Acireale: differenze tra le versioni

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{{Divisione amministrativa
{{wikificare}}
|Nome = Acireale
<!--tabella per la realizzazione di un comune-->
|Panorama = Timpa di Acireale.jpg
<!--questa tabella memorizza solo i parametri - la struttura/layout è nel template Comune-->
|Didascalia =
<!--NON modificare la prima riga e le righe dove compare il simbolo uguale-->
|Voce bandiera =
<!--sostituire gli spazi vuoti (&nbsp;) col testo o col numero che deve apparire nella tabella-->
|Voce stemma = Stemmi dei comuni della Terra d'Aci
<!--se non si sa cosa scrivere in una riga, mettere lo spazio vuoto (&nbsp;)-->
|Stato = ITA
<!--NON inserire ritorni a capo e NON modificare il numero delle righe-->
|Grado amministrativo = 3
<!--se non si scrive una riga, questa appare come uno spazio vuoto nella tabella-->
|Divisione amm grado 1 = Sicilia
{{Comune|
|Divisione amm grado 2 = Catania
nomecomune =
|Amministratore locale = Roberto Barbagallo
Acireale <!--scrivere qui il nome del comune-->
|Partito = [[lista civica]]
|
|Data elezione = 12-6-2023
nomepaese =
|Data istituzione =
[[Italia]] <!--non modificare-->
|Sottodivisioni = Vedi [[#Frazioni|elenco]]
|
|Divisioni confinanti = [[Aci Castello]], [[Aci Catena]], [[Aci Sant'Antonio]], [[Giarre]], [[Riposto]], [[Santa Venerina]], [[Zafferana Etnea]]
nomeregione =
|Zona sismica = 2
[[Sicilia]] <!--regione di appartenenza - con doppie parentesi quadre-->
|Gradi giorno = 978
|
|Nome abitanti = acesi o acitani
nomeprovincia =
|Patrono = [[Santa Venera]]
di Catania <!--nome provincia di appartenenza - senza parentesi quadre - col prefisso di Xxx-->
|Festivo = 26 luglio
|
|Soprannome = città delle cento campane
siglaprovincia =
|PIL =
CT <!--sigla della provincia di appartenenza - senza parentesi quadre-->
|PIL procapite =
|
|Mappa = Map of comune of Acireale (metropolitan city of Catania, region Sicily, Italy).svg
latitudine =
|Didascalia mappa = Posizione del comune di Acireale nella città metropolitana di Catania
37° 37‘ <!--scrivere la latitudine del capoluogo del comune - non scrivere Nord che viene messo automaticamente-->
|
longitudine =
15° 10‘ <!--scrivere la longitudine del capoluogo del comune - non scrivere Est che viene messo automaticamente-->
|
altitudine =
102 <!--scrivere l'altezza del capoluogo del comune in metri - non scrivere la m finale che viene messa automaticamente-->
|
superficie =
39 <!--scrivere la superficie del comune (in km2) - di solito con due decimali - - non scrivere km2 che viene messo automaticamente-->
|
popolazione =
51.601 <!--scrivere la popolazione totale del comune - col punto separatore delle migliaia - eventualmente aggiungere <small>2001</small>-->
|
densita =
1246 <!--scrivere la densità di popolazione del comune - con due decimali-->
|
frazionicomune =
Santa Maria La Scala, Santa Tecla, Stazzo, S.M.Ammalati, Guardia, Mangano, Capomulini, S.Cosmo, Balatelle, Pennisi, Loreto, Piano d'Api, Aciplatani<!--Eventuali frazioni - se non ci sono lasciare lo spazio &nbsp; - non scrivere nella riga sopra, ma solo in questa - nomi senza parentesi quadre (di norma) - separati da virgola e spazio - non usare <br> perché va a capo automaticamente-->
|
comunilimitrofi = [[Aci Castello]], [[Aci Catena]], [[Aci Sant'Antonio]], [[Giarre]], [[Riposto]], [[Santa Venerina (CT)|Santa Venerina]], [[Zafferana Etnea]] <!--Comuni confinanti anche di altre province - se non ci sono lasciare lo spazio &nbsp; - non scrivere nella riga sopra, ma solo in questa - nomi esatti con doppie parentesi quadre (sempre) - separati da virgola e spazio - non usare <br> va a capo automaticamente-->
|
cap =
95024 <!--codice di avviamento postale del comune - anche più di uno-->
|
prefisso =
095 <!--prefisso telefonico del comune - anche più di uno-->
|
istat =
087004 <!--codice istat del comune - 6 cifre con 0 iniziale-->
|
fiscale =
A028 <!--iniziale del codice fiscale-->
|
nomeabitanti =
acesi <!--nome degli abitanti-->
|
nomepatrono =
S.Venera e S.Sebastiano <!--nome del Santo Patrono del Comune-->
|
datapatrono =
27 Luglio e 21 Gennaio <!--ricorrenza del Santo Patrono - giorno festivo per il Comune - nella forma [[7 maggio]] con doppie parentesi quadre-->
|
sito =
[http://www.comune.acireale.ct.it/ acireale.it] <!--sito internet ufficiale del comune - con singole parentesi quadre-->
}}
'''Acireale''' (''Aci Rigali'' - <small>[[Alfabeto Fonetico Internazionale|AFI]]</small>: {{IPA|/ˌ(j)a.ʃɪ.ʐɪˈa.lɪ/}} - o ''Aci'' in [[Lingua siciliana|siciliano]]; ''Jaci Riali'' o ''Jaci'' in [[dialetto siciliano orientale]])<ref>{{Cita libro |autore=Aa.Vv. |titolo=Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani |anno=1996 |editore=[[Garzanti]] |città=Milano |pagine=5–6 |sbn=RLZ\0297393}}</ref> è un [[Comune (Italia)|comune italiano]] di {{Popolazione|ITA}} abitanti<ref name="template divisione amministrativa-abitanti" /> della [[città metropolitana di Catania]] in [[Sicilia]].
<!-- fine della tabella comune -->
 
Città formatasi da piccole migrazioni dal territorio a sud, oggi l'impianto urbanistico è quello tipico delle città tardo-medievali della [[Sicilia]].
'''Acireale''' è un comune di 51.601 abitanti della [[provincia di Catania]]. Luogo di celebri miti cantati da poeti antichi, e' posto su di un terrazzo vulcanico chiamato ''la Timpa'' in una posizione dominante sul mare, sulla costiera orientale dell'Etna. Alcuni studiosi vi collocano la leggenda classica di [[Ulisse]] e dei suoi compagni e del ciclope [[Polifemo]], figlio di [[Nettuno]], che accecato scaglia i massi.
 
Sorge a metà della costa [[Mar Ionio|ionica]] siciliana. I suoi abitanti si chiamano acesi (''jacitani'' in [[Lingua siciliana|siciliano]]). È sede della [[diocesi di Acireale]].
==Le origini==
Le origini della città nascono dal mito cantato dai poeti [[Virgilio]] ed [[Ovidio]] e si fanno risalire storia d'amore tra una ninfa chiamata [[Galatea]] ed un pastorello chiamato [[Aci (mitologia)|Aci]], ucciso per gelosia dal ciclope [[Polifemo]] e trasformato dal pietoso [[Giove]] in un fiume per farlo ricongiungere definitivamente con l'amata.
 
Acireale è nota, in particolar modo, per il suo [[Carnevale di Acireale|carnevale]], per la sua architettura Sette-Ottocentesca,le sue bellezze naturalistiche (tra cui la Timpa), la sua costa lavica, per la sua tradizione nel calcio e nella scherma nonché, fino a un decennio fa, per le sue [[Terme di Acireale|terme]]. Vicina all'[[Etna]], comprende nel suo territorio una serie di borghi marinari dotati di porticciolo, ossia, da sud a nord, [[Santa Maria la Scala|Capo Mulini]], [[Santa Caterina (Acireale)|Santa Caterina]], [[Santa Maria la Scala]], [[Santa Tecla (Acireale)|Santa Tecla]], [[Stazzo (Acireale)|Stazzo]] e [[Pozzillo (Acireale)|Pozzillo]].
==La storia==
La storia di Acireale, come quella di molte altre città è caratterizzata da una serie di crisi, dovute ad eventi naturali o cause economiche e da rinascite vigorose.<br/>
 
== Geografia fisica ==
Fondata dai [[greci]] con il nome di ''Xiphonia'' dal nome delpromontorio e Aci dal nome del fiume.
=== Territorio ===
Il comune si è formato nel tempo su di un [[altopiano]] di origine lavica, che è separato dal [[mar Ionio]] da uno scoscendimento di 161 metri chiamato ''[[Riserva naturale orientata La Timpa|la Timpa]]''. La [[costa]], dove sorgono diverse [[borgata|borgate]], è caratterizzata dalla [[scogliera]] di origine [[lava|lavica]]. Vi è anche una certa ricchezza di sorgenti d'[[acqua]] e di verde e la zona circostante è coltivata, soprattutto ad [[agrume|agrumi]]. Situato sulla Riviera dei Ciclopi, sul [[mar Ionio]], nella [[Sicilia orientale]], alle pendici meridionali dell'[[Etna]].
 
=== Clima ===
Conquistata dai romani, fu chiamata da [[Teocrito]] ed [[Eschilo ]] ''Akis'', ''Acis'' da [[Ovidio]] e [[Silio Italico]], ''Acin'' da [[Claudione]]. Famose furono le sue [[terme]], alimentate da acque sulfuree provenienti dal vulcano [[Etna]]. Partecipò alla [[seconda guerra punica]].
{{vedi anche|Stazione meteorologica di Acireale}}
Il clima è tipicamente mediterraneo, con estati calde e secche e inverni miti e piovosi. La neve è rara, ma si è vista occasionalmente nel corso degli anni durante forti ondate di freddo.
 
== Origine del nome ==
La prima eruzione di cui si narra fu quella del [[396 AC|396 a.C.]], che arrivò al mare ed impedì a [[Imilcone]], condottiero cartaginese, di percorrere il litorale da [[Naxos]] a [[Catania]], e che stravolse il territorio acese.
Il toponimo di questa città è caratterizzato, come per molti altri insediamenti urbani limitrofi, dal riferimento al [[Mitologia greca|mito siculo-greco]] di [[Aci (mitologia)|Aci]]. {{Polytonic|Ἄκις}} (''Ákis'') - o {{Polytonic|Ἆκις}} (''Âkis'') -<ref>Si tratta di un sostantivo di terza declinazione, che normalmente viene reso in italiano con una desinenza in ''-ide'', come in ''Paride''. La traduzione italiana (forse per influenza dell'uso siciliano) ha reso questo nome semplicemente ''Aci'', al pari del nome di ''Dafni'', un altro mitico pastore che per analogia avrebbe dovuto essere reso con ''Dafnide''.</ref> era in origine un potamonimo, cioè il nome dato a fiumi o torrenti, che si riferiva proprio al fiume [[Aci (fiume)|Aci]], il cui corso è ormai estinto. Prima ancora però che il suo corso fluviale si interrompesse, i Greci ne avevano tratto un racconto mitico che poneva a protagonista la personificazione del fiume sotto forma di pastore. Da qui si spiega anche la diffusione in tutta l'area circostante dei nomi delle località di [[Aci Bonaccorsi]], [[Aci Castello]], [[Aci Catena]], [[Aci Sant'Antonio]], [[Aci San Filippo]] e [[Acitrezza]].
 
