due anni dopo'' e siccome erano trascorsi vent'anni da quel mio secondo disco, pensai che avrei potuto intitolarlo ''Vent'anni dopo''. Poi, optai per ''Quasi come Dumas...'', in omaggio al romanzo ''Vent'anni dopo'', pubblicato dal grande scrittore francese nel 1845.» citato in {{cita|Cotto|p. 124}}.</ref> chiamandolo ''[[Quasi come Dumas]]'', che fu registrato dal vivo, nel [[1988]], al [[PalaTrussardi]] di Milano, al Palasport di [[Pordenone]] e al Teatro dell'Istituto Culturale dell'Ambasciata d'Italia a [[Praga]].<ref>{{cita web|url=http://www.giuseppecirigliano.it/QuasiComeDumas.htm|titolo=Quasi come Dumas|accesso=4 febbraio 2010|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20090522152441/http://www.giuseppecirigliano.it/QuasiComeDumas.htm|dataarchivio=22 maggio 2009}}</ref> Sempre nel 1988 compose con l'amico [[Lucio Dalla]] la canzone ''Emilia'', inserita nell'album ''[[Dalla/Morandi]]'' e cantata dai due artisti assieme al cantante [[Gianni Morandi]]. Il brano fu inserito dallo stesso Guccini nel proprio album ''[[Quello che non...]]'' (1990), con un finale leggermente modificato.
=== Negazioni, amori e dubbi (1990–2000) ===
[[File:Foto007.jpg|thumb|Guccini e il vino, da sempre suo compagno di concerti]]
''[[Quello che non...]]'' (1990) fu un album all'insegna della continuità poetica con il precedente,<ref>{{cita|Pegorin|p. 150}}.</ref> nel quale Guccini interpretò una raccolta di canzoni tra cui spiccano ''Quello che non'' e ''Canzone delle domande consuete'', il cui valore poetico e letterario fu ulteriormente confermato dal premio di "miglior canzone dell'anno" dal [[Club Tenco]].<ref>{{cita web|url=http://www.clubtenco.it/home.htm|titolo=Targhe Tenco|accesso=3 febbraio 2010|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20111028070627/http://www.clubtenco.it/home.htm|dataarchivio=28 ottobre 2011}}</ref> Tre anni dopo ([[1993]]) fu la volta di ''[[Parnassius Guccinii (album)|Parnassius Guccinii]]'' (dal nome dell'[[Parnassius mnemosyne guccinii|omonima farfalla]] dedicata al cantante emiliano) dove spicca ''Samantha'', storia di un amore non realizzato a causa delle convenzioni sociali,<ref>«Mi piaceva l'idea di due ragazzi che si sfiorano e poi subito si perdono e anche gli inusuali accostamenti di parole.» citato in {{cita|Cotto|p. 136}}.</ref> e ''Farewell'', ballata dal sapore dylaniano: in quest'ultimo brano vi è un omaggio e una citazione diretta della canzone ''[[Farewell, Angelina (brano musicale)|Farewell, Angelina]]'' di [[Bob Dylan]], della quale viene riportato un verso (''The triangle tingles, and the trumpet plays slow'') e l'introduzione strumentale iniziale;<ref>{{cita web|url=http://www.maggiesfarm.it/guccini.htm|titolo=Oh tu, vecchio Bob Dylan|accesso=3 febbraio 2010|dataarchivio=11 dicembre 2008|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20081211205711/http://www.maggiesfarm.it/guccini.htm|urlmorto=no}}</ref><ref>{{cita web|url=http://guccio.50webs.com/guccinese_s_t.html|titolo=THE TRIANGLE TINGLES|accesso=3 febbraio 2010|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20100110083851/http://guccio.50webs.com/guccinese_s_t.html|dataarchivio=10 gennaio 2010}}</ref><ref>«... il titolo echeggia ''Farewell Angelina'', la canzone scritta da Bob Dylan per Joan baez, con tanto di citazione interna: "The triangle tingles / and the trumpet plays slow".» citato in {{cita|Cotto|p. 135}}.</ref> il titolo a sua volta ricorda la stessa ed è un riferimento alla sua compagna Angela, raccontando la fine del loro amore. Come afferma Jachia, «lo sforzo gigantesco, poetico e culturale, di Guccini è stato quello di aprire la più alta tradizione della poesia italiana alla ballata di derivazione dylaniana».<ref>{{cita|Jachia 1998|p. 154}}.</ref>
Del disco facevano parte anche ''Canzone per Silvia'', scritta per [[Silvia Baraldini]], e ''Acque'', seconda canzone su commissione di Guccini (dopo ''Nené'' del 1977), richiesta da [[Tiziano Sclavi]] e inserita nel film ''Nero''.<ref>{{cita web|url=http://www.comingsoon.it/scheda_film.asp?key=36661&film=NERO|titolo=Nero|accesso=3 febbraio 2010}}</ref>
Tre anni dopo (1996) fu il turno di ''[[D'amore di morte e di altre sciocchezze]]'', altro successo di vendite. Intensi e lirici sono i versi di ''Lettera'' dedicata a due amici scomparsi: Bonvi e Victor Sogliani.<ref>«Il brano d'apertura, ''Lettera'', è dedicata a Bonvi e Victor Sogliani.» citato in {{cita|Cotto|p. 138}}.</ref>
Tra le canzoni di maggior successo del disco spicca ''Cirano'' (scritta da [[Giancarlo Bigazzi]] per la musica e da [[Beppe Dati]] per il testo, che viene comunque cofirmato da Guccini a causa di modifiche operate),<ref>« [...] cambiai perciò molte cose, attualizzandola e personalizzandola, insomma.» citato in {{cita|Cotto|p. 140}}.</ref> liberamente ispirata alla nota [[Cyrano de Bergerac (Rostand)|opera teatrale]], una canzone che lo stesso Guccini definì di «serietà giullaresca».<ref>{{cita|Jachia 1998|pp. 120-123}}.</ref>
Tra le altre si ricordano la goliardica ''I Fichi'' (in realtà già presentata in televisione vent'anni prima, nella trasmissione ''[[Onda libera (programma televisivo)|Onda libera]]'' su [[Rai 2]], condotta da [[Roberto Benigni]]);<ref>{{cita web|url=https://www.youtube.com/watch?v=3pxOzQWdxgc|titolo=I fichi - Francesco Guccini e Roberto Benigni|accesso=5 febbraio 2010|dataarchivio=5 luglio 2015|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20150705182450/https://www.youtube.com/watch?v=3pxOzQWdxgc|urlmorto=no}}</ref> ''Vorrei'', dedicata alla nuova compagna Raffaella Zuccari; ''Quattro stracci'', che narra dell'amore finito per Angela, ma in maniera molto più dura rispetto a ''Farewell'' del disco precedente; ''Stelle'', sul senso d'impotenza e di piccolezza dell'uomo di fronte alle meraviglie del cielo notturno.<ref>«''Stelle'', canzone d'amore diciamo più universale, dove amore fa rima con stupore, è nata in una di quelle notti in cui resto incantato a guardar il cielo e a domandarmi, banalmente finché si vuole ma in modo del tutto spontaneo e naturale, che cosa ci facciamo noi qui, piccoli piccoli e in fondo al mondo, quando lassù ci sono tali meraviglie.» citato in {{cita|Cotto|p. 139}}.</ref> Nel [[1998]] la sua casa discografica, la [[EMI Italiana]], per celebrare il suo trentennale, pubblicò una serie di dischi dal vivo dei suoi artisti più rappresentativi, fra cui ''[[Guccini Live Collection]]''. Il cantautore diede il benestare alla pubblicazione ma non fu coinvolto nel progetto e si lamentò molto per un vistoso errore grammaticale sulla copertina.<ref>«Non ho seguito tutte le fasi di lavorazione, ho semplicemente dato il mio assenso alla Emi affinché lo pubblicasse. La prova che io non c'entro è data da quel terribile errore ortografico in copertina: nel titolo "Un altro giorno è andato", "un altro" è scritto con l'apostrofo. Mi sono indignato assai. Tutto, dalla grafica alla copertina alla scelta delle canzoni, è stato fatto con il mio assenso, ma senza di me.» citato in {{cita|Cotto|}}.</ref>
L'album ''[[Stagioni (album)|Stagioni]]'' è l'album con cui Francesco Guccini chiude il secolo e come tematiche si concentra sui diversi cicli temporali che attraversano lo scorrere degli anni.<ref>{{Cita news|url=http://www.ondarock.it/interviste/francescoguccini.htm|titolo=Guccini - Le interviste di Ondarock|pubblicazione=Ondarock.it|accesso=24 giugno 2007|dataarchivio=8 agosto 2007|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20070808212159/http://www.ondarock.it/interviste/francescoguccini.htm|urlmorto=no}}</ref> Tra i brani ''Autunno'', ''Ho ancora la forza'' (scritta con [[Luciano Ligabue|Ligabue]]), ''Don Chisciotte'' (in cui Guccini duetta con il suo chitarrista impersonando il celebre personaggio di [[Miguel de Cervantes]]) e ''Addio'', da molti definita una nuova ''Avvelenata'', ma con echi di maturità e dell'universalità del messaggio.<ref>«Il mio addio è rivolto principalmente, a questo mondo amplificato dalla televisione, abitato da personaggi squallidi che non hanno nulla da dire, che sono brutti, e che godono dell'attenzione spropositata di tutti i media.» [http://www.ondarock.it/interviste/francescoguccini.htm ''Ritratto di un cantastorie''] {{Webarchive|url=https://web.archive.org/web/20070808212159/http://www.ondarock.it/interviste/francescoguccini.htm |date=8 agosto 2007 }}</ref> Anche ''Stagioni'' e il rispettivo tour ebbero un ottimo successo; in parte inattesa fu soprattutto la grande affluenza di un pubblico molto giovane, che consacrò Guccini come un "artista di riferimento" di tre generazioni.<ref name="http">{{cita web|url=http://www.ondarock.it/interviste/francescoguccini.htm|titolo=Ritratto di un cantastorie|accesso=12 giugno 2010|dataarchivio=19 dicembre 2010|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20101219103103/http://ondarock.it/interviste/francescoguccini.htm|urlmorto=no}}</ref>
Si ricordano soprattutto le parole di Cerami che si diceva «stupito, quasi incredulo, e soprattutto felicissimo di vedere migliaia di ragazzini ai suoi concerti.»<ref>{{Cita news|url=http://www.repubblica.it/online/spettacoli_e_cultura/guccini/guccini/guccini.html|titolo=Sono un vecchio anarchico che ama ancora la poesia|pubblicazione=Repubblica.it|accesso=12 giugno 2010|5=|dataarchivio=2 febbraio 2011|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20110202104039/http://www.repubblica.it/online/spettacoli_e_cultura/guccini/guccini/guccini.html|urlmorto=no}}</ref> Il disco uscì anche su vinile, in un'edizione speciale a tiratura limitata.