Successivamente latinizzata con il femminile ''Acis'' o con il neutro ''Acium'', la città acquisì anche la qualifica di "''regale''" divenendo dapprima ''Acis Aquilia'' e infine ''Acis Regalis'' (o ''Acium Regale'').
Nei secoli successivi le guerre, i saccheggi e le distruzioni dovute a eruzioni e terremoti costrinsero gli abitanti a spostarsi piu' a sud e le informazioni sono abbastanze confuse.
 
È così che ancora oggi in siciliano è detta ''Aci Rigali''<ref>La [[lingua siciliana]] ha una sua ortografia e fonologia - differenti da quelle della lingua italiana - per questo la 'g' scritta in ''rigali'' è muta in quasi tutti i dialetti siciliani, ad eccezione di alcuni. Al contempo è utile denotare come anche l'italiano abbia prodotto dall'aggettivo latino ''legale'' (similare per morfologia) sia il volgare italiano ''leale'' sia il latinismo ''legale''.</ref> e localmente ''Jaci [riali]''.<ref>con il tipico dittongo in posizione tonica che caratterizza i dialetti siciliani orientali.</ref> I suoi abitanti sono noti in siciliano con il demonimo di ''jacitani''<ref>In lingua siciliana standard ''acitanu'' (m.s.), ''acitana'' (f.s.), ''acitani'' (m. e f. pl.).</ref> mentre in italiano sono detti ''acesi'' o anche ''acitani''.
Nell'[[VII secolo]] d.C. i [[bizantini]] che, probabilmente la chiamarono ''Jachium'', vi costruirono un castello a difesa della popolazione dalle scorrerie musulmane.
 
== Storia ==
Nell'estate del [[902]] il musulmano [[Ibrahim]] sottomise le città, radendola al suolo e distruggendo anche il castello.
{{Vedi anche|Storia di Acireale}}
[[File:Passaggio di don Redin ad Acireale dipinto di Giacinto Platania del XVII secolo.jpg|thumb|Vista della città nel XVII secolo (''Amplissima Acis Urbs'', [[Giacinto Platania|G. Platania]] (1657; [[Biblioteca e pinacoteca Zelantea|Pinacoteca Zelantea]]).]]
[[File:Acireale-Gonfalone.png|miniatura|253x253px|Il gonfalone civico.]]
Il nome della città deriva dalla [[mitologia greca]], in cui vi era posto per un personaggio chiamato [[Aci (mitologia)|Aci]]. Questi era un [[pastore]] di cui si innamorò la ninfa [[Galatea (Nereide)|Galatea]], di cui a sua volta era innamorato il ciclope [[Polifemo]] che schiacciò il rivale sotto un masso. Dal sangue del pastore nacque un [[Aci (fiume)|fiume]]<ref>{{cita testo|url=http://www.csssstrinakria.org/mitos.htm|titolo=Approfondimento|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20070205110742/http://www.csssstrinakria.org/mitos.htm|sito=Centro studi storico-sociali siciliani}}</ref> chiamato ''Akis'' dai [[Antica Grecia|Greci]], prevalentemente sotterraneo. Il nome della città ha subito dunque una lenta evoluzione: diventò ''Jachium'' nel periodo [[Impero bizantino|Greco-bizantino]], ''Al Yag'' con gli [[Arabi]] e ''Jaci'' con gli [[Impero spagnolo|Spagnoli]]. Nel [[XIV secolo]] la città si stabilì nel territorio attuale (prima sorgeva nei pressi del [[castello di Aci]], oggi [[Aci Castello]]) con il nome di ''Aquilia Vetere'' prima, e di ''Aquilia Nuova'' in seguito. Il nome ''Acireale'' fu attribuito alla città, secondo la tradizione, da [[Filippo IV di Spagna]] solo nel [[1642]].<ref>{{cita web|url=http://www.siciliatourist.tv/etnatv/sud/acireale.htm|titolo=Articolo|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20060823181512/http://www.siciliatourist.tv/etnatv/sud/acireale.htm}}</ref>
 
{{Approfondimento
Nel [[909]] il [[Califfo Al Moez]], fece riedificare sulla rupe una fortificazione (''kalat''), che doveva far parte di un più vasto sistema difensivo atto a proteggere l'abitato.
|titolo = Una capitale "semi-perfetta"
|contenuto = [[File:Aci early900.JPG|left|thumb|upright=1.4|Piazza Duomo agli inizi del Novecento]]
Al centro di ricchi traffici mercantili e popolata da nobili e ricchi artigiani per secoli, Acireale è stata vicina spesso ad affermarsi come capitale, specie nei confronti degli altri casali vicini a cui fornì sia le menti che finanziamenti. Tuttavia la storia della città caratterizzata da crescite e crisi la farebbero meglio definire come capitale "semi-perfetta". Acireale non fu mai capitale (tranne un brevissimo periodo nel [[XVI secolo]], con gli [[Alagona]]) e a testimonianza quasi eloquente di questo paradosso può essere portato il [[Duomo di Acireale|Duomo]], realizzato nelle maestose forme tardo-barocche secoli prima che la città fosse elevata a sede di [[Diocesi di Acireale|Diocesi]], le chiese, i palazzi nobiliari e tutto il suo centro storico o la stessa riacquisizione della demanialità operata con un'onerosa tassazione delle mercanzie, avvenuta fra l'altro ben due volte.
}}
 
Si narra che Acireale e le altre Aci trassero la propria origine da [[Xiphonia]], una misteriosa città greca oggi del tutto scomparsa. I poeti [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]] e [[Publio Ovidio Nasone|Ovidio]] fecero risalire il [[mito]] della fondazione alla storia d'amore tra Galatea ed Aci, ucciso per gelosia dal ciclope Polifemo.
Nell'[[X secolo]] sotto la dominazione araba fu chiamata ''Al Yag'' o ''LiYag'' e fu un importante centro della Sicilia orientale.
 
In epoca romana nello stesso territorio nacque una città chiamata Akis, e che storicamente partecipò alle [[guerre puniche]]. Nel [[Medioevo]] il borgo si consolidò attorno al [[castello di Aci]] e solo nel [[XIV secolo|Trecento]] una decina di nuclei familiari si spostarono più a nord, dove nacque ''Aquilia (Aci d'Aquila)'' o ''Aquilia Nuova'', primo punto stabile dell'odierna città.
Nel [[1092]] la città fu conquistata dai [[normanni]] [[Roberto il Guiscardo]] e [[Ruggero d'Altavilla]]. Negli anni successivi il castello fù dato in dono all'abate/vescovo di [[Catania]] [[Ausgerio da S.Eufemia]].
Il [[XVI secolo|Cinquecento]] fu importantissimo per Aquilia Nuova, dove si consolidò un forte ceto mercantile che portò una notevole ricchezza alla città e si insediarono diverse corporazioni e ordini religiosi lasciando un'impronta tanto indelebile che ancora oggi spesso viene citata come "la città dalle cento campane".
 
{{Citazione|Acireale è una sorta di medioevale [[Avignone]] sede di tutte le possibili corporazioni e ordini, religiosi e conventi ed istituti e collegi e perfino di sei licei cattolici (oltreché di uno statale)…|[[Carlo Levi]], ''Tracce della memoria'', p. 98.}}
Nel [[1126]] il [[Vescovo Maurizio]] ricevette nel castello di Aci le reliquie di Sant'Agata, riportate in patria da [[Costantinopoli]] dai cavalieri Goselino e Gisliberto. All'interno di un ambiente che probabilmente era una piccola cappella, sono ancora visibili alcune tracce di un affresco che ricorda appunto l'avvenimento.
 
Nel [[1528]] l'imperatore [[Carlo V d'Asburgo|Carlo V]] la eresse a comune. Nel [[XVII secolo|Seicento]], il territorio di Aquilia perse molti territori (divenuti ''universitas'', cioè città) ma ottenne il nome odierno, grazie all'intervento del re Filippo IV nel [[1642]]. L'11 gennaio [[1693]] la città fu in parte distrutta dal [[terremoto del Val di Noto del 1693|terremoto]], che sconvolse tutta la Sicilia sud-orientale.<ref>«… le Chiese, Oratori, e lochi pii, tutte rovinarono eccettuatene alcune poche, come la [[Cattedrale di Acireale|Chiesa Maggiore]] … che si mira destrutta nelle volte dell'ale e del Mattello, e pure nella Cupola, e parte del Campanile…», mentre la [[Basilica dei Santi Pietro e Paolo (Acireale)|basilica collegiata dei Santi Apostoli Pietro e Paolo]] … «patì alcune fessure e precipitò la volta del Cappellone Maggiore dipinta da un insigne pittore messinese unitamente la Sagristia e la Cappella collaterale di Gesù e Maria, rovinò la [[Basilica collegiata di San Sebastiano|Chiesa di San Sebastiano]] buttando al suolo il coro dipinto dal vago pennello d'un esimio pittore acitano…». Pagina 31, Cherubino Alliotta, Le tre corone, Catania, 1693. Ristampa anastatica in C. Cosentini, ''Il Terremoto del 1693 ad Acireale'', collana ''Memorie e rendiconti'', serie IV, vol. III, Accademia degli Zelanti e dei Dafnici, Acireale, 1993.</ref> Il processo di ricostruzione che seguì favorì l'esplosione e la magnificenza del architettura barocca in tutte le sue infinite sfaccettature.
L'eruzione del [[1169]] fu accompagnata il [[4 febbraio]] da uno dei terremoti più funesti che diede impulso ad una corrente di lava che, si narra, arrivò sino al castello di Aci. In quella occasione parte della popolazione si spostò nella cosiddetta contrada ''di Aquilio'' (derivante dal console romano [[Manlio Aquilio]] che si narra, lì nel [[104 a.C.]] sedò un tumulto di folla) e che sarebbe la odierna zona di ''Anzalone'', da cui prese il nome di ''Aquilia''.
 
Nel [[1848]] fu uno dei principali centri dei moti in Sicilia e nel [[1860]], dopo lo [[sbarco dei Mille]], è stata la prima città insorta ad innalzare il [[tricolore]] in Sicilia.<ref>Citazione da Salvatore Rizzo, in ''Acireale. Guida monumentale e turistica'', edito ad Acireale nel 1977, {{cita libro |sbn=PBE0065466}}</ref> Dal 1861 è stata capoluogo del [[Circondario di Acireale]], abolito poi, come tutti i circondari d'Italia, dal regime fascista nel [[1927]]. Nel [[1873]] con l'apertura dello stabilimento termale Santa Venera e l'inaugurazione dell'annesso ''Grand Hotel des Bains'', Acireale divenne un centro termale di una certa notorietà.
Nel [[1239]] l'imperatore [[Federico II di Svevia]] rimosse il vescovo Gualtiero di Palearia. Il possesso del castello e del territorio passò quindi al demanio.
Ottiene il titolo di [[Città]] con decreto presidenziale del 30 novembre [[2005]].
 