Al 2000 risale anche l'uscita del disco ''[[Barones]]'' dei Tenores di Neoneli, al quale Guccini partecipa cantando, in [[lingua sarda]], il brano ''Naschet su sardu.''<ref>{{Cita web|url=https://www.rockol.it/news-27956/ligabue-guccini-elio-branduardi-e-baccini-nellalbum-dei-tenores-neoneli|titolo=√ Ligabue, Guccini, Elio, Branduardi e Baccini nellalbum dei Tenores di Neoneli|autore=Rockol com s.r.l|sito=Rockol|accesso=10 febbraio 2019|dataarchivio=12 febbraio 2019|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20190212011713/https://www.rockol.it/news-27956/ligabue-guccini-elio-branduardi-e-baccini-nellalbum-dei-tenores-neoneli|urlmorto=no}}</ref><ref>{{Cita web|url=http://ricerca.gelocal.it/lanuovasardegna/archivio/lanuovasardegna/2000/06/20/ST403.html|titolo=Barones de sa tirannia, lo dice Guccini Nell'ultimo cd dei tenores di Neoneli il cantautore emiliano, Branduardi e Ligabue - La Nuova Sardegna|sito=Archivio - La Nuova Sardegna|accesso=10 febbraio 2019|dataarchivio=12 febbraio 2019|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20190212011451/http://ricerca.gelocal.it/lanuovasardegna/archivio/lanuovasardegna/2000/06/20/ST403.html|urlmorto=no}}</ref>
=== Personaggi e racconti (2001–2010) ===
[[File:Guccini in concerto.JPG|left|thumb|Guccini possiede una voce fonda e [[baritono|baritonale]] con un percepibile [[Rotacismo (dislalia)|rotacismo]] (la "erre arrotata")]]
Il disco successivo, ''[[Ritratti (Francesco Guccini)|Ritratti]]'' (2004), contiene alcuni brani caratterizzati da dialoghi immaginari con personaggi storici come [[Ulisse]], [[Cristoforo Colombo]], [[Che Guevara]]; [[Ritratti (Francesco Guccini)#Odysseus|Odysseus]], che apre il disco, ha un testo ritenuto da alcuni tra i migliori della sua carriera,<ref name="http"/> con versi profondi che richiamano la sensazione del viaggio<ref>''[[Riccardo Bertoncelli]], Recensione di [[Ritratti (Francesco Guccini)|Ritratti]], [[2004]]''</ref> e numerose citazioni.<ref>«[Mollica] Vogliamo parlare di questo Ulisse, che hai scritto denunciando il fatto che hai ‘rubacchiatò qua e là dei versi a Dante, Omero e via dicendo? [Guccini] Dunque, cominciamo dal più antico. Omero, "concavi navi dalle vele nere", poi c'è Dante con "dei remi facemmo ali al folle volo", c'è Foscolo, "la petrosa isola", c'è Kavafis, il poeta greco, nel finale, c'è Jean-Claude Izzo, per alcune impressioni sulla vita marinara e infine c'è un misterioso Alberto Prandi, che tu non conosci ma io conosco benissimo, che è mio cugino e ha scritto diverse poesie proprio sui personaggi dell'Odissea.» ''Intervista di [[Vincenzo Mollica]] per l'uscita di [[Ritratti (Francesco Guccini)|Ritratti]], [[2004]].''</ref>
L'album prosegue, passando da ''Una canzone'', fino a un brano (''Piazza Alimonda'') dedicato a [[Carlo Giuliani]], il ragazzo ucciso nel 2001 negli [[Fatti del G8 di Genova|scontri del G8 di Genova]]. L'inedito inserito nel disco (''La tua Libertà'', [[1971]]) rievoca le atmosfere de ''[[L'isola non trovata]]'', mentre il brano ''Vite'', ballata esistenziale tipicamente gucciniana, era da lui già stata composta per poi essere incisa da [[Adriano Celentano]] con alcuni tagli atti a ridurne la lunghezza.<ref>{{cita web|url=http://www.musicclub.it/musicclub/artisti/concerti/discografia/testi/francesco_guccini/francesco_guccini.html?id_gruppo=4006|titolo=Informazioni sui concerti di Francesco Guccini|accesso=12 giugno 2010|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20071015002450/http://musicclub.it/musicclub/artisti/concerti/discografia/testi/francesco_guccini/francesco_guccini.html?id_gruppo=4006|dataarchivio=15 ottobre 2007}}</ref> ''[[Ritratti (Francesco Guccini)|Ritratti]]'' ha fatto rilevare, oltre all'apprezzamento della critica musicale, anche un buon successo di vendite: il CD nel giorno di lancio, balzò subito per due settimane al primo posto della [[Classifica FIMI Album|classifica italiana degli album]], rimanendovi in totale diciotto settimane.<ref>Classifica Ufficiale CD musicali FIMI</ref><ref>{{Cita news|url=http://www.repubblica.it/2004/b/sezioni/spettacoli_e_cultura/guccini/hitparade/hitparade.html|titolo=Guccini si prende subito la vetta della hit parade|pubblicazione=Repubblica.it|accesso=12 giugno 2010|5=|dataarchivio=11 febbraio 2009|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20090211124912/http://www.repubblica.it/2004/b/sezioni/spettacoli_e_cultura/guccini/hitparade/hitparade.html|urlmorto=no}}</ref>
Nel [[2005]] uscì il disco dal vivo ''[[Anfiteatro Live]]'', registrato l'anno precedente nell'[[Cagliari#Monumenti e luoghi di interesse|anfiteatro di Cagliari]]. Il doppio CD è accompagnato anche da un [[DVD]] che ripropone integralmente il medesimo concerto.<ref>{{cita web|url=http://www.rockol.it/musicaitaliana.com/cd/francescoguccini_605.html|titolo=Anfiteatro live|accesso=3 febbraio 2010|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20090125130537/http://rockol.it/musicaitaliana.com/cd/francescoguccini_605.html|dataarchivio=25 gennaio 2009}}</ref>
Le vendite furono ragguardevoli: il DVD restò nella classifica ufficiale FIMI per ventidue settimane, al primo posto per un mese.<ref>Classifica ufficiale DVD musicali FIMI.</ref> Il [[2006]] fu un anno in cui si parlò molto di Guccini, e non solo per la sua attività artistica: ricevette un voto in occasione dell'[[Elezione del Presidente della Repubblica Italiana del 2006|elezione]] del [[Presidente della Repubblica Italiana]].<ref>{{Cita news|url=http://www.repubblica.it/2006/05/sezioni/politica/nuovo-presidente-3/voti-bizzarri/voti-bizzarri.html|titolo=Nello spoglio gli intrusi e gli inaspettati anche Guccini e la moglie di D'Alema|pubblicazione=Repubblica.it|accesso=12 giugno 2010|5=|dataarchivio=9 novembre 2009|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20091109033039/http://www.repubblica.it/2006/05/sezioni/politica/nuovo-presidente-3/voti-bizzarri/voti-bizzarri.html|urlmorto=no}}</ref> Fu pubblicata la raccolta tripla celebrativa dei suoi 40 anni di carriera, rappresentata da 47 canzoni presenti nella sua ''[[The Platinum Collection (Francesco Guccini)|The Platinum Collection]]''.<ref>{{cita web|url=http://www.viafabbri43.net/discografia-album.asp?go=the_platinum_collection|titolo=Guccini Platinum Collection|accesso=3 febbraio 2010|dataarchivio=8 aprile 2010|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20100408035615/http://www.viafabbri43.net/discografia-album.asp?go=the_platinum_collection|urlmorto=no}}</ref> Il 3 aprile dello stesso anno, Guccini, pubblicò per la [[EMI|EMI France]] ''[[Nella Giungla]]'', un brano singolo che tratta del rapimento di [[Íngrid Betancourt]], traduzione di una canzone scritta da Renaud Sechan nel 2005, con musiche di Jan Pierre Bucolo. Sempre nel 2006 presentò la ''Compagnia Teatrale Pavanese'' impegnata nella ''[[Aulularia|Aulularia di Plauto]]'', da lui tradotta dal [[Lingua latina|latino]] nel dialetto del suo paese.<ref>"Vero Plauto firmato Guccini", ''«Il Resto del Carlino», 6 dicembre 2006.''</ref> Il 30 marzo 2007 ricevette a [[Catanzaro]] il "Riccio d'Argento" della rassegna ''Fatti di musica'' diretta dal [[promoter musicale]] Ruggero Pegna, riservato ai più grandi autori italiani;<ref>{{Cita news|url=http://www.rockol.it/news-86087/Comunicato-Stampa--Tributo-a-Francesco-Guccini-a-Catanzaro|titolo=Tributo a Francesco Guccini a Catanzaro|pubblicazione=Rockol.it|accesso=3 febbraio 2010|dataarchivio=19 novembre 2012|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20121119123246/http://www.rockol.it/news-86087/Comunicato-Stampa--Tributo-a-Francesco-Guccini-a-Catanzaro|urlmorto=no}}</ref> in ottobre uscì invece in libreria la biografia ufficiale di Guccini, "Portavo allora un Eskimo innocente" di Massimo Cotto (Giunti Editore). Nel tour dello stesso anno Guccini presentò una nuova canzone sulla [[resistenza italiana|resistenza]] (''Su in collina'')<ref>{{cita web|url=http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cultura_e_tempolibero/2010/20-gennaio-2010/guccini-miei-inediti-come-omaggio-veneto-1602317164620.shtml|titolo=Il cantautore in concerto al palazzo dello sport di Padova|accesso=5 febbraio 2010|dataarchivio=12 novembre 2012|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20121112004842/http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cultura_e_tempolibero/2010/20-gennaio-2010/guccini-miei-inediti-come-omaggio-veneto-1602317164620.shtml|urlmorto=no}}</ref>, che è stata poi inserita nell'album ''[[L'ultima Thule]]''.
[[File:Guccini @ Marino 2003.jpg|thumb|Guccini in concerto al Palaghiaccio di [[Marino (Italia)|Marino]], marzo 2003.<br />Da sinistra: [[Juan Carlos Biondini|"Flaco" Biondini]] (alla chitarra), [[Roberto Manuzzi]] (alle tastiere), Francesco Guccini, gli ex [[The Pleasure Machine]] [[Ellade Bandini]] (alla batteria), [[Vince Tempera]] (alle tastiere) e [[Ares Tavolazzi]] (al basso), e [[Antonio Marangolo]] (al sax)]]
Parlando di questo disco futuro, Guccini, aveva anche rivelato di aver già scritto una canzone dedicata a Pàvana (''Canzone di Notte n. 4'') oltre che ''Il testamento di un pagliaccio'' che narra delle ultime volontà di un [[clown]] giunto alla sua fine. Il brano fu inserito in scaletta nel tour 2008/2009, ed eseguito per la prima volta nella prima tappa il 20 giugno a Porretta Terme<ref>{{cita web|url=http://www.geocities.com/ciofanskj/mattino2007.html|titolo=Intervista di Federico Vacalebre su «Il Mattino», 14 marzo 2007.|accesso=5 febbraio 2010|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20091027114536/http://www.geocities.com/ciofanskj/mattino2007.html|dataarchivio=27 ottobre 2009|urlmorto=sì}}</ref>. Con un articolo del 21 aprile [[2008]], sul giornale ''[[La Stampa]]'' si diceva che l'autore aveva smesso di fumare e aveva iniziato ad ingrassare a causa dell'astinenza, perdendo, inoltre, l'ispirazione.<ref name=":0">{{Cita web|1=http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200804articoli/32092girata.asp|2=Guccini: il mio genio andato in fumo|3=12-01-2010|anno=2008|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20140518013726/http://www1.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200804articoli/32092girata.asp|dataarchivio=18 maggio 2014|urlmorto=sì}}</ref> Guccini, tuttavia, smentì la notizia alla trasmissione ''[[Che tempo che fa]],'' il 18 maggio [[2008]].
Nel marzo del 2010 la [[Arnoldo Mondadori Editore|Mondadori]] pubblicò ''Non so che viso avesse'', un'autobiografia di Guccini che contiene, nella seconda parte del volume, un saggio critico curato dal professore [[Alberto Bertoni]].<ref name=":1">{{Cita news|url=http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cultura/201002articoli/51955girata.asp|titolo=Guccini: ho scritto un'autobiografia perché il cerchio si chiude|pubblicazione=Lastampa.it|anno=2010|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20100208235506/http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cultura/201002articoli/51955girata.asp|dataarchivio=8 febbraio 2010}}</ref> All'interno dell'album ''[[Arrivederci, mostro!]]'' di [[Luciano Ligabue]] è contenuto il brano "Caro il mio Francesco", una dedica del cantautore di [[Correggio (Italia)|Correggio]] al suo collega, nonché amico, Francesco Guccini. Nel testo traspaiono evidenti critiche nei confronti di una parte dell'ambiente musicale, colpevole di snobismo e incoerenza.<ref name=":2">''...Parlavano di stile, di impegno e di valori, ma non appena hai smesso di esser utile per loro eran già lontani..''. Arrivederci, mostro!</ref> Il 28 settembre 2010 è inoltre uscita "Storia di altre storie", nuova raccolta del cantautore modenese, contenente canzoni scelte da Guccini stesso, oltre ad una nota introduttiva firmata da Riccardo Bertoncelli (citato ai tempi de ''L'avvelenata''). Nel novembre del 2010 esce l'album ''[[Chocabeck]]'' del cantante emiliano [[Zucchero Fornaciari]], all'interno del quale è contenuto il brano ''[[Un soffio caldo]]'', il cui testo è affidato al cantautore di Pàvana<ref name=":3">{{cita news|url=http://www.rockol.it/testi/12752450/zucchero-un-soffio-caldo|titolo=UN SOFFIO CALDO|pubblicazione=Rockol|accesso=20 ottobre 2015|dataarchivio=25 agosto 2017|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20170825145420/http://www.rockol.it/testi/12752450/zucchero-un-soffio-caldo|urlmorto=no}}</ref>.