Oggi è nota in particolar modo per il [[Carnevale di Acireale]], tra i più famosi a livello nazionale, che attrae visitatori provenienti da gran parte d'Italia, data la presenza, accanto ai carri allegorico-grotteschi e ai gruppi mascherati in sfilata, dei carri infiorati, prerogativa tipica acese.
Alla fine del [[XII]] secolo, durante il breve periodo angioino il castello tornò nuovamente in possesso dei vescovi di Catania.
 
Inoltre, grazie alla presenza del PalaTupparello, il palazzetto dello sport più capiente in Sicilia, Acireale è spesso nota per ospitare, ogni anno, numerosi concerti dei più noti cantanti e gruppi musicali italiani.
Nell'inizio del[[XIV secolo]] [[Federico III d'Aragona]], re di Sicilia, concesse in premio il fondo di Aci ed il relativo castello all'ammiraglio [[Ruggero di Lauria]]. Quando però quest'ultimo tramo con gli [[angioini]], il re fece espugnare il castello ([[1297]]), usando una torre mobile di legno chiamata ''Cicogna''.
 
=== Simboli ===
Nel [[1320]] [[Federico III d'Aragona]] cedeva il territorio del Castello di Aci a [[Blasco di Alagona]] al quale successe il figlio Artale.
{{Vedi anche|Stemmi dei comuni della Terra d'Aci}}
Lo stemma attuale di Acireale si ricollega al [[sigillo (oggetto)|sigillo]] dell{{'}}''[[Universitas]] di Aci'' concesso al tempo dell'ottenimento dell'autonomia comunale e apposto su un documento del 1592. Vi compaiono i tre faraglioni uscenti dal mare e il castello con tre torri concesso nel 1092 dal conte Ruggero al vescovo abate Angerio insieme al suo territorio, che divenne un importante baluardo del sistema difensivo del ''Regnum Siciliae'', e allo stesso tempo simbolo identificativo dell'antica Aci. Dopo il 1626, compaiono anche il leone coronato, presente nello stemma della Casa Reale di Spagna in Sicilia, la bandiera reale e le iniziali A G.
 
Lo stemma storico venne riconosciuto con decreto del capo del governo del 29 settembre 1936<ref name="ACS">{{cita web |url=http://dati.acs.beniculturali.it/comuni/comuni.printDetail.html?409 |titolo=Acireale |sito=Archivio Centrale dello Stato |accesso=9 agosto 2022}}</ref><ref name="Bozzetti">{{Cita web|url=https://patrimonioacs.cultura.gov.it/patrimonio/f9bd1948-1d05-4de0-b916-354d8800ae66/9-acireale|titolo=Bozzetti di stemma e gonfalone del Comune di Acireale|sito=ACS, Raccolta dei disegni degli stemmi di comuni e città|accesso=2024-10-16}}</ref> ed era così [[Blasonatura|blasonato]]: ''d'azzurro, al castello a sinistra uscente dal mare, merlato alla ghibellina e fra i merli al leone rampante coronato d'oro, tenente con le branche uno stendardo bifido di rosso, carico delle lettere capitale A. G. d'oro, il castello accostato nel centro da tre faraglioni''.
Nel [[1326]] fu saccheggiata dalle truppe di [[Roberto d'Angiò]] comandate da [[Beltrando Del Balzo]].
 
Lo stemma attuale è stato modificato con delibera del consiglio comunale del 6 dicembre 2008<ref>{{cita web |url=http://www.comune.acireale.ct.it/News.aspx?ID=283 |titolo=Il consiglio comunale approva il nuovo stemma della città |sito=Comune di Acireale |citazione=Di cielo, al mare di azzurro fluttuoso d'argento sostenente a sinistra lo scoglio di grigio al naturale uscente dal fianco sinistro; esso scoglio sostenente il castello triturrito d'oro, la torre centrale più alta e più larga, esso castello, murato di nero, merlato alla guelfa, il fastigio di cinque, le torri ognuna di tre, esso castello, aperto di nero finestrato dello stesso, tre poste in fascia; le torri ognuna di due ordinate in palo; la torre centrale sostenente il leone d'oro uscente, linguato di rosso, coronato all'antica d'oro, tenente, con le zampe anteriori l'asta di nero munita del vessillo bifido e svolazzante a destra di rosso caricato dalla croce d'oro, esso castello accompagnato a destra da tre faraglioni fortemente cuspidati di grigio al naturale fondati sul mare; il tutto accompagnato nel cantone destro del capo dalle lettere maiuscole A e G d'oro. Ornamenti esteriori da Città.}}</ref> e concesso con decreto del presidente della Repubblica del 27 febbraio 2009.<ref name="Governo">{{cita web |url=https://presidenza.governo.it/onorificenze_araldica/araldica/emblemi/2009/citta_2009/acireale.html |titolo=Acireale (Catania) D.P.R. 27.02.2009 concessione di stemma, gonfalone e bandiera |sito=[[Presidenza del Consiglio dei ministri]] |data=2009-02-27}}</ref>
Nel [[1329]] fu sconvolta da un terribile terremoto e da una eruzione che ne investì in parte il territorio . Dalla nuova ricostruzione, stavolta alcuni kilometri più a nord nasceva ''Aquilia Nuova'', così chiamata per distinguersi dalla precedente che fu detta ''Vetere''<br/>
{{citazione|[[Campo di cielo|Di cielo]], allo [[Scoglio (araldica)|scoglio]] di grigio al naturale, uscente dal fianco sinistro e dal mare di azzurro, fluttuoso di argento; esso scoglio sostenente il castello d'oro, murato di nero, torricellato di tre, la torre centrale più alta e più larga cimata dal leone d'oro, nascente, [[Corona all'antica|coronato all'antica]], dello stesso, linguato e armato, di rosso, afferrante con le zampe anteriori l’asta di nero della bandiera bifida e svolazzante a destra, di rosso, crociata d'oro; esso castello chiuso di nero, finestrato di otto dello stesso, tre finestre nelle torri, cinque nel corpo del castello, merlato alla guelfa, il fastigio di cinque, le torri ognuna di tre; il tutto accompagnato dalle lettere maiuscole A e G, d’oro, ordinate in fascia nel canton destro del capo, e in punta a destra da tre faraglioni di grigio al naturale, uscenti dal mare in sbarra, con le sommità nel cielo digradanti in banda. Ornamenti esteriori da Città.|D.P.R. 27.02.2009 concessione di stemma, gonfalone e bandiera}}
Il gonfalone, concesso con D.P.R. del 26 giugno 1955<ref name="ACS"/><ref name="Bozzetti"/> e confermato nel 2009,<ref name="Governo"/> è un drappo di rosso.<br/>
La bandiera è un drappo di rosso caricato dello stemma civico.<ref name="Governo"/>
 
== Monumenti e luoghi d'interesse ==
Nel [[1353]] morì in Aci il re [[Ludovico d'Aragona]], di soli 17 anni.
{{Approfondimento
|titolo = [[Pietro Paolo Vasta|Paolo Vasta]] e la scuola tardo barocca acese
|contenuto = [[File:martirio san sebastiano vasta.jpg|thumb|Paolo Vasta, "Martirio di San Sebastiano" (coro Basilica San Sebastiano)]]
Paolo Vasta, pittore e architetto, fu il caposcuola di una corrente di artisti locale a partire dall'apertura, nel [[1734]], di ritorno da un lungo periodo [[roma]]no, di una bottega d'arte in città. La bottega riuscirà a godere di una certa fama ed egli avrà alcuni famosi apprendisti fra cui [[Vito D'Anna]], palermitano, considerato uno dei maggiori esponenti della pittura siciliana del [[XVIII secolo]], [[Michele Vecchio]], [[Giuseppe Grasso Naso]], il figlio [[Alessandro Vasta|Alessandro]] ed altri.
}}
 
=== Piazza del Duomo ===
Nel [[1354]] fu devastato il territorio di Aci ed il castello espugnato dal maresciallo Acciaioli, inviato in Sicilia da [[Ludovico d'Angiò]].
[[File:Acireale, piazza del duomo.JPG|thumb|Piazza Duomo]]
Il centro di Acireale è la ''Piazza del Duomo'', su cui si affacciano alcuni degli edifici più importanti della città, tra cui la Chiesa Cattedrale, la Basilica dei Santi Pietro e Paolo, il Palazzo del Comune, il Palazzo Modò.
 
[[File:Acirealeren eliza 1.JPG|thumb|La Cattedrale di Acireale]]
Nel [[1393]] la città e una vasta area intorno erano demanio degli [[Aragonesi]].
* [[Cattedrale di Acireale]] è dedicata a [[annunciazione|Maria Santissima Annunziata]], ma è comunemente attribuita al [[culto]] di [[Santa Venera]], la [[Santo patrono|patrona]]. L'impianto originale risale al [[XV secolo]] ed è stato rimaneggiato nei secoli successivi. All'interno si trovano opere di [[Pietro Paolo Vasta]], [[Antonio Filocamo]], [[Giuseppe Sciuti]], Francesco Patané, [[Vito D'Anna]] e [[Giacinto Platania]].
* La [[Basilica dei Santi Pietro e Paolo (Acireale)|Basilica dei Santi Pietro e Paolo]] fu costruita nel [[1550]] e ricostruita nel [[1608]]. Ha un prospetto [[Architettura barocca|barocco]], progettato da Vasta nel [[1741]]. Il [[campanile]] è del [[XIX secolo]]; un secondo campanile, pur se progettato non venne mai realizzato. L'interno, a [[navata]] unica, fu ristrutturato dopo il terremoto del [[1818]]. Vi si trovano alcune tele del Vasta, di Giacinto Platania e una statua del ''Cristo alla Colonna'', di autore ignoto, molto venerata in città e tradizionalmente portata in processione ogni 70 anni. Nel giugno del [[1933]] [[papa Pio XI]] l'ha elevata alla dignità di [[basilica minore]].<ref>{{Cita web |lingua=en |url=https://gcatholic.org/churches/italy/0527.htm|sito=GCatholic|titolo=Basilicas in Italy |voce=Basilica of Sts. Peter and Paul}}</ref>
* Il [[Palazzo Municipale (Acireale)|Palazzo Municipale]], o Loggia Giuratoria, di chiaro impianto scenografico [[barocco]], fu progettato dopo il [[1640]] e rimaneggiato nel [[XVIII secolo]]. Da ammirare i "mascheroni", le [[mensole]] che reggono le balconate. All'interno, vi è un'esposizione di divise militari d'epoca.
* Il [[Palazzo Modò]] (ex Teatro Eldorado), non prospiciente direttamente sulla piazza. Della originaria struttura rimangono due balconi con reggimensole baroccheggianti, dei "mascheroni" ed il nome del teatro Eldorado, realizzato al suo interno nel [[1909]] ed attivo sino al [[primo dopoguerra]].
 
La pavimentazione della piazza è stata rinnovata nel [[2009]]. I lavori sono stati affidati agli architetti [[Paolo Portoghesi]] e Vito Messina e all'ingegnere Aldo Scaccianoce i quali reputarono che le mattonelle in cemento stonassero con lo stile Barocco che caratterizza la città.
Nel [[1399]] venne dato un privilegio di "esenzione dalla dogana".
[[File:Luciano parlato.jpg|thumb|Luciano Parlato all'opera nella realizzazione dello Stemma della città di Acireale installato nel 2009 al centro di Piazza del Duomo.]]
 
La nuova pavimentazione della piazza Duomo di Acireale è stata preparata seguendo il progetto che si sviluppa con una geometria ben definita. Il piano della pavimentazione è suddivisibile in 8 anelli concentrici che sono, a loro volta, suddivisi in 12 settori per i primi due anelli e 24 settori per i rimanenti; al centro della geometria si sviluppa un rosone, il tutto per rappresentare una [[cupola]] rovesciata come se questa fosse guardata dal basso verso l'alto dalla parte interna.
Nel [[1420]] il vicerè di Sicilia [[Ferdinando Velasquez]] acquisì il territorio del castello di Aci, che divenne, con molto malcontento popolare, città baronale.
Ogni settore è composto da 9 o 18 mattonelle di [[marmo]] denominato ''white-cream'' delimitato da una doppia fascia di pietra lavica doppiamente lavorata: bocciardata e levigata.
È stata coperta una superficie di 1600 m² di cui 60 costituiti dal rosone centrale che tra pietra lavica e un minuzioso mosaico accoglie lo stemma della città di Acireale.
Tecnicamente la preparazione dei tagli dei materiali è partita ancora prima dell'apertura del cantiere edile sulla piazza. Si sono infatti dovute preparare 145 diverse forme di taglio di marmo beige, per un totale di 1350 mattonelle, 28 diversi tagli di pietra lavica bocciardata per un totale di 600 fasce circa e altrettante in pietra lavica levigata. La scelta e l'accostamento delle due lavorazioni di pietra lavica è stata appositamente consigliata per evidenziare ancora di più la tridimensionalità che si era discussa nel progetto.
Per quanto riguarda il rosone, costituito da sei cerchi intrecciati tra loro secondo una geometria esagonale, sono state impiegate 132 fasce laviche distribuite tra levigate e bocciardate. Al centro si forma così un alloggio esagonale dove è stato installato lo stemma della città, il tutto arricchito da un elegante mosaico di sassolini. Si può quindi stimare che sono stati preparati circa 2700 pezzi, dello spessore di 3 centimetri, per coprire i 1600 metri quadrati.
La localizzazione del centro, che non è stata scelta a caso dai progettisti, ha origine in un punto che è l'intersezione di due assi: quello ortogonale al comune e quello ortogonale alla fiancata laterale della cattedrale. Da questo punto in maniera assialsimmetrica si sviluppa il disegno della piazza.
Al centro viene installato lo stemma della città con orientamento che segue l'asse ortogonale al comune. La preparazione, e quindi la lavorazione, dello stemma è stata rigorosa. Sono state rispettate le regole ufficiali in accordo con la regola araldica della preparazione degli stemmi. Lo scudo e la corona sono realizzati con lo stesso marmo impiegato per la pavimentazione con degli incassi di pietra lavica “occhio di pernice” per rappresentare i tre faraglioni e la roccia ai piedi del castello. La lavorazione delle linee segue una tracciatura con profondità variabile dai 2 ai 4 millimetri e con spaziature che non scendono al di sotto dei 4 millimetri. La scelta della profondità della tracciatura è stata studiata considerando che lo stemma, come il resto della piazza, è soggetto al continuo calpestio dei pedoni.
 
=== Centro storico ===
Nel [[1422]] per sedare il malcontento della popolazione, [[Ferdinando Velasquez]] su ordine di [[Alfonso il Magnanimo]] concesse la facoltà di organizzare una fiera senza dazi, chiamata la ''Fiera Franca'', che ebbe notevole importanza.
[[File:Ssebastiano.JPG|thumb|Basilica collegiata di San Sebastiano in una foto di fine [[XIX secolo|Ottocento]]]]
[[File:san sebastiano in processione Acireale.jpg|thumb|left|Il fercolo di san Sebastiano in processione]]
[[File:Acireale 014.jpg|thumb|Il monumento dei caduti di piazza Garibaldi]]
[[File:Acireale 2016 17.JPG|thumb|left|120px|Statua di San Pietro, Chiesa dei Santi Pietro e Paolo.]]
[[File:Acireale 2016 18.JPG|thumb|left|120px|Campanile, Chiesa dei Santi Pietro e Paolo.]]
Nel centro storico vi sono altre chiese, altri palazzi e vari monumenti di grande interesse:
* [[Basilica collegiata di San Sebastiano]], è la chiesa più importante di Acireale, dichiarata [[monumento nazionale]], nonché monumento messaggero di una cultura di pace dall'UNESCO. Realizzata a partire dal [[Settecento]], presenta una [[facciata]] a più ordini, preceduta da una [[Parapetto|balaustra]]. L'interno è ricco di [[affreschi]] di [[Pietro Paolo Vasta]];
* [[Chiesa di Sant'Antonio di Padova (Acireale)|Chiesa di Sant'Antonio da Padova]], è la più antica chiesa della città, forse l'unica che risale al periodo di ''Aquilia Nuova''. Rimaneggiata nei secoli, anche a causa dei terremoti, conserva un bel [[Portale (architettura)|portale]] in stile [[Architettura gotica|gotico]]. La chiesa era inizialmente intitolata a [[san Sebastiano]] e sede dell'antica [[confraternita (Chiesa cattolica)|confraternita]] dedicata al santo. Solo dopo la costruzione della nuova chiesa di San Sebastiano, venne dedicata al culto di sant'Antonio. Al suo interno si possono ammirare affreschi e tele di [[Alessandro Vasta|Alessandro]] e [[Pietro Paolo Vasta]]. Lo stesso Paolo Vasta, mentre lavorava al suo interno, colto da malore cadde da un'impalcatura subendo l'incidente che gli costò la paralisi;
* [[Chiesa di Santa Maria del Suffragio (Acireale)|Chiesa di Santa Maria del Suffragio]], appare quasi asimmetrica rispetto alla strada ed ha la [[facciata]] rivolta al mare. Tradizionalmente la necessità della costruzione della chiesa è attribuita alle mogli dei pescatori, che poco abbienti si trovavano a disagio nelle ricche e sontuose chiese frequentate dalla [[nobiltà]] cittadina. La chiesa fu realizzata nel [[XVII secolo]]. L'interno è ricchissimo di affreschi, tra cui ''Il Mistero dell'Eucaristia'' di Pietro Paolo Vasta sulla [[volta (architettura)|volta]];
* [[Chiesa di San Camillo (Acireale)|Chiesa di San Camillo]], ha una facciata esterna molto scarna, ma è riccamente decorata all'interno. Realizzata nel [[1621]] a [[navata]] unica, fu affrescata da Paolo Vasta con le ''Storie del Vecchio Testamento'' con soggetto femminile e, per questo, definita da alcuni come "la Chiesa delle donne".
 
Il corso Umberto (ex via dell'Indirizzo) è il passeggio della città, via lungo la quale prospettano i diversi palazzi nobiliari. Svoltando a sinistra, dopo circa 350 m, si arriva in piazza Garibaldi (detta "la villetta", dagli acesi), dove è collocata al centro la statua dedicata ai caduti dello scultore acese [[Michele La Spina]]. Inoltre nel lato ovest della piazza prospetta il cinema-teatro Maugeri, il più grande di Sicilia al momento dell'inaugurazione (1952). Proseguendo in corso Umberto, per altri 500 m, si raggiunge piazza Indirizzo, dove sulla destra si trova l'ingresso alla Villa Belvedere, inaugurata nel [[XIX secolo]] e nel lato a nord il prospetto della chiesa dell'Indirizzo, in stile neoclassico. Non sono di minore importanza i palazzi nobiliari Musumeci (con portale d'ingresso in pietra lavica scolpita) e Calanna, e le chiese di [[Biagio di Sebaste|San Biagio]], [[Santa Maria degli Angeli]], la [[Chiesa di Santa Maria del Monte Carmelo (Acireale)|chiesa della Madonna del Carmelo]] nel quartiere Carmine, [[Domenico di Guzmán|San Domenico]], [[Filippo Neri|San Filippo Neri]], [[Rocco di Montpellier|San Rocco]], Maria Santissima Odigitria e Maria Santissima Maddalena. Altre chiese si trovano dislocate nei vari quartieri del comune e il numero totale giustifica l'appellativo di città dai cento campanili.
Nel [[1466]] la città viene venduta alla famiglia dei Mastrantonio.
 
=== Periferia ===
Nel [[1528]] l'imperatore [[Carlo V del Sacro Romano Impero | Carlo V ]] dietro il pagamento di 72.000 fiorini, liberò Aci ed il suo territorio da ogni vassallaggio erigendola a Comune.
[[File:Terme Acireale year 1921 about.jpg|thumb|L'ingresso delle [[terme di Acireale|terme di Santa Venera]] nel 1921.]]
 
Alla periferia sud si trovano le [[Terme di Acireale|terme di Santa Venera]]. Costruite in [[Neoclassicismo|stile neoclassico]], sorgono all'interno del giardino ''inglese''. Furono inaugurate nel [[1873]] dal barone [[Agostino Pennisi di Floristella]] e nel [[1951]] vennero acquisite dalla [[Sicilia|Regione Siciliana]]. Le terme sfruttano le stesse acque ''sulfuree-salso-bromo-iodiche'', che venivano tradizionalmente utilizzate dai [[Antica Grecia|Greci]] e poi dai [[Roma (città antica)|Romani]], provenienti dalla zona delle antiche terme [[Xiphonia|Xiphonie]]. A fianco delle terme, per accoglierne gli ospiti, era sorto il ''Grand Hotel des Bains'' in stile [[Art Nouveau|liberty]]; in esso soggiornò [[Richard Wagner]] e nella piscina posta all'interno del parco venne girato il film ''[[Palombella rossa]]'' di [[Nanni Moretti]].
Nel [[1553]] Aquilia corse il pericolo di essere rivenduta e soltanto un donativo di 100 onze da ricavarsi da una nuova gabella del vino e dei mosti, la fece scampare al pericolo di ricadere sotto il dominio baronale.
 
Di più recente costruzione sono gli impianti delle ''Terme di Santa Caterina'' ([[anni 1980|anni ottanta]]) siti nell'omonima borgata.
Nel [[1558]] la chiesa dell'Annunziata (attuale Duomo) era elevata a sacramentale (parrocchia).
La frazione di [[Santa Caterina (Acireale)|Santa Caterina]], separata dalla statale e dalla ferrovia dal centro cittadino, si sviluppa in posizione panoramica a picco sul mare. La presenza della frazione è attestata partire dal [[XVII secolo]]. La chiesa dedicata a [[Caterina d'Alessandria|Santa Caterina d'Alessandria d'Egitto]] risale al [[XVIII secolo]].
 