Il 2010 è anche l'anno in cui una nuova specie di pianta venne dedicata a Guccini dal botanico [[Davide Donati (botanico)|Davide Donati]]: si tratta di un cactus messicano, [[Corynopuntia guccinii]]. Divertenti sono le circostanze che hanno portato alla dedica, come racconta Donati: nel 2008, solo, in mezzo ad una piana desertica del Messico, stava ascoltando musica per ravvivare un po' l'esplorazione. Durante "Incontro" di Guccini incontrò la pianta sconosciuta, notando a proprie spese che, grazie alle sue tremende spine, "non perdona e tocca". Nel giugno 2010, quasi in occasione dei 70 anni di Guccini, la pianta schiuse un fiore rosso vino, cosa quasi unica per le ''Corynopuntia'', cactus generalmente a fiore giallo. "Non potevo dedicarla ad altri" scrive Donati nell'articolo botanico.<ref name=":4">Su Piante Grasse 30 (4), 2010</ref>
=== Le ultime incisioni discografiche (2011–presente) ===
Il 21 aprile 2011 il cantautore sposò a [[Mondolfo]] in seconde nozze Raffaella Zuccari, sua compagna di vita dal 1996.<ref>{{cita giornale|titolo=Francesco Guccini a 71 anni dice sì: nozze a Mondolfo con Raffaella Zuccari|url=https://www.ilmessaggero.it/societu00e0/persone/francesco_guccini_71_anni_dice_si_nozze_mondolfo_raffaella_zuccari-182278.html|data=21 aprile 2011|periodico=[[Il Messaggero]]|accesso=4 luglio 2019|dataarchivio=4 luglio 2019|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20190704201920/https://www.ilmessaggero.it/societu00e0/persone/francesco_guccini_71_anni_dice_si_nozze_mondolfo_raffaella_zuccari-182278.html|urlmorto=no}}</ref>
Nel 2012 tornò in sala d'incisione, cantando nell'album di [[Enzo Avitabile]] ''[[Black Tarantella]]'' la parte di testo in dialetto modenese (scritta da lui stesso) del pezzo ''Gerardo nuvola 'e povere'', storia della morte bianca di un lavoratore emigrato dal sud in Emilia-Romagna che si aggiudica il [[Premio Amnesty Italia]] come «brano che nel 2012 sa meglio scuotere le coscienze e far riflettere sui diritti umani».<ref name="EAF">{{Cita web <!--|autore=Davide Turrini--> |url=http://regioni.amnesty.it/lazio/a-enzo-avitabile-e-francesco-guccini-il-premio-amnesty-italia-2013/ |titolo=A Enzo Avitabile e Francesco Guccini il Premio Amnesty Italia 2013
|sito=Amnesty International |data=23 aprile 2014 |accesso=4 luglio 2019|autore= Stefano Gizzarone}}</ref> A giugno fece un'apparizione dal vivo, decidendo di aderire al [[Concerto per l'Emilia]], tenutosi il 25 giugno 2012 allo [[Stadio Renato Dall'Ara]] per raccogliere fondi per aiutare le popolazioni colpite dal [[Terremoti dell'Emilia del 2012|sisma]]<ref>{{Cita news |autore=Davide Turrini |url=http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/02/guccini-ligabue-pausini-nomadi-e-forse-vasco-25-giugno-concerto-pro-terremotati/250155/ |titolo=Guccini, Ligabue, Pausini, Nomadi e forse Vasco. Il 25 giugno un concerto pro terremotati |pubblicazione=Il Fatto Quotidiano |data=2 giugno 2012 |accesso=11 aprile 2019 |dataarchivio=19 aprile 2019 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20190419160849/https://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/02/guccini-ligabue-pausini-nomadi-e-forse-vasco-25-giugno-concerto-pro-terremotati/250155/ |urlmorto=no }}</ref>.
Nel novembre dello stesso anno, dopo una lunga gestazione,<ref>In un'intervista del 20 gennaio [[2010]] Guccini aveva sostenuto che il nuovo album era ancora in fase di lavorazione, aggiungendo che la data di pubblicazione non era assolutamente decisa ma che difficilmente sarebbe uscito nel corso dell'anno uscì in effetti 2 anni dopo); nella stessa occasione aveva affermato che nel corso dei concerti non sarebbero stati più cantati inediti contenuti nel nuovo lavoro (alla data dell'intervista erano conosciuti ''Il testamento di un pagliaccio'' e ''Su in collina'')</ref> venne pubblicato l'album ''[[L'ultima Thule]]'', che a fine 2013 conseguì il secondo [[disco di platino]] per aver superato le {{formatnum:120000}}, di cui oltre {{formatnum:100000}} nel primo mese di pubblicazione.<ref>{{cita web | 1 = http://www.fimi.it/temp/cert_Gfk_week5112.pdf | 2 = Disco di platino per 'L'ultima Thule' | accesso = 8 gennaio 2013 | urlarchivio = https://web.archive.org/web/20130123130511/http://www.fimi.it/temp/cert_Gfk_week5112.pdf | dataarchivio = 23 gennaio 2013 | urlmorto = sì }}</ref> Nonostante questo successo, Guccini dichiarò di non volere più né incidere nuovi lavori né fare concerti, ritirandosi dalla carriera musicale e dedicandosi interamente a quella di scrittore.<ref>{{Cita news |autore=Marinella Venegon |url=https://www.lastampa.it/2012/11/29/blogs/on-the-road/guccini-mai-piu-dischi-ne-concerti-ma-l-ultima-thule-e-bellissimo-CDLka6SCJcKuABhONkVcxM/pagina.html |titolo=Guccini: mai più dischi né concerti |accesso=11 aprile 2019 |sito=LaStampa.it |pubblicazione= |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20190411141426/https://www.lastampa.it/2012/11/29/blogs/on-the-road/guccini-mai-piu-dischi-ne-concerti-ma-l-ultima-thule-e-bellissimo-CDLka6SCJcKuABhONkVcxM/pagina.html |dataarchivio=11 aprile 2019 |urlmorto=sì }}</ref>
Nel marzo successivo venne pubblicato anche il DVD ''La mia Thule'', [[documentario]] che racconta le fasi di registrazione del disco presso il Mulino di Chicon a [[Pavana]] attraverso immagini e interviste inedite del cantautore e di tutta la sua band. ''La mia Thule'' è risultato il sesto DVD musicale più venduto in Italia nel 2013 nella classifica [[FIMI]].<ref>{{Cita web|url=https://www.soundsblog.it/post/114801/album-piu-venduti-italia-agg-14-marzo-2013|titolo=Album più venduti: Italia (Agg. 14 Marzo 2013)|accesso=4 luglio 2019|sito=Blogo|dataarchivio=4 luglio 2019|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20190704201921/https://www.soundsblog.it/post/114801/album-piu-venduti-italia-agg-14-marzo-2013|urlmorto=no}}</ref>
Nel [[2015]] Guccini ritornò a cantare come ospite ne ''[[Le storie che non conosci]]'', di [[Samuele Bersani]] e [[Pacifico (cantante)|Pacifico]], singolo il cui ricavato venne interamente devoluto in beneficenza alla Fondazione Lia per finanziare laboratori di lettura per bambini non vedenti e ipovedenti a [[Bologna]]<ref>{{cita news|url=https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2015/05/29/news/samuele_bersani-115544242/|titolo=Samuele Bersani: "Così ho convinto Guccini a cantare con me 'Le storie che non conosci'"|autore=Pietro D'Ottavio|accesso=4 luglio 2019|data=25 settembre 2015|periodico=[[La Repubblica (quotidiano)|La Repubblica]]|pubblicazione=|dataarchivio=4 luglio 2019|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20190704203421/https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2015/05/29/news/samuele_bersani-115544242/|urlmorto=no}}</ref>. Nello stesso periodo il [[Club Tenco]] decise di dedicare al cantautore la storica rassegna che organizza ogni anno a [[Sanremo]], intitolata comunemente [[Premio Tenco]]. Seguì il 27 novembre una nuova raccolta di canzoni ''[[Se io avessi previsto tutto questo. La strada, gli amici, le canzoni]]'', edita in due differenti versioni: una ''Deluxe Edition'', in quattro CD, e l'altra ''Super Deluxe Edition'', che ne conta ben dieci, accompagnati anche da un libro sull'artista modenese.<ref>{{cita web|url=https://www.soundsblog.it/post/420124/francesco-guccini-se-io-avessi-previsto-tutto-questo-gli-amici-la-strada-le-canzoni-lopera-omnia-in-4-o-10-cd|titolo=Francesco Guccini, Se io avessi previsto tutto questo - Gli amici, la strada, le canzoni: l'opera omnia in 4 (o 10) cd|sito=Blogo|autore=Arianna Galati|data=30 novembre 2015|accesso=4 luglio 2019|dataarchivio=4 luglio 2019|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20190704202920/https://www.soundsblog.it/post/420124/francesco-guccini-se-io-avessi-previsto-tutto-questo-gli-amici-la-strada-le-canzoni-lopera-omnia-in-4-o-10-cd|urlmorto=no}}</ref>
Nel novembre del 2017 invece venne pubblicato ''[[L'ostaria delle dame]]'', cofanetto contenente le registrazioni di tre concerti di Guccini all'[[Osteria delle Dame]], storico locale di Bologna da lui fondato nel 1970 assieme al sacerdote [[domenicano]] Padre Michele Casali. In allegato si può trovare un libro di 80 pagine con foto e testimonianze di tutti protagonisti dell’epoca.<ref>{{cita web|url=http://www.adnkronos.com/intrattenimento/spettacolo/2017/11/02/esce-ostaria-delle-dame-nuovo-album-francesco-guccini_4TiAZEZCDe8kox1vx9jIZK.html?refresh_ce|titolo=Esce 'L'Ostaria delle Dame', il nuovo album di Francesco Guccini|accesso=22 dicembre 2017|dataarchivio=22 dicembre 2017|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20171222162912/http://www.adnkronos.com/intrattenimento/spettacolo/2017/11/02/esce-ostaria-delle-dame-nuovo-album-francesco-guccini_4TiAZEZCDe8kox1vx9jIZK.html?refresh_ce|urlmorto=no}}</ref>. Un anno dopo il cantautore incise una strofa del brano ''Ti insegnerò a volare'' di [[Roberto Vecchioni]], dedicato all'ex campione di [[Formula 1]] [[Alex Zanardi]]<ref>{{Cita web|url=https://www.accessiway.com/blog/le-canzoni-piu-belle-e-famose-sulla-disabilita|titolo=Le canzoni più belle e famose sulla disabilità|lingua=it|accesso=2022-03-11}}</ref> e che anticipò l'uscita del nuovo album ''[[L'infinito (Roberto Vecchioni)|L'infinito]]'', distribuito il 9 novembre.<ref>{{Cita web|url=https://www.tgcom24.mediaset.it/spettacolo/roberto-vecchioni-12-storie-per-raccontare-l-infinito-ecco-l-essenza-della-vita-_3173384-201802a.shtml|titolo=Roberto Vecchioni, 12 storie per raccontare lʼ"Infinito": "Ecco lʼessenza della vita"|editore=tgcom24.mediaset.it|data=7 novembre 2018|accesso=4 luglio 2019|dataarchivio=4 luglio 2019|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20190704202922/https://www.tgcom24.mediaset.it/spettacolo/roberto-vecchioni-12-storie-per-raccontare-l-infinito-ecco-l-essenza-della-vita-_3173384-201802a.shtml|urlmorto=no}}</ref>
Nel novembre del 2019 esce ''[[Note di viaggio - Capitolo 1: venite avanti...]]'', primo capitolo di un progetto discografico realizzato in collaborazione con [[Mauro Pagani]], per gli ottant'anni del cantautore di Pàvana. Nel disco alcuni big della musica italiana reinterpretano dodici brani del repertorio di Guccini. L'album si apre con l'inedito ''[[Natale a Pavana]]'' cantato dallo stesso Guccini in dialetto pavanese.