Nella provinciale per [[Santa Tecla (Acireale)|Santa Tecla]] si trova la chiesa del Presepe (detta anche chiesa di ''Santa Maria della Neve''), dove è possibile ammirare un [[presepe]] del [[Settecento]]. L'edificio, edificato nell'antro di una [[grotta]] lavica nel [[1752]], espone all'interno una tela di [[Vito D'Anna]].
Nel [[1571]] [[don Vincenzo Gravina]] definì lo stemma. Esso presentava a destra il castello merlato con in cima un leone coronato rampante con una bandiera, a sinistra i tre faraglioni uscenti dal mare con in alto le lettere A.G. a ricordo del mito di Aci e Galatea. Nei sigilli compare anche la dicitura: ''Acis civitas amplissima et fida regibus''. Lo stendardo venne custodito all'interno del castello e portato fuori per la festa patronale.
 
Altro luogo caratteristico sono le ''chiazzette'' un'antica ''trazzera'' (stradina) che a zig-zag conduce al mare di [[Santa Maria la Scala]] e dove si trova la seicentesca [[Fortezza del Tocco]].
Nel [[1577]] un tumulto spontaneo e sanguinoso contro talune imposizioni delle milizie spagnole costava alla citta' 17 impiccagioni e 15000 scudi per ottenere l'amnistia. La citta' in quel periodo oscillava tra i sei ed i settemila abitanti.
 
Il Santuario di Maria Santissima di Loreto si trova su un'altura ad est della città. Venne edificato a partire dal [[1548]] dall'[[eremita]] [[Giovanni Maccarrone]]. La struttura ha la pianta quadrangolare, come dal modello della [[Basilica della Santa Casa|Casa Santa]] di [[Loreto]]. All'interno affreschi di [[Pietro Paolo Vasta]] e [[Alessandro Vasta]] e di [[Matteo Ragonisi]].
E' del [[1594]] il documento piu' antico sul carnevale acese (mandati di pagamento, vol. II, 1586-1595, libro 6 foglio 72v), data in cui si fanno risalire le origini del carnevale.
 
==== Piazze e vie storiche centrali ====
A partire dal [[XVII secolo]],sotto il dominio spagnolo, la città riacquisì l'importanza della antica Akis. A causa di contrasti e rivalità in questo secolo vi fu la separazione dei casali,che ottennero di costituirsi in "universitas" (città). Nacquero: [[Aci Bonaccorsi]], [[Aci Castello]], [[Aci Catena]], Aci S.Filippo ([[1628]]), Aci Trezza, Aci [[Valverde]], [[Aci Sant'Antonio]] ([[1628]]) ed Aci Santa Lucia. <br/>
Piazza Duomo, piazza Indirizzo, Piazza Europa, piazza Lionardo Vigo, piazza Agostino Pennisi, piazza Porta Gusmana, piazza Garibaldi, piazza Cappuccini, piazza San Domenico, piazza Marconi, piazza San Biagio. Corso Umberto (già via dell'Indirizzo), corso Savoia (già via Carolina), corso Italia, corso Sicilia, via Cavour, via Marchese di Sangiuliano, via Dafnica, via Galatea, via Roma, viale Regina Margherita.
<br/>
 
''Via Roma'', arteria che collega la piazza Cappuccini con il corso Umberto, si chiama così in seguito a un'ordinanza del [[1931]], con la quale [[Benito Mussolini]] impose a tutti i [[podestà (fascismo)|podestà]] di intitolare una via centrale del comune alla capitale.
Risalgono agli inizi del [[XVII secolo]] alcune importanti opere di fortificazione del litorale, fra cui la torre quadrata di Sant'Anna a Capo Mulini, la "''Fortezza seu Bastione''" del Tocco, sulla ''Timpa'' di Santa Maria La Scala, su disegno dell'ing. [[Camillo Camilliani]] (in seguito vi partecipo' l'ing. acese Vincenzo Geremia cui si deve nel [[1674]] l'aggiunta di un cannoncino portatile). Queste opere furono rese necessarie dall'intensificarsi delle scorrerie turche dopo [[battaglia di Lepanto]].
 
=== Luoghi di interesse naturalistico ===
Nel [[1616]] la ''Fiera Franca'' viene trasferita ad Aquilia Nuova.
[[File:Etna from acireale.JPG|thumb|200px|L'Etna visto dalle campagne a sud di Acireale.]]
 
==== Bosco d'Aci ====
Nel [[1642]] [[Filippo III di Spagna | Filippo IV di Sicilia]] ([[Filippo III di Spagna]])conferì alla città lo status di città demaniale (''reale'' appunto), dietro corresponsione di una grossa elargizione di denaro. <br/>
{{vedi anche|Bosco d'Aci}}
Nel territorio di Acireale ricade l'area in cui sorgeva il bosco d'Aci, oggi ridotto solamente alle frazioni di [[Santa Maria degli Ammalati]], [[San Giovanni Bosco (Acireale)|San Giovanni Bosco]], [[Pennisi]], [[Piano d'Api]] e [[Santa Maria la Stella]]. Un tempo si estendeva in tutta la zona orientale dell'[[Etna]] e ospitava soprattutto [[quercus|querce]] e [[castanea sativa|castagni]]. [[Claudio Claudiano|Claudiano]] lo citò nel mito del ratto di [[Proserpina]], nella [[Gigantomachia]] i Giganti sconfitti vi furono cacciati e durante la dominazione romana era tristemente conosciuto come rifugio per i briganti. Disboscato a partire dal [[XV secolo|Quattrocento]] per ricavarne legname, si è ulteriormente ridotto per far spazio alle costruzioni cittadine.
 
==== La Timpa ====
Nel [[1659]] si avviano i lavori per la costruzione del Palazzo Comunale.
{{vedi anche|Riserva naturale orientata La Timpa}}
La Timpa è un complesso di [[Faglia|faglie]] e [[Falesia|falesie]] tra 80 e 150 m di altezza circa a ridosso della costa di Acireale. Dal [[1999]] è diventata [[riserva naturale orientata]]. È caratterizzata da rocce di origine vulcanica a gradinate e da diverse faglie nelle quali cresce una fitta vegetazione; il territorio della riserva si presenta conservato ed in larga parte incontaminato, pur se inserito in un contesto particolarmente antropizzato, come la costa orientale a nord di Catania.
 
== Società ==
Nel [[1669]], la città accolse i numerosi profughi dalla eruzione lavica dell'Etna che incombeva su [[Catania]] (Catania contava in quel periodo sui 16000 abitanti; Aci Reale circa 11000).
=== Evoluzione demografica ===
Acireale è, dopo la città capoluogo, il comune più popoloso della città metropolitana di Catania e dell' [[Area metropolitana di Catania|Area metropolitana]]<ref>Il comune risulta appartenente all'Area Metropolitana di Catania - fonte {{cita testo|url=https://www.cittametropolitana.ct.it/it/page/acireale|titolo=Città Metropolitana di Catania|editore=cittametropolitana.ct.it|data=15 settembre 2023}}</ref> e inoltre rappresenta il 14º comune più popoloso della Sicilia, posizionandosi al 6º posto tra i comuni non capoluogo più popolosi della medesima regione.
 
La popolazione è distribuita per poco più del 60% in città e la restante parte risiede nelle diverse [[Frazione (geografia)|frazioni]], in un territorio molto antropizzato. Le dinamiche demografiche vedono un certo drenaggio di popolazione, dalla città alle frazioni ed anche ai comuni vicini, specie quelli di [[Aci Catena]], [[Aci Sant'Antonio]] e [[Santa Venerina]].
Nel [[1671]] viene fondata la Biblioteca Zelantea.
 
Molto strette sono le relazioni con [[Catania]], caratterizzate dalla complementarità a livello turistico (le strutture ricettive sono in massima parte nell'acese) e da [[pendolarismo]] per gli studi [[università|universitari]] e per ragioni di lavoro.
Nel [[1675]] a Capomulini, durante alcuni lavori di scavo per la costruzione di una fortificazione si rinvennero notevoli quantità di frammenti di staue marmoree databili in epoca romana, fra cui un busto marmoreo di [[Giulio Cesare]], che ora è visibile alla [[Pinacoteca Zelantea]].
 
{{Demografia/Acireale}}
Nel [[1677]] in uno scontro presso le alture della vicina S. Leonardello gli Acesi battevano alcuni reparti dei [[Francesi]] e successivamente ne respingevano un attacco della flotta.
 
=== Etnie e minoranze straniere ===
Nel [[1693]] fu danneggiata dal terremoto che sconvolse tutta la Sicilia sud-orientale ([[Terremoto della Val di Noto]]), fra le altre vennero rovinate: la corte del capitano di giustizia, la loggia dei giurati, tutte le chiese e i monasteri. Si contarono 739 vittime su una popolazione di quasi 13.000 abitanti.
Gli stranieri residenti ad Acireale al 1° gennaio 2024 sono {{formatnum:1604}}, ovvero il 2,65% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:<ref>{{cita web|url=https://demo.istat.it/app/?i=P03&a=2024|titolo=Cittadini stranieri: popolazione residente per sesso e bilancio demografico al 31 dicembre 2024|editore=ISTAT|accesso=18 marzo 2025}}</ref>
* [[Albania]], 290
* [[Romania]], 287
* [[Sri Lanka]], 156
 
=== Istituzioni, enti e associazioni ===
La crescita e l'affermazione di Aci Reale tra il [[XVIII secolo]] ed il [[XIX secolo] accesero rivalità di natura economica con [[Catania]].
Acireale, sebbene non sia un comune capoluogo di Libero consorzio comunale, è sede di numerose istituzioni, enti e associazioni (molte delle quali comunque dipendenti gerarchicamente da Catania in qualità di uffici distaccati) costituendo, anche sul profilo dei servizi statali e regionali, un punto di riferimento per l'intero hinterland acese e comuni limitrofi.
==== Sanità ====
* Ospedale "Santa Marta e Santa Venera" di Acireale
* Azienda Sanitaria Provinciale 3 Catania - Distretto di Acireale
* [[Croce Rossa Italiana]] - Comitato di Acireale
* A.I.A.S. - Sezione di Acireale
 
==== Giustizia e Forze dell'ordine ====
Il 28 aprile [[1714]] [[Vittorio Amedeo II]] giungeva in città accolto festosamente.
* Ufficio del Giudice di pace di Acireale
* Commissariato di Pubblica Sicurezza di Acireale
* Comando Compagnia dei Carabinieri di Acireale
* Tenenza di Guardia di Finanza di Acireale
* Vigili del fuoco - Distaccamento provinciale di Acireale
 
==== Altri uffici e istituzioni ====
Nel [[1717]] la citta' era pronta ad insorgere, sperando nel ritorno degli Spagnoli.
* Agenzia delle Entrate - ufficio territoriale di Acireale
* INPS - punto informazioni di Acireale
* Regione Siciliana - Servizio Turistico di Catania - Unità Operativa di Acireale
* Capitaneria di Porto - Delegazione di spiaggia di Santa Maria la Scala e Ufficio Locale Marittimo di Pozzillo
* S.I.A.E. - mandataria di Acireale
* F.I.G.C. - Associazione Italiana Arbitri - sezione di Acireale
* Istituto Autonomo Case Popolari di Acireale
* Automobile Club Acireale (unico Automobile Club non provinciale d'Italia)
* Regione Siciliana - Centro per l'impiego n.13 di Acireale
* Fondazione Carnevale Acireale - Palazzo del Turismo
* [[Centro Sportivo Italiano]] - Comitato di Acireale
 
== Cultura ==
Nel [[1778]] veniva fondata l'Accademia dei Geniali, successivamente trasformata in Dafnica ([[1816]]).
=== Istruzione ===
==== Scuole ====
La città era cresciuta nella seconda metà del [[XIX secolo]] come "''Città degli studi''" in quanto vi era un patrimonio di diversi collegi e istituti di istruzione superiore che oggi, in assenza di un polo [[università|universitario]], può considerarsi perduto. Ad Acireale vi sono diversi [[Scuola secondaria di secondo grado in Italia|istituti di istruzione superiore di secondo grado]], pubblici e privati, divisi tra licei, istituti tecnici e professionali, di cui si servono in gran parte anche gli studenti di comuni limitrofi.
 