Nell'agosto del 2020 partecipa, insieme ad altri artisti italiani, all'incisione di ''Crêuza de mä pe Zêna'', una nuova versione del [[Creuza de mä#Creuza de mä|brano di Fabrizio De André]] registrata in occasione dell'inaugurazione del nuovo [[Viadotto Genova San Giorgio|ponte di Genova]], realizzato dopo il crollo e la demolizione del primo [[Viadotto Polcevera]].<ref>{{Cita web|url=https://www.rollingstone.it/musica/news-musica/mina-vasco-guccini-e-molti-altri-cantano-creuza-de-ma-per-inaugurazione-del-ponte-di-genova/527811/|titolo=Mina, Vasco, Guccini e molti altri cantano ‘Crêuza de mä’ per inaugurazione del ponte di Genova|editore=rollingstone.it|data=4 agosto 2020|accesso=10 ottobre 2020|dataarchivio=10 ottobre 2020|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20201010150054/https://www.rollingstone.it/musica/news-musica/mina-vasco-guccini-e-molti-altri-cantano-creuza-de-ma-per-inaugurazione-del-ponte-di-genova/527811/|urlmorto=no}}</ref>
Il 9 ottobre 2020 viene pubblicato il secondo capitolo, ''[[Note di viaggio - Capitolo 2: non vi succederà niente]]'', in cui Guccini canta il brano inedito ''[[Migranti]]'' accompagnato dai Musici.
Il 18 novembre 2022 viene pubblicato il diciassettesimo album in studio ''[[Canzoni da intorto]]'', disco di cover che segna il ritorno di Guccini dall'ultimo album ''[[L'ultima Thule]]''.<ref>{{cita news|url=https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2022/10/13/news/guccini_nuovo_disco_canta-369838156/|titolo=Francesco Guccini, un nuovo disco. Il Maestrone rompe la promessa di non cantare più|autore=Carlo Moretti|data=13 ottobre 2022|sito= La Repubblica (Spettacoli)}}</ref>
Nel mese di settembre 2023 partecipa, nella parte di se stesso, al docufilm dedicato al cantautore milanese Jannacci, ''Enzo Jannacci - Vengo anch'io'', regia di Giorgio Verdelli. Nello stesso anno il 10 novembre pubblica il nuovo album ''[[Canzoni da osteria]]''<ref>https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2023/09/21/news/francesco_guccini_canzoni_da_osteria-415296982/</ref>.
Nel [[2024]] pubblica un [[45 giri]] con due versioni di ''[[Bella ciao]]'', una cantata da lui e una cantata insieme a [[Tosca (cantante)|Tosca]] in italiano e in farsi<ref>https://ilchatterbox.it/musica/dischi/bella-ciao-il-45-giri-di-francesco-guccini-per-record-store-day-e-25-aprile/</ref>.
== La poetica ==
[[File:Guccio-1.jpg|thumb|Guccini si racconta; il cantautore è solito intrattenersi con il pubblico durante i suoi spettacoli]]
La poetica di Guccini, apprezzata al giorno d'oggi da più voci e da celebri autori letterari,<ref name="railibro.rai.it">{{cita web|url=http://www.railibro.rai.it/articoli.asp?id=271|titolo=Umberto Eco|accesso=12 giugno 2010|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20120425112337/http://www.railibro.rai.it/articoli.asp?id=271|dataarchivio=25 aprile 2012}}</ref> è estesa in una vastissima carriera musicale, entro la quale si possono individuare però delle caratteristiche comuni. Guccini è solito utilizzare diversi [[Registro (linguistica)|registri linguistici]], da quello aulico a quello popolare; nei suoi testi si possono trovare citazioni di grandi autori, viene toccata un'enorme quantità di temi per giungere a delle conclusioni morali.<ref name="railibro.rai.it"/><br />Leggendo tra i suoi testi è possibile tracciare le basi del suo pensiero: l'uso di differenti piani di lettura, il suo [[esistenzialismo]], il tono [[metafisica|metafisico]], i suoi ritratti di personaggi ed eventi.<ref name="ondarock.it"/>
{{citazione|Quella di Guccini è la voce di quello che un tempo si diceva il "movimento". Oggi, semplicemente una voce di gioventù. E cioè di granitica coerenza con il proprio linguaggio e pensiero. Nella sua opera c'è un discorso interminabile: sull'ironia, sull'amicizia, sulla solidarietà.|[[Dario Fo]], [[Premio Nobel per la letteratura]] [[1997]], Archivi Rai}}
== Guccini e la politica ==
L'artista modenese è da sempre caratterizzato da un notevole impegno politico; è nota la sua vicinanza a posizioni di [[Sinistra (politica)|sinistra]], in più occasioni ripresa dalla stampa in maniera più o meno critica.<ref>{{Cita news|url=http://www.repubblica.it/2004/b/sezioni/spettacoli_e_cultura/guccini/guccini/guccini.html|titolo=Francesco Guccini "Ora canto il G8 di Genova"|pubblicazione=Repubblica.it|anno=2004|accesso=13 giugno 2010|dataarchivio=28 settembre 2013|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20130928000610/http://www.repubblica.it/2004/b/sezioni/spettacoli_e_cultura/guccini/guccini/guccini.html|urlmorto=no}}</ref><ref>{{Cita news|url=http://www.corriere.it/politica/09_luglio_04/secolo_battista_70368a80-686f-11de-86b2-00144f02aabc.shtml|titolo=Il «Secolo», la destra che dice tante cose di sinistra|pubblicazione=Corriere.it|anno=2009|accesso=13 giugno 2010|dataarchivio=22 gennaio 2011|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20110122073211/http://www.corriere.it/politica/09_luglio_04/secolo_battista_70368a80-686f-11de-86b2-00144f02aabc.shtml|urlmorto=no}}</ref> Lo stesso Guccini esprime, nella celebre ''[[L'avvelenata]]'', il suo pensiero sui rapporti tra le canzoni e l'azione politica: {{citazione|''Però non ho mai detto che a canzoni si fan rivoluzioni, si possa far poesia''|da L'avvelenata}}
Per quanto alcune sue composizioni sono socialmente impegnate, è altrettanto vero che la maggior parte dei suoi successi derivano dall'elevato valore artistico e letterario che i suoi brani dimostrano.<ref>«Nelle canzoni di Guccini è l'etica ad entrare nella politica, e non il contrario.» {{Cita news|url=http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/11/11/il-mulino-lezione-dal-professore.html|titolo=Il Mulino a lezione dal professore|anno=2006|pubblicazione=Repubblica.it|accesso=9 febbraio 2009|dataarchivio=5 marzo 2014|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20140305113021/http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/11/11/il-mulino-lezione-dal-professore.html|urlmorto=no}}</ref> Un personaggio come Guccini, in realtà, non è inscrivibile in un determinato quadro politico istituzionale; egli stesso (come l'amico [[Fabrizio De André]]) si definisce [[anarchico]],<ref>{{Cita news|url=http://www.repubblica.it/online/spettacoli_e_cultura/guccini/guccini/guccini.html|titolo="Sono un vecchio anarchico che ama ancora la poesia"|anno=2002|pubblicazione=Repubblica.it|accesso=2 luglio 2007|dataarchivio=14 dicembre 2007|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20071214214640/http://www.repubblica.it/online/spettacoli_e_cultura/guccini/guccini/guccini.html|urlmorto=no}}</ref> ma anche [[Socialismo liberale|socialista di matrice liberale]] e sostiene di aver votato, in passato, per il [[Partito Repubblicano Italiano|PRI]] e per il [[Partito Socialista Italiano|PSI]]<ref name="ilmattino2007">Intervista di Federico Vacalebre su ''«Il Mattino», 14 marzo 2007.''</ref>, sostenendo i socialisti anche negli anni successivi all'avvento di [[Bettino Craxi]] (come risulta da un'intervista del 1985)<ref>{{Cita web|url=http://www.francescoguccini.net/rassegna-stampa-web/532-guccini-come-nasce-una-canzone Guccini|titolo=Guccini, come nasce una canzone|data=luglio 2018|accesso=12 ottobre 2020|urlarchivio=https://archive.is/20160927231038/http://www.francescoguccini.net/rassegna-stampa-web/532-guccini-come-nasce-una-canzone|dataarchivio=27 settembre 2016}} articolo tratto da "Lo Sputo"- numero 0 - 1985 - pagg. 17, 18, 19</ref>, per poi passare a votare il [[Partito Democratico della Sinistra|PDS]] e i [[Democratici di Sinistra|DS]].<ref>{{cita web|url=http://www.circolorossellimilano.org/MaterialePDF/guccini_intervista_espresso.pdf|titolo=circolorossellimilano|accesso=12 giugno 2010|dataarchivio=5 marzo 2014|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20140305112743/http://www.circolorossellimilano.org/MaterialePDF/guccini_intervista_espresso.pdf|urlmorto=no}} «Non sono mai stato un estremista, non è nella mia cultura. E neanche comunista, perché il Pci allora era il partito dell'[[Urss]], figurarsi. Ho votato socialista a lungo, ma la matrice culturale più sentita è l'azionismo, i [[Fratelli Rosselli|Rosselli]], il socialismo liberale. Anche il Sessantotto l'ho percepito nell'aria, ma avevo già 28 anni, e nessuna voglia di estremismi»</ref>
[[File:De André Guccini.png|thumb|Francesco Guccini con [[Fabrizio De André]] al [[Club Tenco]] nel 1991]]
Quando Guccini ha esplicitato posizioni politiche, esse erano solitamente rivolte verso l'area moderata del [[centro-sinistra]]; ad esempio, ecco quello che ha dichiarato in un'intervista: «Ripeterebbe ancora quel "resistere, resistere, resistere" rivolto mesi fa a [[Prodi]]?»<ref>{{Cita news|url=http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/11_Novembre/11/guccini.shtml|titolo=Guccini a Prodi: «Resisti, resisti, resisti»|pubblicazione=Corriere.it|accesso=12 giugno 2010|5=|dataarchivio=13 febbraio 2009|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20090213054553/http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/11_Novembre/11/guccini.shtml|urlmorto=no}}</ref> «Certo: piuttosto che niente è meglio il piuttosto. Non esistono alternative, se non peggiori». Come vede il [[Partito Democratico (Italia)|Partito Democratico]]? «Lo vedrei bene, se mai si facesse. Comunque, voto DS». Nell'autunno del 2011, in occasione delle elezioni primarie per la scelta del candidato sindaco del centro-sinistra di [[Porretta Terme]], il cantautore si schiera a favore del candidato indipendente sostenuto da [[Sinistra Ecologia Libertà]] e questo fatto è stato prevalentemente interpretato come un avvicinamento al movimento politico guidato da [[Nichi Vendola]]<ref>{{Cita web|url=http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1744545&codiciTestate=1|titolo=Guccini prende la chitarra per SEL|autore=Giorgio Ponzano|editore=ItaliaOggi.it|accesso=24 gennaio 2012|dataarchivio=6 marzo 2014|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20140306172046/http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1744545&codiciTestate=1|urlmorto=no}}</ref>, anche se in seguito ([[2014]]) ha detto di aver votato il PD.<ref>{{cita web|url=http://www.huffingtonpost.it/2014/05/12/guccini-renzi-partito-democratico_n_5308247.html|titolo=Francesco Guccini: "Non sono renziano ma il mio voto alle europee andrà al PD|accesso=23 ottobre 2014|dataarchivio=23 ottobre 2014|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20141023111530/http://www.huffingtonpost.it/2014/05/12/guccini-renzi-partito-democratico_n_5308247.html|urlmorto=no}}</ref> È risultato apprezzato anche da personaggi politicamente distanti dalle sue ideologie, ad esempio i giovani di [[centro-destra]]<ref>{{cita web|url=http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/13/sorpresa-i-giovani-del-pdl-amano-guccini-e-lui-risponde-la-cosa-e-involontaria/156997/|titolo=Sorpresa, i giovani del Pdl amano Guccini. E lui risponde: “La cosa è involontaria”|accesso=23 ottobre 2014|dataarchivio=14 settembre 2014|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20140914225958/http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/13/sorpresa-i-giovani-del-pdl-amano-guccini-e-lui-risponde-la-cosa-e-involontaria/156997/|urlmorto=no}}</ref> ed il politico [[Matteo Renzi]], da lui criticato, a cui ha risposto ironicamente.<ref>«Me l'hanno riferito, anche [[Angelino Alfano|Alfano]] tempo fa mi aveva messo in cima ai suoi gusti musicali. Direi che siamo uno a uno. Ma io, guardi, sono innocente per l'uno e per l'altro. Facciano loro. (...) Sono innocente...»., {{cita web|url=http://www.huffingtonpost.it/2014/10/19/francesco-guccini-matteo-renzi_n_6011036.html|titolo=Francesco Guccini: "Matteo Renzi ha detto che sono il suo cantante preferito? Sono innocente"|accesso=23 ottobre 2014|dataarchivio=23 ottobre 2014|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20141023065055/http://www.huffingtonpost.it/2014/10/19/francesco-guccini-matteo-renzi_n_6011036.html|urlmorto=no}}</ref>
Nei suoi testi, una presa di posizione politica emerge chiaramente nelle seguenti canzoni: ''[[La locomotiva]]'', che è allo stesso tempo un racconto storico, ''[[Primavera di Praga (brano musicale)|Primavera di Praga]]'' del 1969, che è una critica dell'[[Primavera di Praga|occupazione militare sovietica in Cecoslovacchia]] dell'anno precedente, ''Piccola storia ignobile'' del 1976 (canzone a favore della [[Legge 22 maggio 1978, n. 194|legge sull'aborto]]), ''Nostra signora dell'ipocrisia'' del 1993, ''Canzone per Silvia'' del 1993 (dedicata a [[Silvia Baraldini]]), ''[[Don Chisciotte (brano musicale)|Don Chisciotte]]'' del 2000, ''Stagioni'' del 2000, ''Canzone per il Che'' del 2004 (dedicate entrambe a [[Che Guevara]]), ''Piazza Alimonda'' del 2004 (dedicata agli eventi del [[G8 di Genova]], durante il quale [[Carlo Giuliani|un manifestante]] fu ucciso da [[Mario Placanica|un carabiniere]] nell'[[Piazza Alimonda|omonima piazza]]), ''Il testamento di un pagliaccio'' del [[2012]], ''Su in collina'' del [[2012]] (dedicata ai [[resistenza italiana|partigiani]]). Nell'agosto del 2021 appone la propria firma in occasione del referendum per la legalizzazione dell'[[eutanasia]]<ref>{{Cita news|titolo=Referendum eutanasia supera 750mila firme, sottoscrivono Guccini e Pif|pubblicazione=huffington post|url=https://www.huffingtonpost.it/entry/referendum-eutanasia-supera-750mila-firme-sottoscrivono-guccini-e-pif_it_61263314e4b092664346f2c2/}}</ref>.
== Narrativa ==
=== Libri
{{citazione|Non sono libri facili, i romanzi di Guccini, anche se, naturalmente, essendo libri profondamente legati al suo modo di raccontare, al suo mondo poetico, anche di primo acchito sono pur sempre libri appassionanti non solo perché imprevedibili nelle soluzioni linguistiche e stilistiche, ma più ancora perché questi romanzi sono profondamente legati tematicamente al nostro passato prossimo di ex contadini e miserabili neo-urbani, legati dunque al tempo antico, e in qualche modo fiabesco, dei nostri genitori e più ancora dei nostri nonni...|[[Paolo Jachia]]<ref>{{cita|Jachia 2002|}}.</ref>}}
[[File:Autografo di Guccini.jpg|thumb|Maiolica autografa di Guccini e [[Loriano Macchiavelli]], collocata nel [[1997]] sul [[muretto di Alassio]]]]
Nella sua attività quasi ventennale di scrittore ha pubblicato diversi libri; ha collaborato alla stesura, assieme ad altri autori, di scritti di saggistica e narrativa, interessandosi a svariate tematiche, fra cui quelle relative ai diritti civili (occupandosi del caso di [[Silvia Baraldini]]<ref>{{Cita news|url=http://www.repubblica.it/online/fatti/baraldi/mura/mura.html|titolo=Il ritorno della Baraldini, Storia di una buona causa|pubblicazione=Repubblica.it|accesso=12 giugno 2010|5=|dataarchivio=5 maggio 2011|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20110505235129/http://www.repubblica.it/online/fatti/baraldi/mura/mura.html|urlmorto=no}}</ref>) e all'[[arte]] del [[fumetto]].
Guccini si è prestato con buoni riscontri alla scrittura in tutte le sue forme, con excursus nel genere [[noir]] (con [[Loriano Macchiavelli]] ha creato il personaggio del maresciallo Benedetto Santovito), oltre a una trilogia di scritti autobiografici, ove spiccano le sue capacità di [[Etimologia|etimologo]], [[Glottologia|glottologo]] e [[Lessicografia|lessicografo]].<ref name="tondelli">{{cita|Tondelli|}}.</ref>
''[[Cròniche epafàniche]]'', pubblicato da Feltrinelli nel [[1989]], è il primo romanzo di Guccini e una delle sue opere di maggior successo.<ref name=tondelli/> Pur non presentandosi come biografia dell'autore, il libro diventa [[Autobiografia|autobiografico]], trattando infatti vicende passate di [[Pavana (Sambuca Pistoiese)|Pàvana]], il paese "simbolo" dell'infanzia del cantautore [[Modena|modenese]].
Guccini cerca nel testo di mitizzare ogni suo ricordo, di rendere unico e avvincente ogni racconto tramandatogli dagli anziani dei monti sull'[[Appennino tosco-emiliano]],<ref>«La mia intenzione era epicizzare ogni cosa, anche la più banale, in modo da renderla unica e insostituibile, quasi leggendaria» citato in {{cita|Cotto|p. 126}}.</ref><ref>« [...] le favole della nonna non annoiano mai, tant'è che ancora oggi, quando torno in montagna, mi faccio raccontare storie che già conosco a memoria dai vecchi del paese.» citato in {{cita|Cotto|p. 126}}.</ref> e i risultati della sua "accuratezza filologica" vengono apprezzati dalla critica.<ref>«Ancora differente l'esordio letterario di Francesco Guccini, con [[Cròniche epafàniche]] (1989), la cui fruizione non sarà molto agevole, né massimamente comprensibile, a chi non ha esperienza del dialetto emiliano o, per essere più precisi, delle parlate tosco-modenesi che costituiscono la lingua di queste sue nuove narrazioni. Ma sarà una lettura anche divertente e interessante per chi coglierà, fin dalle prime righe, la voce profonda e arrotondata del nostro sommo cantastorie, vedrà la sua immagine, coglierà la sua ironia. Le battute, la sentimentalità vera di tutto un percorso e un lavoro artistico. Leggendo ripenso a Radici, a certi concerti in cui Guccini raccontava di Pavana e dell'appennino, e già imbastiva, davanti al pubblico, i ricordi e gli aneddoti di un modo di vita, di un'infanzia che nel romanzo, oggi, sembra un po' quella selvaggia di Tom Sawyer. La campagna, il fiume, il mulino, la descrizione degli ambienti della casa, le piccole leggende di paese, gli animali, gli oggetti di uso quotidiano, la bottiglia per macinare il sale, la marmellata nelle "tinozzine di legno chiaro", l'uccisione del maiale, l'emigrazione, le cassette di mele e pere che profumavano i solai e le cantine per tutto l'inverno, le uova conservate nella calce… tutto questo non viene riportato alla ribalta del racconto con demagogia o perbenismo o la becera filosofia del "quando eravamo povera gente". La miseria è miseria. La fatica, la povertà, anche la promiscuità di intere famiglie costrette a vivere nelle stesse stanze non hanno niente di poetico, né di aulico, e nessuno le rimpiange. Guccini preferisce fare di tutti questi ricordi una materia linguistica viva e narrata. Riesce con la sua capacità di cantastorie e cantautore a dare musicalità ai ricordi, ai modi di dire, ai personaggi. E così agisce sulla nostra memoria. Perché queste Croniche sono potentemente reinventate sulla pagina e, nonostante l'accuratezza filologica, la scrittura è condotta su modelli letterari ben rintracciabili: cronache popolari, certo, ma anche il parlato selvaggio di certi narratori americani, lo slang degli anni sessanta e, perché no, anche la lingua immaginaria e carnale di un Rabelais.» citato in {{cita|Tondelli|}}.</ref> Sono stati dei ''[[best seller]]'' anche i suoi due romanzi successivi, ''Vacca d'un cane'' e ''Cittanova blues'', entrambi riguardanti i diversi periodi della sua esistenza.
Se infatti ''Cròniche epafàniche'' racconta l'infanzia e il periodo fanciullesco nella "sua" Pàvana, ''[[Vacca d'un cane]]'' narra del periodo successivo, quello in cui un Guccini adolescente ormai stabilmente a [[Modena]] (città da lui mai veramente amata) scopre di non essere "uno tra tanti", ma contemporaneamente diventa cosciente di come la provincialità della sua città natale, massacrata dalla guerra, sarebbe stata un ostacolo per la sua crescita intellettuale. Infatti si trasferisce presto a Bologna, che rappresenta la scoperta del mondo, il [[sogno americano]].<ref>«
Bologna per me provinciale Parigi minore... Bologna ombelico di tutto, mi spingi a un singhiozzo e ad un rutto / rimorso per quel che m' hai dato, che è quasi ricordo, e in odor di passato...», da ''Bologna'', ''[[Metropolis (Francesco Guccini)|Metropolis]]'', [[1981]].</ref><ref>«Bologna "Parigi in minore, mercati all'aperto, bistrots, della rive gauche l'odore", perché quando mi spostai da Modena scoprii certi angoli della città, come la già citata piazza Aldrovandi, che mandavano straordinari profumi di Francia, con mercatini all'aperto di frutta e verdure e bancarelle colorate. Io, Parigi, non l'avevo mai vista.» citato in {{cita|Cotto|p. 115}}.</ref> Ed è quest'ultimo capitolo che è narrato nelle vicende di ''Cittanòva Blues'', che va a chiudere la trilogia autobiografica. Nel [[1998]] Guccini pubblica il ''[[Dizionario del dialetto di Pàvana]]'', la città della sua infanzia, nel quale si può notare tutta la sua capacità di dialettologo e traduttore.<ref>{{Cita news|url=http://archiviostorico.corriere.it/2002/ottobre/27/lezione_dal_dott_Guccini_docente_co_0_021027373.shtml|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20121113163921/http://archiviostorico.corriere.it/2002/ottobre/27/lezione_dal_dott_Guccini_docente_co_0_021027373.shtml|titolo=A lezione dal dott. Guccini, docente di pavanese|pubblicazione=Corriere.it|accesso=12 giugno 2010|6=|urlmorto=sì|dataarchivio=13 novembre 2012}}</ref>
Diverse altre opere sono successivamente venute alla luce in collaborazione con [[Loriano Macchiavelli]]: ''[[Macaronì. Romanzo di santi e delinquenti]]'', ''[[Un disco dei Platters]]'', ''[[Questo sangue che impasta la terra, Lo spirito e altri briganti]]'', ''[[Tango e gli altri]]'', ''[[Vola Golondrina]]''. I gialli scritti con lui a quattro mani narrano principalmente delle storie del ''maresciallo Santovito'', diventato un personaggio di punta del [[Giallo (genere)|giallo]] italiano, e acquistano dall'affermato giallista i toni classici di questo tipo di opera.
L'influenza di Guccini si nota invece per quanto riguarda la forma della narrazione, la capacità di creare una raffinata costruzione nell'ambientazione storica, le peculiarità linguistiche che ne hanno decretato il successo anche nel mondo della narrativa.<ref name="LaureaHonorem" /> Sempre in collaborazione con Macchiavelli sono stati scritti anche i tre gialli ''[[Malastagione]]'' (2011), ''[[La pioggia fa sul serio]]'' (2014) e ''[[Tempo da Elfi]]'' (2017) con protagonista l'ispettore della Forestale Marco Gherardini, detto Poiana.
Nel 2019 scrive la prefazione del libro ''[[Onyricana]]'' (Calamaro Edizioni - 2019) scritto dal suo amico e musicista [[Jimmy Villotti]].
Nel 2020, ancora con Machiavelli, ha pubblicato il romanzo breve ''[[Che cosa sa Minosse]]''.