==== Accademie ====
Nel censimento del [[1793]] ''Aci Reale'' ed il suo territorio contavano 19.732 anime.
Fondata il 3 ottobre 1671, l'[[Accademia di scienze, lettere e belle arti degli Zelanti e dei Dafnici]] è tra le più antiche d'Italia.
 
==== Musei ====
Nel [[1806]] il re [[Ferdinando I di Borbone]] (Ferdinando III di Sicilia) visita la città e concede il privilegio del nome di Senato per il governo cittadino.
* [[Biblioteca e pinacoteca Zelantea]], è un'istituzione del [[XVII secolo]], ospitata in un palazzo [[Neoclassicismo|neoclassico]] realizzato nel [[XIX secolo]] dall'ingegnere [[Mariano Panebianco]], che raccoglie alcune collezioni d'arte e di testi antichi. È visitabile su richiesta al personale.
* Nel Museo delle tradizioni contadine di [[Aci Platani]] si trova la ricostruzione di una tipica abitazione di una famiglia contadina etnea del [[XIX secolo]].
* Il Museo delle uniformi, ospitato presso il palazzo del Comune in Piazza Duomo raccoglie una collezione di [[divisa|divise]] storiche a partire dalla fine del XVIII secolo.
* Il Museo dell'[[Opera dei Pupi]] di Via Alessi.
* Il Museo del Carnevale, sito all'interno del ''Palazzo del Turismo'' in via Ruggero Settimo, 11.
* Il Monetario Floristella, che attualmente si trova presso il [[Museo archeologico regionale Paolo Orsi|Museo Archeologico Regionale di Siracusa]] ed è in attesa di una collocazione in città, raccoglie la collezione numismatica di [[Agostino Pennisi di Floristella]].
* Il Teatro dell'[[Opera dei Pupi]] di [[Capomulini]], condensa negli spazi espositivi la importante tradizione dei pupari acesi tramandata per generazioni (e riconosciuta, insieme alle altre tradizioni pupare siciliane, patrimonio immateriale dell'umanità dall'UNESCO).
* Il Museo Diocesano, in via Genuardi.
* Il Museo della Basilica di S.Sebastiano<ref>{{Cita web|url=https://www.museionline.info/sicilia-musei-monumenti/tesoro-della-basilica-collegiata-di-san-sebastiano|titolo=Museo della Basilica di S.Sebastiano}}</ref>
* Museo del Natale San Francesco<ref>{{Cita web|url=https://www.comune.acireale.ct.it/it/luoghi/421702|titolo=Museo del Natale San Francesco}}</ref>
 
=== Miti e leggende ===
Nel [[1817]] venne incluso tra i comuni compresi nel neo-costituito distretto di [[Catania]].
Ad Acireale alla storia si affianca spesso la leggenda, soprattutto nel [[Mito di fondazione|mito della fondazione]]. Tra le leggende Aci e Galatea, l'avventura di Odisseo contro il [[Ciclope (mitologia)|ciclope]] [[Polifemo]], un bosco nato dalla vendetta di [[Zeus]] contro dei [[Giganti (mitologia greca)|giganti]] e una leggenda relativa alla fuga dell'[[esercito cartaginese]] davanti a una colata dell'[[Etna]].
 
La leggenda [[Paronimia|paronima]], da cui poi nascerebbe anche il nome della città e dei casali, fu l'idillio di amore fra [[Aci (mitologia)|Aci]] e [[Galatea (Nereide)|Galatea]] ed è introdotta da [[Publio Ovidio Nasone|Ovidio]] nelle ''[[Le metamorfosi (Ovidio)|Metamorfosi]]'', da [[Teocrito]], da [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]], da [[Posidippo]], da [[Filosseno (poeta)|Filosseno]], da [[Callimaco]], da [[Ermesianatte]] e da [[Euforione di Calcide|Euforione]].
Nel [[1818]] un terremoto provocò danni gravi.
 
La bellissima ninfa Galatea era innamorata del pastorello Aci. Il loro amore era contrastato da Polifemo, terribile ciclope che, infuriato dalla gelosia, scagliò contro il pastorello un sasso, provocandone la morte. La ninfa, disperata per la perdita di Aci, supplicò gli dèi affinché lo restituissero in vita ed essi, accogliendo le preghiere, trasformarono il pastorello in un fiume eterno, chiamato Aci (''Akis''). Secondo una diceria popolare l'antico fiume Aci scorrerebbe sotto piazza del Duomo e sarebbe possibile udire lo scorrere delle sue acque. Il fiume [[Aci (fiume)|Aci]], che ha un cammino sotterraneo ignoto e fa parte del ricchissimo sistema imbrifero etneo, sfocia sia in località Acque grandi ("acquaranni") tra Acireale e Capomulini, sotto un poderoso banco lavico, sia nella frazione di Santa Maria la Scala (''Testa di l'Acqua''), presso il "Molino di Miuccio", con acqua limpidissima e gelida, sia a nord del quartiere di Santa Caterina (''Acqu'e ferru'') dove ha un caratteristico effetto rossiccio, causato dalla presenza di [[ossido di ferro|ossidi di ferro]], che nella fantasia popolare, sulla base dei versi ovidiani, viene attribuito al [[sangue]] di Aci (''"u sangu di Jaci"'', in dialetto siciliano).<ref>{{Cita web |url=https://www.comune.acireale.ct.it/AreeTematiche.aspx?ID=7 |titolo=Mito e Storia di Aci e Galatea |sito=Comune di Acireale |urlmorto=sì}}</ref><ref>{{Cita web |url=https://www.ecomuseorivieradeiciclopi.it/ecomuseo-articoli/aci-e-galatea-2/ |titolo=Percorsi e itinerari Mito e Natura {{!}} Aci e Galatea |sito=Ecomuseo "Riviera dei Ciclopi" |accesso=2025-02-10}}</ref><ref>{{Cita web |autore=Debora Guglielmino |url=https://catania.liveuniversity.it/2019/05/04/aci-galatea-mito-nome-comuni-etnei/ |titolo=Aci e Galatea: il mito che diede il nome ai comuni etnei |sito=LiveUniCT |data=2019-05-04 |accesso=2025-02-10}}</ref><ref>{{Cita web |autore=Flavio Sirna |url=https://www.cataniatoday.it/social/leggenda-polifemo-aci-galatea-acireale-fiume.html |titolo=Storie di Sicilia - La leggenda di Aci, Polifemo e Galatea |sito=CataniaToday |data=2020-10-02 |accesso=2025-02-10}}</ref><ref>{{Cita web |autore=Salvo Misseri |url=https://www.lalapa.it/aci-e-galatea-lamore-come-acqua-travolgente/ |titolo=Aci e Galatea: l’amore come acqua travolgente |sito=LaLaPa |data=2021-02-11 |accesso=2025-02-10}}</ref><ref>{{Cita web |autore=Francesco Spaghi |url=https://www.art-vibes.com/street-art/acireale-e-il-mito-il-murale-di-vincenzo-suscetta/ |titolo=Aci e Galatea in un’enorme parete ad Acireale per rigenerare i luoghi del Mito: letteratura, arte e filosofia si fondono in un abbraccio eterno |sito=Art Vibes |data=2023-12-13 |accesso=2025-02-10}}</ref><ref>{{Cita web |url=https://www.sicilias.it/acireale-una-storia-incredibile-che-non-conoscete/ |titolo=Acireale: una storia incredibile che non conoscete |sito=Sicilia’s |accesso=2025-02-10}}</ref><ref>{{Cita web |url=https://www.tradizionisicilia.it/aci-galatea-leggenda-damore-scorre-dalletna-mare/ |titolo=Aci e Galatea, la leggenda d’amore scorre dall’Etna fino al mare |sito=TradizioniSicilia |data=2014-10-29 |accesso=2025-02-10}}</ref><ref>{{Cita web |url=https://racitipalace.com/mito-di-aci-e-galatea/ |titolo=Mito di Aci e Galatea |sito=Raciti Palace |data=2022-08-30 |accesso=2025-02-10}}</ref><ref>{{Cita web |url=https://www.nivarata.it/acireale/la-leggenda-di-aci-e-galatea/ |titolo=La leggenda di Aci e Galatea |sito=Nivarata |accesso=2025-02-10}}</ref>
Ferdinando II Lo stesso anno il re visitando la citta'.
 
Nella [[Villa Belvedere (Acireale)|Villa Belvedere]] è esposto un gruppo scultoreo di Aci e Galatea, copia in marmo eseguita al pantografo sul modello in gesso patinato esposto alla [[Biblioteca e pinacoteca Zelantea|Biblioteca Zelantea]], opera di [[Rosario Anastasi]] del [[1846]], che rappresenta l'epilogo del mito, l'ultimo atto, quando Galatea, con la sua drammatica invocazione agli dèi, vorrebbe risuscitare il suo amato Aci ucciso da un sasso scagliato da Polifemo.
Nel [[1837]] la città fu colpita da epidemia di colera.
 