=== Fumetti ===
Guccini è sempre stato un amante dei fumetti, come testimoniato anche da alcuni testi di canzoni,<ref>« [...] il mondo sognante e misterioso di Paperino» ''Amerigo, [[Amerigo (album)|Amerigo]], [[1978]].''</ref><ref>«Ridesti nel vedermi grande e grosso coi fumetti» ''Canzone delle situazioni differenti, [[Stanze di vita quotidiana]], [[1974]].''</ref><ref>« [...] e io danzo con Snoopy e con Linus...» ''Via Paolo Fabbri 43, [[Via Paolo Fabbri 43]], [[1976]].''</ref><ref>« [...] ecco i fumetti, proibiti da piccolo perché giudicati poco istruttivi. Sono le passioni giovanili della mia generazione.» citato in {{cita|Cotto|p. 94}}.</ref> oltre che autore e sceneggiatore di diversi libri a fumetti come ''Vita e morte del brigante Bobini detto «Gnicche»'' disegnato da Francesco Rubino, edito dalla [[Lato Side]], ''[[Lo Sconosciuto (fumetto)|Lo Sconosciuto]]'', con le illustrazioni di [[Magnus (fumettista)|Magnus]], e sceneggiatore di ''[[Storie dello spazio profondo]]'',<ref>{{cita web|url=http://www.tratteggi.com/show_fumetto.php?id_fumetto=10|titolo=Storie dello spazio profondo|accesso=12 giugno 2010|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20071006215231/http://www.tratteggi.com/show_fumetto.php?id_fumetto=10|dataarchivio=6 ottobre 2007}}</ref> disegnate dall'amico [[Bonvi]], pubblicate a partire dal [[1969]] sulla rivista ''Psyco'' e in seguito ristampate dalla [[Arnoldo Mondadori Editore|Mondadori]] e da altri editori.<ref>{{cita web|url=http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/13794/storie-dello-spazio-profondo/|titolo=Storie dello spazio profondo - Fantascienza.it|accesso=12 giugno 2010|dataarchivio=23 maggio 2010|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20100523170121/http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/13794/storie-dello-spazio-profondo/|urlmorto=no}}</ref>
La vicenda raccontata nel libro creato con Rubino è quella vera di un [[brigante]] vissuto nella seconda metà dell'[[XIX secolo|Ottocento]] nelle campagne nei dintorni di [[Arezzo]] e nel [[Casentino]]; ''Gnicche'' (questo nomignolo è anche entrato in un proverbio di quella zona, «Sei peggio di Gnicche»).<ref>{{cita news|url=http://www.fumettologica.it/2016/12/francesco-guccini-fumetti-carosello-nobel-barks-morte-bonvi-intervista/|titolo=Francesco Guccini su Carosello, Bonvi, Magnus e il Nobel a Barks [Intervista]|autore=Alberto Brambilla|giorno=20|mese=dicembre|anno=2016|pubblicazione=[[Fumettologica]]|accesso=15 ottobre 2018|dataarchivio=15 ottobre 2018|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20181015153008/http://www.fumettologica.it/2016/12/francesco-guccini-fumetti-carosello-nobel-barks-morte-bonvi-intervista/|urlmorto=no}}</ref> La particolarità è che Guccini ha l'occasione di comporre alcune strofe in rima che nel fumetto vengono recitate da un contadino cantastorie, Giovanni Fantoni, per raccontare le vicende del brigante; frequenti le parole dialettali.<ref>{{cita libro|autore=F. Guccini e F. Rubino |titolo=Vita e morte del brigante Bobino detto Gnicche|editore=Lato Side|città=Roma|anno=1980}}</ref>
Dal punto di vista del disegno, Rubino si ispira a fumettisti come [[Gianni De Luca]] (ritenuto da alcuni uno dei grandi innovatori del fumetto italiano), e in qualche vignetta ha anche modo di disegnare un cantastorie molto simile a Guccini.
Il volume fu pubblicato nel dicembre del [[1980]] dalle edizioni [[Lato Side]], e la copertina fu realizzata da [[Lele Luzzati]]; non è stato mai più ristampato.
Nel 2008 una caricatura di Guccini firmata [[Massimo Cavezzali]] trovò posto nel volume ''[[I maledetti del rock italiano Segni e suoni di strada da Clem sacco ai 99 Posse]]'' (edizioni Del Grifo), catalogo della mostra di tavole originali dedicate ai rinnovatori della scena musicale italiana, con saggi di [[Vincenzo Sparagna]], [[Luca Frazzi]] ([[Rumore (rivista)|Rumore]]), [[Freak Antoni]] e [[Giuseppe Sterparelli]] ideatore dell'evento.
== Cinema ==
[[File:I giorni cantati (1979) - Guccini, Pietrangeli, Marini.jpg|thumb|Un'immagine tratta dal film ''[[I giorni cantati]]'' (1979) con (da sinistra) Guccini insieme a [[Paolo Pietrangeli]] e [[Giovanna Marini]]]]L'attività di Guccini nel [[cinema]], come attore o autore di colonne sonore, iniziò nel 1976 e non è mai stata particolarmente intensa ma è comunque costante e si è incrementata negli anni 2000.
La sua prima apparizione come attore fu in occasione del film ''Bologna. [[Fantasia, ma non troppo, per violino]]'' di [[Gianfranco Mingozzi]] del 1976. Si trattava di una puntata della serie televisiva ''Raccontare la città'' dedicata a [[Bologna]], nella quale interpretava il poeta cantante [[Giulio Cesare Croce]] che, nella trama del film, rivive nei secoli le vicende della città, accompagnando questo percorso con canzoni tratte (in parte o integralmente) da testi originali di Croce.<ref name=mymoviesbio>{{cita web|url=http://www.mymovies.it/biografia/?a=13976|titolo=Francesco Guccini|accesso=3 febbraio 2010|dataarchivio=19 dicembre 2009|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20091219084603/http://www.mymovies.it/biografia/?a=13976|urlmorto=no}}</ref> Altri interpreti del film furono [[Claudio Cassinelli]] e [[Piera Degli Esposti]] che interpretavano entrambi personaggi storici della città.
Come attore ha inoltre partecipato ai film ''[[I giorni cantati]]'' (1979, regia di [[Paolo Pietrangeli]]), la cui colonna sonora contiene la sua canzone ''Eskimo'' e ''Canzone di notte n. 2''; ''[[Musica per vecchi animali]]'' (1989, regia di [[Umberto Angelucci]] e [[Stefano Benni]], tratto dal romanzo di quest'ultimo ''[[Comici spaventati guerrieri]]''); ''[[Radiofreccia (film)|Radiofreccia]]'' (1998, esordio registico del cantautore [[Luciano Ligabue]]); ''[[Ormai è fatta!]]'' (1999, regia di [[Enzo Monteleone]]); ''[[Ti amo in tutte le lingue del mondo]]'' (2005), ''[[Una moglie bellissima]]'' (2007) e ''[[Io & Marilyn]]'' (2009), tutti diretti da [[Leonardo Pieraccioni]].<ref name=mymoviesbio />, ''[[Ignazio (film)|Ignazio]]'' (2006, regia di [[Paolo Pietrangeli]]). Nel 2013 partecipa al film documentario ''[[Alta Via dei Parchi. Viaggio a piedi in Emilia-Romagna]]'', nel quale viene intervistato da [[Enrico Brizzi]] nella sua casa di [[Pavana (Sambuca Pistoiese)|Pavana]].
Nella colonna sonora di ''[[Nero (film 1992)|Nero]]'' (1992, regia di [[Giancarlo Soldi]]) è contenuta la canzone ''Acque'', mentre come musicista ha scritto la colonna sonora di ''[[Nenè (film)|Nenè]]'' (1977, regia di [[Salvatore Samperi]]).
== Riconoscimenti ==
* Nell'ambito della ''Rassegna della canzone d'autore'' del [[Club Tenco]], Guccini riceve:
** [[1975]] – ''[[Premio Tenco]]'' per la carriera, insieme a [[Vinícius de Moraes]], [[Fausto Amodei]], [[Umberto Bindi]], [[Fabrizio De André]], [[Enzo Jannacci]]
** [[2015]] – ''Premio Tenco'' per la carriera
** [[1987]] – ''[[Targa Tenco]]'' per il brano ''Scirocco''
** [[1990]] – ''Targa Tenco'' per il brano ''Canzone delle domande consuete''
** [[1994]] – ''Targa Tenco'' per l'album ''Parnassius Guccinii''
** [[2000]] – ''Targa Tenco'' per il brano ''Ho ancora la forza''
* Nel [[1992]] gli viene conferito il [[Premio Librex Montale]] "''Poetry for Music''" per ''Canzone delle domande consuete''.<ref>«Nel 1992 gli è stato conferito il Premio Librex-Guggenheim Eugenio Montale per la sezione "Versi in Musica".» {{cita web|url=http://www.rainews24.it/ran24/rubriche/incontri/autori/guccini.asp|titolo=Biografia di Francesco Guccini su Rai News 24|accesso=13 giugno 2010|dataarchivio=3 aprile 2012|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20120403041211/http://www.rainews24.it/ran24/rubriche/incontri/autori/guccini.asp|urlmorto=no}}</ref>
* Dal 1992 al [[1997]] ha ricoperto il ruolo di presidente della giuria per l'assegnazione del premio letterario "Ghostbusters"<ref>{{cita web|url=http://www.tamburini.bo.it/notturni/ghost.htm|titolo=Il premio letterario Ghostbusters|accesso=13 giugno 2010|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20100127063612/http://www.tamburini.bo.it/notturni/ghost.htm|dataarchivio=27 gennaio 2010}}</ref>
* Nel 1992 un entomologo appassionato alla musica di Guccini scoprì una nuova specie di farfalla nell'[[Appennino tosco-emiliano]] e le diede il nome ''[[Parnassius mnemosyne guccinii]]''.
* Nel 1997 la coppia Guccini-[[Loriano Macchiavelli|Macchiavelli]] si aggiudica il [[Premio Alassio Centolibri - Un Autore per l'Europa]], con ''[[Macaronì. Romanzo di santi e delinquenti]]''.
* Nel [[1995]] riceve il premio Tributo ad Augusto Daolio, per la sua partecipazione all'album a scopo benefico [[Tributo ad Augusto]].
* Nel [[1998]] Guccini e Macchiavelli vincono l'edizione annuale del Police Film Festival con ''Macaronì: romanzo di santi e delinquenti''.
* Nel 1997 [[Luciano Tesi]] e [[Gabriele Cattani]] scoprirono un [[asteroide]] a cui successivamente diedero il nome ''[[39748 Guccini]]''.
* Nel 2000 "Via Paolo Fabbri 43" è diventato anche uno spettacolo teatrale di notevole successo, interpretato da Toni Mazzara e Stefano Dell'Accio, dedicato ovviamente a Francesco Guccini.<ref>{{cita web|url=http://www.santibriganti.it|titolo=www.santibriganti.it|accesso=13 giugno 2010|dataarchivio=4 luglio 2010|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20100704180647/http://www.santibriganti.it/|urlmorto=no}}</ref>
* Nel [[2001]] il suo racconto "''La Cena''" viene inserito nell'[[Antologia]] "Racconti italiani del [[XX secolo|Novecento]]" (I Meridiani – [[Arnoldo Mondadori Editore|Mondadori]]).<ref>{{cita web|url=http://www.italica.rai.it/index.php?categoria=biografie&scheda=guccini|titolo=Biografia di Francesco Guccini su Italica.rai.it|accesso=13 giugno 2010|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20091012132228/http://www.italica.rai.it/index.php?categoria=biografie&scheda=guccini|dataarchivio=12 ottobre 2009}}</ref><ref>«Guccini è un contadino becero dell'Appennino tosco-emiliano che sa raccontare come quei contadini non si siano scrollati di dosso i costumi dei loro bisnonni.» {{cita web|url=http://www.vigata.org/rassegna_stampa/2001/Archivio/Art101_Lett_sett2001_Rep.htm|titolo=Enzo Siciliano, curatore della collana "I Meridiani" di Mondadori, riguardo all'opera di Guccini|accesso=13 giugno 2010|dataarchivio=8 novembre 2006|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20061108132842/http://www.vigata.org/rassegna_stampa/2001/Archivio/Art101_Lett_sett2001_Rep.htm|urlmorto=no}}</ref>
* Nell'autunno del [[2003]] Il comune di [[Carpi]] ([[Modena]]) celebra il quarantennale di carriera di Guccini, dedicandogli la mostra ''Stagioni di vita quotidiana''.<ref>{{cita web|url=http://www.giuseppecirigliano.it/GuccioEventi_1.htm|titolo=Stagioni di vita quotidiana, informazioni sull'evento|accesso=13 giugno 2010|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20081122000946/http://www.giuseppecirigliano.it/GuccioEventi_1.htm|dataarchivio=22 novembre 2008}}</ref>
* Nel [[2004]] ha ricevuto la ''Targa Ferrè'', prestigioso premio dedicato al [[Leo Ferré|celebre poeta]].