A venti anni di distanza, nel [[1866]], [[Auguste Ottin]] adatta nella seicentesca Fontana Medici dei [[Giardini del Lussemburgo]] di [[Parigi]], la marmorea composizione con Galatea languidamente distesa accanto ad Aci cui fa da contrasto il bronzeo Polifemo che li guata geloso sovrastandoli, preludio della sua primordiale vendetta.
Nel [[1838]] in segno di riconoscenza per la fedeltà dimostrata nei tumulti anti-borbonici arrivò in visita [[Ferdinando II di Borbone]] e la città fu eletta a distretto.<br/>
 
Un altro riferimento al figlio di Poseidone si ha nel libro IX dell{{'}}''[[Odissea]]''. Nell'identificare l'antro dove abitò il feroce avversario di [[Ulisse]] in [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]], in [[Callimaco]] e in altri autori classici e moderni si fa riferimento alle balze dell'[[Etna]], propriamente nel tratto di costa situato tra [[Capo Mulini]] e [[Aci Trezza]]. I [[Isole Ciclopi|faraglioni di Acitrezza]] inoltre sarebbero secondo il mito i massi scagliati contro il Laerziade dall'accecato mostro. L'[[Isola Lachea]] venne identificata con l'isola bassa dove sostò la flotta delle dodici navi achee di cui fa menzione [[Omero]] solo nel [[XIX secolo]] (prima infatti era nota semplicemente come ''l'Isola'').
Nel [[1848]] fu uno dei principali centri di rivolta anti-borbonica, pagata poi con un notevole tributo di sangue. <br/>
 
Nella ''[[Gigantomachia]]'' di [[Claudio Claudiano|Claudiano]] si fa riferimento allo scontro che funestò il mondo dei miti, tra i [[Titani]] dell'[[Olimpo (Grecia)|Olimpo]] e i [[Gigante (mitologia)|Giganti]]. Questi ultimi vennero puniti cadendo nel ''Lucus Jovis'' identificato col [[Bosco d'Aci]], nel quale bosco si sarebbero potute scorgere, come riportato sempre nella stessa opera, sia le pelli che le teste recise di questi sfortunati in strazianti espressioni di dolore tanto che persino Polifemo vi si teneva lontano.<ref>Vedi ad esempio {{cita web |url=http://www.provincia.catania.it/Il_Territorio/Territorio_ed_Ambiente/Pianificazione_Territoriale/pdf/9_7.pdf |titolo=Piano Territoriale Provinciale di Catania (ex art.12 L.R.9/86) {{!}} Relazione Generale dello Schema di Massima {{!}} Il Bosco di Aci, "il Bosco dello Scacchieri" |sito=[[Provincia di Catania]] |accesso=2007-04-08 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20070927175433/http://www.provincia.catania.it/Il_Territorio/Territorio_ed_Ambiente/Pianificazione_Territoriale/pdf/9_7.pdf}}</ref>
Partecipò alle vicende del [[1860]] e fu sede di giudizio per gli arresti avvenuti in seguito alle sommosse di [[Randazzo]]. Successivamente votava plebiscitariamente per l'annessione.
 
Secondo la tradizione l'[[eruzione dell'Etna del 396 a.C.]] - che storicamente investì e stravolse il territorio acese - avrebbe anche terrorizzato e messo in fuga la flotta [[cartagine]]se comandata da [[Imilcone II|Imilcone]] che si preparava ad uno sbarco durante la [[seconda guerra punica]], determinandone un grave smacco.
Nel [[1866]] arrivò il primo treno.
 
=== Acireale nella cultura popolare siciliana ===
Nel [[1867]] si ebbe un´epidemia di colera.
Nella zona di Acireale si produce il tipico cavolo trunzu, riconosciuto ufficialmente come [[Presidio Slow Food]], varietà di cavolo rapa ([[Brassica oleracea gongylodes]]) coltivato da sempre anche nelle località vicine. In riferimento a ciò è nata la frase di ironico scherno «''Aci babbana civitas trunzorum cavolorumque magna mater est''» cioè "Acireale città sciocca è la grande madre dei cavoli trunzi", spesso usata nelle locali dispute campanilistiche. ''Trunzu'' in [[lingua siciliana]] è sinonimo di testardo (in quanto la cd. "testa" del trunzu sarebbe dura come quella delle persone testarde), e per tale motivo le popolazioni circostanti vollero caratterizzare gli acesi attribuendo loro metaforicamente la proprietà dell'ortaggio.
L'uso di questi blasoni popolari è tipico delle dinamiche della percezione comunitaria siciliana tradizionale.<ref>{{Cita pubblicazione |autore=Michele Burgio |url=https://www.academia.edu/4270453/Dinamiche_della_percezione_comunitaria_attraverso_i_soprannomi_etnici._Da_Pitre_a_oggi_in_Sicilia |titolo=Dinamiche della percezione comunitaria attraverso i soprannomi etnici. Da Pitrè a oggi, in Sicilia |rivista=RION (Rivista Italiana di Onomastica) |editore=[[Università degli Studi Roma Tre]] |pagina=94 |accesso=17 ottobre 2015 |via=[[Academia.edu]]}}</ref>
 
=== Teatro ===
Nel [[1868]] la torre di Sant'Anna a Capomulini viene convertita in faro.
[[File:Teatro Massimo Vincenzo Bellini (Acireale), 4.jpg|thumb|La facciata del [[Teatro Bellini (Acireale)|Teatro Massimo Vincenzo Bellini]] di Acireale.]]
[[File:Teatro Bellini (Acireale).png|thumb|Il Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Acireale, foto d'epoca dell'interno.]]
Il più importante teatro della città è stato il [[Teatro Bellini (Acireale)|Teatro Vincenzo Bellini]] costruito, seguendo lo stile neoclassico, dall'ingegnere catanese [[Carmelo Sciuto Patti]] ed inaugurato nel 1870. Nel [[1952]] un devastante incendio doloso ne distrusse l'interno; a distanza di sessant'anni si attende ancora il suo restauro e la riapertura.
 
Altri teatri importanti sono il Cinema Teatro Maugeri (attualmente chiuso) e il Teatro Turi Ferro (in attività).
Nel [[1870]] si inaugurò il Teatro Bellini.
 
=== Media ===
Nel [[1872]] venne costituita la diocesi.
Acireale è sede delle [[Emittente televisiva|emittenti televisive]] locali [[Rei Tv|REiTV]], Sestarete Acireale (ex T.R.A.), Etna Espresso Channel (ex Canale 9) e delle [[Radio (mass media)|emittenti radio]] ''Radio Aci Broadcasting Communication (Radio ABC)'', ''Radio Digital Sound'' (ex ''Studio Aquilia Sound'') e ''Radio Etna Espresso''. In città si pubblicano il settimanale ''Il Gazzettino del Sud'', ''Akis'' e il quindicinale cattolico ''La Voce dell’Jonio''.<ref>{{Cita web |url=https://www.vdj.it/ |titolo=Sito ufficiale |accesso=2025-02-10}}</ref> Dal [[2008]] è inoltre attivo il settimanale telematico d'informazione ''L’Eco delle Aci''.<ref>{{Cita web |url=http://www.ecodelleaci.it/ |titolo=Sito ufficiale |accesso=2011-04-20 |urlmorto=sì |dataarchivio=28 marzo 2009 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20090328072417/http://www.ecodelleaci.it/ }}</ref>
 
=== Cinema ===
Nel [[1873]] fu aperto lo stabilimento termale S. Venera e l'inaugurazione dell'annesso Grand Hotel des Bains tappa fondamentale nello sviluppo della città. Acireale divenne in tal modo un centro termale di una certa notorietà e che ospitò alcuni importanti personaggi quali [[Richard Wagner]], [[Ernesto Renan]], il [[Umberto I di Savoia|Re Umberto I]] e la [[Margherita di Savoia|Regina Margherita]] e l'insigne clinico napoletano Prof. Cardarelli.
[[File:malizia antonelli ferro 1973.jpg|thumb|[[Laura Antonelli]] e [[Turi Ferro]] in ''[[Malizia]]'', nello scenario di piazza Duomo.]]
Acireale, la seconda città siciliana, dopo [[Palermo]], a poter godere di un [[cinema]]tografo dal 5 febbraio [[1897]],<ref>''La Sicilia ed il cinema'', edito da Maimone a Catania, {{cita libro |isbn=8877510781}}</ref> ha ospitato il ''set'' di alcuni importanti film:
* ''[[La sposa bella (film)|La sposa bella]]'' (''The Angel Wore Red''), di [[Nunnally Johnson]] (e [[Mario Russo (regista)|Mario Russo]] per l'edizione italiana) (1960);
* ''[[Un bellissimo novembre (film)|Un bellissimo novembre]]'', di [[Mauro Bolognini]] (1968);
* ''[[La prima notte del dottor Danieli, industriale, col complesso del... giocattolo]]'' di [[Giovanni Grimaldi]] (1970);
* ''[[Malizia]]'', di [[Salvatore Samperi]] (1972);
* ''[[La vedova inconsolabile ringrazia quanti la consolarono]]'', di [[Mariano Laurenti]] (1973);
* ''[[Il figlioccio del padrino]]'', di [[Mariano Laurenti]] (1973);
* ''[[La seduzione]]'', di [[Fernando Di Leo]] (1973);
* ''[[L'arbitro (film 1974)|L'arbitro]]'', di [[Luigi Filippo D'Amico]] (1974);
* ''[[Il padrino - Parte II]]'', di [[Francis Ford Coppola]] (1974);
* ''[[Il fidanzamento (film)|Il fidanzamento]]'', di [[Giovanni Grimaldi]] (1975);
* ''[[La perdizione (film 1986)|La perdizione]]'', di [[Luigi Grosso]] (1986);<ref>{{cita_libro |cognome=Giusti |nome=Marco |titolo=Stracult. Dizionario dei film italiani |città=Torino |editore=Frassinelli |anno=2004 |pagine=617-618 |isbn=88-7684-813-4 |wkautore=Marco Giusti}}</ref>
* ''[[Palombella rossa]]'', di [[Nanni Moretti]] (1989);
* ''[[Il padrino - Parte III]]'', di [[Francis Ford Coppola]] (1990);<ref>La vicenda si suppone comunque ambientata a [[Bagheria]].</ref>
* ''[[Vite blindate]]'', di [[Alessandro Di Robilant]] (''fiction'', 1997);
* ''[[Gli astronomi]]'', di [[Vanni Ronsisvalle]] (2003);
* ''[[I Viceré (film)|I Viceré]]'', di [[Roberto Faenza]] (2006);
* ''[[Un'estate in Sicilia]]'', di [[Michael Keusch]] (2016);
* ''[[Tuttapposto (film 2019)|Tuttapposto]]'', di [[Gianni Costantino]] (2019)
 
=== Gastronomia ===
Dal [[1880]] ad Acireale si costruiscono i primi carri di cartapesta per il carnevale.
[[File:Granita brioche.JPG|thumb|Granita alla mandorla con brioche.]]
La [[granita]], ottimo alimento rinfrescante dall'[[afa (meteorologia)|afa]] estiva, ma consumata spesso anche in altri periodi dell'anno, ad Acireale è considerato quasi un rito. Nato probabilmente dalla tradizione dei «''nevaroli''» che dall'Etna trasportavano la neve sino in riva al mare, quando ancora non esisteva il frigorifero, in città l'invenzione della granita è attribuita a [[Francesco Procopio dei Coltelli]], un ingegnoso [[Aci Trezza|trezzoto]] che con il café «''le Procope''» fece successo nella [[Parigi]] del [[XVII secolo]].
 
Generalmente viene servita nella sua ricetta di base al gusto di [[mandorla]] ed accompagnata da [[brioche]]. È molto diffusa anche la granita di limone, ma vengono proposti anche molti altri gusti tipici della tradizione siciliana, secondo disponibilità stagionale degli ingredienti principali. Un altro alimento tipico dell'estate acese è il [[Acqua di Seltz|seltz]] con limone e [[sale]], venduto dai numerosi [[chiosco|chioschi]] che si trovano per le vie della città.
Nel [[1881]] ad Aci Reale che contava allora 38.547 abitanti, si inaugurava il seminario vescovile.
 