* Nel [[2005]] gli viene conferito, nella seconda edizione nazionale, il premio "Giuseppe Giacosa – Parole per la musica".<ref>«Francesco Guccini ha felicemente sposato nelle sue opere cultura locale e globale, colta e popolare, impegno e ironia, modernità e radici, con la credibilità che è in dono soltanto alle personalità artistiche più forti e spiccate: le sue ballate negli anni sessanta si sono aperte al vento di novità che soffiava dall'America di Bob Dylan, senza mai fare dell'immaginario italiano terra di conquista; i suoi versi hanno precisione e passo nobili, ma scivolano con gioia o dolore nel cuore del grande pubblico; le sue invettive hanno la forza che trascina, ma ancor di più quella che semina dubbio e sorriso; le sue storie in musica hanno saputo accompagnare una generazione in anni in cui il paese si andava faticosamente modernizzando, e ora che la tentazione è l'oblio i suoi libri (da Cròniche epafàniche a Vacca d'un cane, fino a Cittanòva blues) mettono in luce memoria e tradizione.» ''Motivazione del conferimento del premio "Giuseppe Giacosa–Parole per la musica".''</ref>
* Il 17 giugno [[2006]] vince il Premio Città di [[San Lazzaro di Savena|San Lazzaro]], riconoscimento promosso dall'Amministrazione Comunale e volto a riconoscere il legame con San Lazzaro di Savena di personalità che, «indipendentemente dalla residenza anagrafica», siano ''riconosciute quali membri della comunità locale''.
* Il 29 luglio 2006 il [[Consiglio comunale]] di [[Porretta Terme]] lo nomina [[Cittadinanza onoraria|Cittadino Onorario]] per aver dato lustro alla città e a tutta l'alta valle del Reno nonché per il suo particolare impegno civile e morale.
* Il 6 agosto 2006 ha ricevuto, durante il tradizionale ''Campionato italiano della bugia'' a Le Piastre, sulla Montagna Pistoiese, il Bugiardino ''ad honorem''. Guccini si era presentato sul palco con la bugia: «Salve, sono Lucio Dalla!».
* Nel marzo del [[2007]] viene premiato a [[Catanzaro]] con il "''Riccio d'argento''" per il miglior [[album live]] d´autore.<ref>{{cita web|url=http://www.ruggeropegna.it/news.asp?ID=1121&cate=4|titolo=Storico Guccini, in quattromila a cantare!|accesso=13 giugno 2010|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20120425112316/http://www.ruggeropegna.it/news.asp?ID=1121&cate=4|dataarchivio=25 aprile 2012}}</ref><ref>«Per aver scritto alcune delle pagine più belle e prestigiose della storia della canzone d´autore.» Motivazione del conferimento del "Riccio d'argento" per il miglior live d'autore</ref>
* Nel giugno del 2007 viene premiato dalla manifestazione "''Serravalle Noir 2007''" insieme a Loriano Macchiavelli per il romanzo "''Tango e gli altri – romanzo di una raffica, anzi tre''".<ref>{{cita web|url=https://giallopistoia.blogspot.com/2008/03/serravalle-noir-2008.html|titolo=Serravalle Noir 2007|accesso=13 giugno 2010|dataarchivio=9 marzo 2014|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20140309183330/http://giallopistoia.blogspot.com/2008/03/serravalle-noir-2008.html|urlmorto=no}}</ref>
* L'8 dicembre 2007 – "Tango e gli altri. Romanzo di una raffica, anzi tre" vince il Premio Scerbanenco con la seguente motivazione: "Imperniato su un lontano delitto dei giorni delle brigate partigiane, il romanzo esprime, con collaudata perizia narrativa, un attualissimo desiderio di non rifuggire le verità della Storia".
* Il 15 marzo [[2008]] a [[Pistoia]] riceve il premio "Ceppo Cultura del Verde".
* Il 3 ottobre 2008 a Carpi riceve il premio Arturo Loria per il libro di racconti "[[Icaro]]".<ref>{{cita web|url=http://www.carpidiem.it/cgi/jump.cgi?t=default&s=1256162082927615866&d=1&ID=91866|titolo=Premio Arturo Loria 2008|accesso=13 giugno 2010|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20150923200608/http://www.carpidiem.it/cgi/jump.cgi?t=default&s=1256162082927615866&d=1&ID=91866|dataarchivio=23 settembre 2015|urlmorto=sì}}</ref>
* Nel [[2010]] riceve il [[Premio Chiara]] nella categoria ''Premio Le Parole della Musica''. È il primo cantautore a ricevere questo premio.<ref>{{Cita web|url = http://www.premiochiara.it/edizioni-precedenti/albo-oro-chiara-parole-musica/|titolo = ALBO D’ORO DEL PREMIO CHIARA LE PAROLE DELLA MUSICA|sito = premiochiara.it|accesso = 7 maggio 2019|dataarchivio = 7 maggio 2019|urlarchivio = https://web.archive.org/web/20190507130312/http://www.premiochiara.it/edizioni-precedenti/albo-oro-chiara-parole-musica/|urlmorto = no}}</ref>
* Nel [[2013]] riceve il [[Premio Amnesty Italia]] con [[Enzo Avitabile]].<ref name="EAF"/>
*[[Cittadinanza onoraria]] del comune di [[Sambuca Pistoiese]] conferitagli nell'anno [[2016]] per aver portato lustro al territorio, per aver preservato e promosso la cultura locale a vaste pluralità di persone
==
{{Onorificenze
|immagine=ITA OMRI 2001 Uff BAR.svg
|nome_onorificenza = Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
|collegamento_onorificenza = Ordine al merito della Repubblica Italiana
|motivazione = Di iniziativa del Presidente della Repubblica
|luogo= 26 maggio [[2004]]<ref>{{cita web|url=http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=138060|titolo=Guccini Sig. Francesco - Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana|editore=quirinale.it|accesso=6 luglio 2012|dataarchivio=20 febbraio 2017|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20170220094502/http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=138060|urlmorto=no}}</ref>
}}
{{Onorificenze
|immagine=Olive wreath.svg
|nome_onorificenza=Laurea ''honoris causa'' in [[Scienze della formazione|Scienze della Formazione Primaria]]<ref>{{Cita web |url=http://www.almanews.unibo.it/01_02/html/guccini.htm |titolo=Guccini, laurea honoris causa a Francesco Guccini |accesso=22 maggio 2012 |dataarchivio=25 aprile 2012 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20120425112316/http://www.almanews.unibo.it/01_02/Html/guccini.htm |urlmorto=no }}</ref>
|collegamento_onorificenza =
|motivazione = Alla sua più nota veste di cantautore, Francesco Guccini ha sempre abbinato un interesse profondo per gli aspetti e le forme della narrativa, della comunicazione e dei linguaggi, trovando un seguito straordinario e continuato presso tutti i giovani delle generazioni con cui è entrato in contatto. Pertanto, data l'efficacia e la rispondenza di queste sue multiformi capacità espressive, è lecito riconoscergli un ruolo di formatore extrascolastico. Si può in sintesi affermare che la sua opera di mediatore culturale si è rivolta sovente al di fuori della sua rinomata attività di cantautore, a cui del resto va riconosciuta una non comune profondità di messaggio e di contenuti. Di questa poliedricità sono prova le sue numerose realizzazioni e pubblicazioni, tutte scaturite da un'attenta e consapevole preparazione e dal ricorso a ricerche documentarie metodologicamente corrette e coerenti, spaziando in diversi generi letterari. Dietro il prodotto della sua opera artistica si scopre un gusto raffinatissimo per la ricerca espressiva, per la valorizzazione di certe forme di linguaggio, che mai sono affidate al caso: poggiano su studi attenti, sul piacere di condurre approfonditi percorsi culturali, sono elementi di costruzione di una proposta musicale, che lo hanno distinto positivamente nel panorama degli altri cantautori. Anche se il paragone può, forse, apparire imbarazzante ed azzardato, per il differente spessore del riconoscimento che ha ricevuto Dario Fo, da molti definito , con la consegna del Premio Nobel per la letteratura, direi che col conferimento della laurea a Francesco Guccini i nostri Atenei intendono esprimere apprezzamento per il valore dell'opera di un uomo che saputo incessantemente rappresentare la solida ed antica tradizione italiana dei medioevali.
|luogo =[[Università di Bologna]] e [[Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia]], 21 ottobre [[2002]].
}}
{{Onorificenze
|immagine=Olive wreath.svg
|nome_onorificenza=Laurea ''honoris causa'' in [[Scienze sociali|Scienze umanistiche]]<ref>{{Cita web |url=http://www.repubblica.it/persone/2012/05/21/news/laurea_francesco_guccini-35656148/ |titolo=Guccini, laurea honoris causa "La mia America modenese" |accesso=22 maggio 2012 |dataarchivio=22 maggio 2012 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20120522103423/http://www.repubblica.it/persone/2012/05/21/news/laurea_francesco_guccini-35656148/ |urlmorto=no }}</ref>
|collegamento_onorificenza =
|motivazione = Le consegniamo questa laurea per le sue canzoni che sono amate da tutte le generazioni, come lo dimostrano i suoi concerti, sempre pienissimi. Canzoni che sanno raccontare con poesia, ironia e rabbia le piccole e le grandi storie dei nostri tempi. Con le sue canzoni lei ha anche portato un pezzo di America in Italia. Lei è una delle più importanti figure culturali italiane, non ha avuto paura di prendere posizione o di sfidare lo status quo con un linguaggio diretto e incisivo e la sua opera costituisce un dialogo stimolante e continuo con il suo pubblico. Ispirato da musicisti come Bob Dylan, le sue canzoni hanno anche contribuito a portare in Italia una certa idea di America, Paese che ha conosciuto prima attraverso le storie del prozio Amerigo, emigrato e poi tornato in Italia, e più tardi attraverso la letteratura e la musica della Beat Generation. Siamo quindi felici di accoglierla nella nostra famiglia.
|luogo =[[American University of Rome]], 21 maggio [[2012]].
}}
== Discografia ==
{{vedi anche|Discografia di Francesco Guccini}}
Guccini è legato alla [[EMI Italiana]] dal [[1967]], risultando l'artista italiano da più anni sotto contratto con questa casa discografica e il secondo nel mondo dopo [[Paul McCartney]].
=== Album in studio ===
* 1967 – ''[[Folk beat n. 1]]''
* 1970 – ''[[Due anni dopo]]''
* 1970 – ''[[L'isola non trovata]]''
* 1972 – ''[[Radici (album)|Radici]]''
* 1974 – ''[[Stanze di vita quotidiana]]''
* 1976 – ''[[Via Paolo Fabbri 43]]''
* 1978 – ''[[Amerigo (album)|Amerigo]]''
* 1981 – ''[[Metropolis (Francesco Guccini)|Metropolis]]''
* 1983 – ''[[Guccini (album)|Guccini]]''
* 1987 – ''[[Signora Bovary]]''
* 1990 – ''[[Quello che non...]]''
* 1993 – ''[[Parnassius Guccinii (album)|Parnassius Guccinii]]''
* 1996 – ''[[D'amore di morte e di altre sciocchezze]]''
* 2000 – ''[[Stagioni (album)|Stagioni]]''
* 2004 – ''[[Ritratti (Francesco Guccini)|Ritratti]]''
* 2012 – ''[[L'ultima Thule]]''
* 2022 – ''[[Canzoni da intorto]]''
* 2023 – ''[[Canzoni da osteria]]''
==
=== Saggistica e narrativa ===
* ''[[Cròniche epafàniche]]'', Milano, Feltrinelli, 1989. ISBN 88-07-01391-6.
* ''[[Vacca d'un cane]]'', Milano, Feltrinelli, 1993. ISBN 88-07-01460-2.
* ''[[La legge del bar e altre comiche]]'', Bologna, [[Comix]], 1996. ISBN 88-7686-690-6.
* ''[[Macaronì. Romanzo di santi e delinquenti]]'', con [[Loriano Macchiavelli]], Milano, Mondadori, 1997. ISBN 88-04-41753-6.
* ''[[Dizionario del dialetto di Pàvana]]. Una comunità fra Pistoiese e Bolognese. Stampato in occasione del Millenario di Pàvana 998-1998'', Pàvana-Porretta Terme, Pro loco-Gruppo di studi alta valle del Reno, 1998.
* ''[[Un disco dei Platters - Romanzo di un maresciallo e una regina]]'', con Loriano Macchiavelli, Milano, Mondadori, 1998. ISBN 88-04-45062-2.
* ''[[Un altro giorno è andato. Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto]]'', [[Firenze]], [[Giunti]], 1999. ISBN 88-09-02164-9; poi ''Portavo allora un eskimo innocente. Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto'', Firenze-Milano, Giunti, 2007. ISBN 978-88-09-05578-0.
* ''[[Questo sangue che impasta la terra]]. Romanzo'', con Loriano Macchiavelli, Milano, Mondadori, 2001. ISBN 88-04-48814-X.
* ''Storia di altre storie'', con [[Vincenzo Cerami]], [[Casale Monferrato]], [[Edizioni Piemme|Piemme]], 2001. ISBN 88-384-5150-8; poi ''Storia di altre storie. Il gioco della memoria'', Milano, Piemme, 2012. ISBN 978-88-566-2955-2.
* ''[[Lo Spirito e altri briganti]]'', con Loriano Macchiavelli, Milano, Mondadori, 2002. ISBN 88-04-50272-X.
* ''[[Il vecchio e il bambino]]'', la canzone di Francesco Guccini, illustrata da [[Fabio Magnasciutti]], Roma, [[Lapis]], 2002. ISBN 88-87546-50-9.
* ''[[Cittanòva blues]]. Romanzo'', Milano, Mondadori, 2003. ISBN 88-04-52249-6.
* ''[[L'uomo che reggeva il cielo]]'', [[Pistoia]], Libreria dell'Orso, 2005. ISBN 88-7415-024-5.
* ''[[Tango e gli altri. Romanzo di una raffica, anzi tre]]'', con Loriano Macchiavelli, Milano, Mondadori, 2007. ISBN 978-88-04-56128-6.
* ''[[Icaro (romanzo)|Icaro]]'', Milano, Mondadori, 2008. ISBN 978-88-04-56221-4.
* ''[[Non so che viso avesse. La storia della mia vita]]'', Milano, Mondadori, 2010. ISBN 978-88-04-58362-2. (Pubblicato successivamente con il sottotitolo ''Quasi un'autobiografia'')
* ''[[Malastagione]]'', con Loriano Macchiavelli, Milano, Mondadori, 2011. ISBN 978-88-04-60667-3.
* ''[[Dizionario delle cose perdute]]'', Milano, Mondadori, 2012. ISBN 978-88-04-61285-8.
* ''[[Nuovo dizionario delle cose perdute]]'', Milano, Mondadori, 2014. ISBN 978-88-04-63440-9
* ''[[La pioggia fa sul serio. Romanzo di frane e altri delitti]]'', con Loriano Macchiavelli, Milano, Mondadori, 2014 ISBN 978-88-04-63478-2
* ''[[Piccolo manuale dei giochi di una volta]]'', Milano, Mondadori, 2015. ISBN 978-88-04-65249-6
* ''[[Un matrimonio, un funerale, per non parlare del gatto]]'', Milano, Mondadori, 2015. ISBN 978-88-04-65806-1
* ''[[Tempo da elfi. Romanzo di boschi, lupi e altri misteri]]'', con Loriano Macchiavelli, Milano, Giunti Editore, 2017. ISBN 978-88-098-5070-5
*''[[Tralummescuro]]'', Milano, Giunti Editore, 2019. ISBN 978-88-098-9213-2
*''[[Che cosa sa Minosse]]'', con Loriano Macchiavelli, Milano, Giunti Editore, 2020. ISBN 978-88-098-6906-6
*''[[Storie liete, fiabe nere e tempi andati]]'', Milano, Rizzoli, 2021. ISBN 978-88-171-5668-4
*''[[Tre cene (l'ultima invero è un pranzo)]]'', Milano, Giunti Editore, 2021. ISBN 978-88-099-5008-5
*''[[Vola golondrina]]'', con Loriano Macchiavelli, Milano, Giunti Editore, 2023. ISBN 978-88-099-7797-6
===
* ''La cena'', ''[[Storie d'inverno]]'', Milano, A. Mondadori, 1994. ISBN 88-04-38699-1.
* ''[[Buona domenica, Miguel]]'', in "[[Delitti di carta. Quaderni gialli di racconti, studi, storie e cronistorie]]", n. 5, 1999. ISBN 88-491-1385-4.
* ''[[Berto e la principessa]]'', in ''La baia delle favole. Le storie più belle'', Firenze, Giunti junior, 2005. ISBN 88-09-04340-5.
* ''[[Bill si alzò]]'', in ''La memoria fugge in là. Parole per resistere'', Bologna, Perdisa, 2005. ISBN 88-8372-290-6.
* ''[[Il frizzare d'un tempo contro palato e gola]]'', in Sandro Toni (a cura di), ''[[Il gusto del delitto]]'', Milano-Parma, Leonardo Publishing, 2008. ISBN 978-88-6284-008-8.
=== Fumetti ===
* ''Galassia che vai...'', con [[Bonvi]], in "Psycho", 1969.
* ''Vivere ricchi e felici'', con Bonvi, in "Psycho", 1970.
* ''Legione dello spazio'', con Bonvi, in "Psycho", 1970.
* ''Pugni, pupe e robot'', con Bonvi, in "Psycho", 1970.
* ''Chi cerca trova e i cocci sono suoi'', con Bonvi, in "Psycho", 1970.
* ''Storie dello spazio profondo'', con Bonvi, 1972.
* ''Poche ore all'alba'', con [[Magnus (fumettista)|Magnus]], in "[[Lo Sconosciuto (fumetto)|Lo Sconosciuto]]", n. 1, luglio [[1975]].
* ''[[Vita e morte del brigante Bobini detto "Gnicche"]]'', 1980.
* ''Barbùn vs. Realtà'', disegni di [[Filippo Scozzari]], in "Re nudo", 1981.
* ''Gerry Pompa'', disegni di [[Massimo Cavezzali]], in Vincenzo Mollica e Sergio Sacchi (a cura di), ''Caro diario. Taccuino visivo del [[Tenco]] '82'', [[Sanremo]], Il Ponente, [[1983]].
==
=== Attore ===
* ''[[Fantasia, ma non troppo, per violino]]'' (1976)
* ''[[I giorni cantati]]'' (1979)
* ''Amerigo: nascita di una canzone'' (1979)
* ''Francesco Guccini e i Nomadi: un incontro'' (Album concerto) (1979)
* ''[[Le lunghe ombre]]'' (1987)
* ''[[Musica per vecchi animali]]'' (1989)
* ''[[Radiofreccia (film)|Radiofreccia]]'' (1998)
* ''[[Ormai è fatta!]]'' (1999)
* ''[[Ti amo in tutte le lingue del mondo]]'' (2005)
* ''[[Una moglie bellissima]]'' (2007)
* ''[[Io e Marilyn]]'' (2009)
* ''[[Il risveglio del fiume segreto]]'' (2012)
* ''[[Francesco Guccini La mia Thule]]'' (2013)
* ''[[Alta Via dei Parchi. Viaggio a piedi in Emilia-Romagna]]'' (2013) – documentario
* ''[[La linea gialla]]'' (2015)
* ''[[Son morto che ero bambino - Francesco Guccini va ad Auschwithz]]'' – documentario [[Rai Storia]] (2017)
* ''[[Enzo Jannacci - Vengo anch'io]]'', regia di Giorgio Verdelli – docufilm (2023) - se stesso
=== Colonne sonore ===
*
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*
== Note ==
==
* Anna Caterina Bellati (a cura di), ''Francesco Guccini. Dietro a frasi di canzoni'', Milano, C. Lombardi, 1993. ISBN 88-7799-033-3.
* {{cita libro|autore=Claudio Bernieri |titolo=Non sparate sul cantautore vol. 2º|editore=Edizioni Mazzotta|città=Milano|anno=1978|cid=Bernieri}}
* {{cita libro|autore=Massimo Bernardini|titolo=Guccini|città=Padova|editore=F. Muzio|anno=1987|ISBN=88-7021-429-X|cid=Bernardini}}
* Silvano Bonaiuti, con Maria Rosa Prandi, ''Scusi, è questo il mulino dei Guccini?'', Porretta Terme, L'arcobaleno, 2007. ISBN 978-88-903017-0-4.
* Annalisa Corradi, ''Francesco Guccini. Le cose più belle. [Ritagli di parole, ricordi, immagini e provocazioni]'', Reggio Emilia, Aliberti, 2008. ISBN 978-88-7424-139-2.
* {{cita libro|curatore=Massimo Cotto|titolo=Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto|url=https://archive.org/details/unaltrogiornoand0000unse|editore=Giunti|anno=1999|ISBN=88-09-02164-9|cid=Cotto}}
* {{cita libro|curatore=Massimo Cotto|titolo=Portavo allora un eskimo innocente: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto|editore=Giunti|città=Firenze|anno=2007|ISBN=978-88-09-05578-0|cid=Cotto 2007}}
* Catherine Danielopol, ''Francesco Guccini. Burattinaio di parole'', Bologna, Clueb, 2001. ISBN 88-491-1646-2.
* Roberto Festi e Odoardo Semellini (a cura di), ''Francesco Guccini: stagioni di vita quotidiana'', Carpi, Comune, 2003.
* {{cita libro|autore=Paolo Jachia |titolo=La canzone d'autore italiana 1958-1997|anno=1998|cid=Jachia 1998}}
* {{cita libro|autore=Paolo Jachia|titolo=Francesco Guccini. 40 anni di storie, romanzi, canzoni|città=Roma|editore=Editori Riuniti|anno=2002|ISBN=88-359-5306-5|cid=Jachia 2002}}
* [[Vincenzo Mollica]] (a cura di), ''Francesco Guccini'', Milano, Lato Side, 1981.
* Gemma Nocera, ''Le parole di Francesco Guccini. Romanzi, poesie, storie e ballate nelle canzoni di un poeta cantautore'', Torino, G. Zedde, 2009. ISBN 978-88-88849-40-9.
* Gian Carlo Padula, ''Dio non è morto. L'altro volto di Francesco Guccini'', Foggia, Bastogi, 2007. ISBN 978-88-8185-972-6.
* {{cita libro|autore=Federica Pegorin |titolo=Francesco Guccini. Cantore di vita|anno=2006|cid=Pegorin}}
* Brunetto Salvarani, Odoardo Semellini, ''Di questa cosa che chiami vita. Il mondo di Francesco Guccini'', Trento, Il Margine, 2007. ISBN 978-88-6089-018-4.
* Andrea Sanfilippo, ''Francesco Guccini. Storie di vita quotidiana. Un'autobiografia poetica'', Foggia, Bastogi, 2004. ISBN 88-8185-632-8.
* [[Michele Straniero]] (a cura di), ''Canzoni di Francesco Guccini'', Milano, Lato Side, 1979.
* Paolo Talanca, ''Fra la via Emilia e il West. Francesco Guccini: le radici, i luoghi, la poetica'', Milano, Hoepli Editrice, 2019. ISBN 978-88-203-9139-3.
* {{cita libro|autore=[[Pier Vittorio Tondelli]]|titolo=[[Un weekend postmoderno. Cronache dagli anni ottanta]]|editore=Bompiani|anno=1990|ISBN=88-452-5035-0|cid=Tondelli}}
* Gianluca Veltri, ''Francesco Guccini. Fiero del mio sognare'', Roma, Arcana, 2010. ISBN 978-88-6231-116-8.
== Voci correlate ==
* [[Claudio Lolli]]
* [[Club Tenco]]
* [[
* [[Discografia di Francesco Guccini]]
* [[
== Altri progetti ==
{{interprogetto
== Collegamenti esterni ==
* {{collegamenti esterni}}
* {{cita web|url=https://lanostrastoria.ch/galleries/francesco-guccini-negli-archivi-rsi|titolo=Francesco Guccini negli archivi della Radiotelevisione svizzera|editore=lanostraStoria.ch}}
{{Guccini}}
{{Premio Scerbanenco}}
{{Premio Fedeli}}
{{Premio Piero Chiara}}
{{Premio Selezione Campiello}}
{{Controllo di autorità}}
{{Portale|biografie|cinema|fumetti|letteratura|musica}}
{{vetrina|11|7|2010|Wikipedia:Vetrina/Segnalazioni/Francesco Guccini/5|arg=musica}}
[[Categoria:Attori cinematografici italiani]]
[[Categoria:Autori di gialli italiani]]
[[Categoria:Chitarristi italiani]]
[[
[[Categoria:Gruppi e musicisti della EMI Italiana]]
[[Categoria:Gruppi e musicisti dell'Emilia-Romagna]]
[[Categoria:Premiati con il Nettuno d'oro]]
[[Categoria:Studenti dell'Università di Bologna]]
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