Inoltre, è rinomata la [[pasticceria]], aderente principalmente alla tradizione ionico-etnea, che ha nelle [[zeppola|zeppole]] di riso con miele (definite anche crispelle di San Giuseppe in altri comuni), nei [[Cannolo siciliano|cannoli]] ripieni con crema di cioccolato, crema bianca o ricotta, nei prodotti di pasticceria mignon e nella gelateria artigianale le sue punte di diamante, e la tavola calda con prodotti freschi di forno ([[Arancino|arancini]], "cartocciate", "cipolline" ecc.) nonché prodotti da colazione dolci ([[Cornetto (pasticceria)|cornetti]], [[Panzerotto catanese|panzerotti]], "[[Raviola di ricotta nissena|raviole]]" con ripieno di ricotta, "iris" con ripieno di crema di cioccolato o crema bianca). Nelle borgate marinare vi sono molti ristoranti che propongono menù a base di solo [[pesce]] fresco.
Del [[1884]] è l´istituzione del Liceo Gulli e Pennisi.
 
Acireale, insieme al suo comprensorio, è altresì nota per il Limone dell'Etna, che nell'ottobre 2020 ha ottenuto il prestigioso riconoscimento I.G.P. da parte dell'Unione Europea, e per il già citato Cavolo rapa (meglio noto come "''[[Il "Cavolo Trunzu di Aci", dono dell’Etna|trunzu]]''") che è riconosciuto quale Presidio Slow Food<ref>{{Cita web|lingua=it-IT|url=https://www.fondazioneslowfood.com/it/presidi-slow-food/cavolo-trunzo-di-aci/|titolo=Cavolo trunzu di Aci - Presìdi Slow Food|sito=Fondazione Slow Food|accesso=2025-07-05}}</ref>.
Tra il [[1911]] ed il [[1914]] fu colpita da terremoti che arrecarono danni agli edifici e fecero alcuni morti.
 
=== Eventi ===
Nel [[1920]] l'epidemia di spagnola fece 1000 vittime.
[[File:Carnevale di Acireale.JPG|thumb|Il carro allegorico vincitore del Carnevale di Acireale 2006, che è il più famoso della [[Sicilia]].]]
* La [[festa di San Sebastiano ad Acireale|festa di San Sebastiano]], il 20 gennaio, è il primo evento significativo del calendario acese. La festa religiosa consiste in una [[processione]] che parte in mattinata dalla [[Basilica collegiata di San Sebastiano|Basilica dedicata al Santo]] con in testa il [[Fercolo di San Sebastiano]] e si sposta per la città toccando i quartieri storici e quelli più moderni.
* Il [[Carnevale di Acireale]], conosciuto come "''Il più bel carnevale di Sicilia''", è considerato una naturale continuazione della festa religiosa. La prima edizione nota è quella del [[1594]] e si è proseguita la tradizione ogni anno, salvo nei periodi bellici e dopo il [[terremoto del Val di Noto del 1693|terremoto del Val di Noto]]. Oggi è accompagnato da una competizione per i carri allegorici, infiorati e in miniatura più belli. La manifestazione è stata abbinata, assieme ad altre, alla Lotteria Nazionale negli anni [[1996]], [[1999]], [[2001]], [[2006]] e nel [[2010]].
* In primavera, si svolge la Festa dei Fiori, dedicata appositamente ai carri infiorati.
* In estate, la festa più importante è quella della Santa Patrona, [[Santa Venera]], che si svolge il 26 luglio.
* Il carnevale estivo, nel mese di agosto.
* La 'Nivarata è un festival estivo internazionale della [[granita]] siciliana.
* La Fiera dello Jonio, che si tiene tradizionalmente a settembre, è una mostra dell'artigianato e delle tradizioni tipiche siciliane.
 
== Geografia antropica ==
Nel [[1921]] contava 34.674 abitanti.
=== Urbanistica ===
L'espansione edilizia della città si è rivolta prevalentemente verso nord, dove il centro urbano del [[XIX secolo]] è stato raddoppiato in termini di superficie. Negli ultimi decenni del [[XX secolo]] gli interventi di edilizia popolare e residenziale hanno portato all'intensa urbanizzazione dell'area di San Cosmo (o, più correttamente, San Cosimo) dove già esisteva un piccolo borgo già attestato nel [[XVII secolo]] e ormai completamente inglobato nella periferia cittadina. Altre zone di sviluppo sono poste ad ovest, nella zona del Santuario di Loreto, (in siciliano ''U Litu'') e delle frazioni di Balatelle (''Balateddi''), [[Piano d'Api]] e [[Pennisi]].
 
Per quanto riguarda l'[[odonomastica]] del centro cittadino, ad Acireale ovest, nell'area, di edificazione novecentesca, attorno a piazza Dante, vi sono una serie di vie con nomi di letterati famosi: tra gli altri, Jacopone da Todi, Ludovico Ariosto, Giovanni Pascoli, Alessandro Manzoni, Nino Martoglio, Giosuè Carducci, Francesco Guicciardini, Carlo Goldoni, Luigi Capuana, Eugenio Montale, Guido Gozzano e molti altri. Quest'area è sorta con questa conformazione dopo l'impulso che le ha dato l'edilizia popolare nel Novecento.
Nel [[1930]] vengono introdotti nel carnevale i suggestivi carri infiorati.
 
Oltre alle strade del centro storico, dal Duomo a Piazza Europa a Piazza Indirizzo, altre arterie ormai principali della cittadina sono viale Cristoforo Colombo, via Loreto Balatelle, via Lazzaretto, via Riccardo Wagner, via delle Terme, via Salvatore Vigo e via Sciarelle; quest'ultima costituisce un collegamento fondamentale tra Acireale e Aci Catena.
Nel [[1944]] viene costituito nella Chiesa di S.Giuseppe da don Biagio Catania il primo gruppo [[scout]] cittadino.
 
La [[strada statale 114]], la cosiddetta strada ''Orientale Sicula'', per gli acesi anche ''Litoranea'', la attraversa "dall'esterno", ma svolge praticamente la funzione di delimitazione del centro cittadino a est, così come via Lazzaretto a ovest e viale Cristoforo Colombo a nord.
Nel [[1987]] venne inaugurato lo stabilimento termale di S. Caterina.
 
==Modi= diQuartieri visita===
{{Senza fonte|* Cappuccini
Il periodo ideale per una visita è il mese di giugno. Il clima mite, comunque, permette soggiorni in tutti i periodi dell'anno.
* Cervo ('''U Cevvu'')
* Città del fanciullo ('''U fanciullu'' in [[Lingua siciliana|siciliano]])
* Pescheria ('''A chiazza o pisci'' in [[Lingua siciliana|siciliano]])
* Piazza del Carmine (''' O Carmunu'' in [[Lingua siciliana|siciliano]])
* Piazza Dante (''Chianu Pizzuni'' in [[Lingua siciliana|siciliano]])
* Piazza Europa (Quartiere Fabio)
* San Biagio (San Brasi)
* San Giovanni (San Giuvanni)
* San Giuseppe
* San Martino
* San Michele (Quartiere de' Gambini)
* San Salvatore ('''U Sabbaturi'' in [[Lingua siciliana|siciliano]])
* Santa Maria del Suffragio ('''I Motti'' in [[Lingua siciliana|siciliano]])
* Triangolo (o Triangulu)
* Tupparello ('''U Tuppareddu'')
* Via Loreto (Litu)
* Via Mandorle (''Vanedda 'e mennuli'' in [[Lingua siciliana|siciliano]])
* Piazza Gusmana (''Chianu a Porta'')
* Stazione Vecchia
}}
 
=== Frazioni ===
La città dispone di molte e svariate strutture ricettive, per tutte le esigenze e tutte le disponibilità, dal campeggio alla struttura di lusso.
Le frazioni marittime di Acireale sono, da nord a sud, [[Pozzillo (Acireale)|Pozzillo]], [[Stazzo (Acireale)|Stazzo]], [[Santa Tecla (Acireale)|Santa Tecla]], [[Santa Maria la Scala]] e [[Capo Mulini]], quest'ultima citata nel romanzo ''[[I Malavoglia]]'' di [[Giovanni Verga]].
 
==== Elenco delle frazioni ====
La presenza di delle Terme di S. Venera e quella nuova di S. Caterina permette il turismo termale.
[[File:Santa Maria la Scala night.JPG|thumb|[[Santa Maria la Scala]] di notte.]]
[[File:Santa Tecla coast.JPG|thumb|La costa acese da [[Santa Tecla (Acireale)|Santa Tecla]] a [[Stazzo (Acireale)|Stazzo]].]]
* [[Aci Platani]]
* Balatelle
* [[Capo Mulini]]
* Fiandaca
* [[Guardia (Acireale)|Guardia]]
* [[Mangano (Acireale)|Mangano]]
* [[Pennisi]]
* [[Piano d'Api]]
* [[Pozzillo (Acireale)|Pozzillo]] (Superiore ed Inferiore)
* San Cosmo
* [[San Giovanni Bosco (Acireale)|San Giovanni Bosco]]
* [[Santa Caterina (Acireale)|Santa Caterina]]
* [[Santa Maria degli Ammalati]]
* [[Santa Maria delle Grazie (Acireale)|Santa Maria delle Grazie]]
* [[Santa Maria la Scala]]
* [[Santa Maria la Stella]] (condivisa con il comune di [[Aci Sant'Antonio]])
* [[Santa Tecla (Acireale)|Santa Tecla]]
* [[Scillichenti]]
* [[Stazzo (Acireale)|Stazzo]]
 
== Economia ==
Una visita superficiale si può effettuare in una giornata, un soggiorno ideale in una settimana.
{{Approfondimento
 
|titolo = La "Riviera dei limoni"
Si sta cercando di avviare il turismo congressuale.
|contenuto = [[File:Lemon.jpg|thumb|upright=0.4]]
 
Il limone arrivò in Sicilia con gli [[Storia della Sicilia islamica|arabi]] nel [[X secolo]] e da allora ha avuto una certa diffusione nell'isola. Ad Acireale però la coltura dell'agrume venne introdotta solo a fine [[XIX secolo]] e sviluppata dagli anni cinquanta. Il successo baciò nuovamente la città che rifiorì sull'onda di un ''[[business]]'' {{Senza fonte|che fece di Acireale la capitale del limone}}, generando anche un importante [[indotto]] che interessava buona parte della provincia di Catania e quelle vicine di Messina e Siracusa. Ma la posizione di successo ottenuta venne successivamente erosa dalla agguerrita concorrenza internazionale e dai mutati equilibri politici ed economici e numerose aziende agricole che non seppero adattarsi alle mutate condizioni del mercato fallirono o vennero fortemente ridimensionate. Oggi a testimonianza di quel periodo rimangono i sempreverdi giardini di limone e la denominazione di [[Riviera dei Limoni]], mentre parte degli stabilimenti destinati alla lavorazione sono stati destinati a spaziosi esercizi commerciali. Attualmente la produzione dei limoni e degli agrumi in genere è concentrata in diverse [[Società cooperativa|cooperative]] di medio-grandi dimensioni ed è prevalentemente destinata alla industria delle [[essenza (sostanza)|essenze]] data la particolare qualità. La parte di produzione destinata invece alle aziende di trasformazione alimentare è residuale e una quota ancora minore al consumo. Il Limone dell'Etna può fregiarsi, oggi, del prestigioso marchio di qualità I.G.P. conferito dall'Unione Europea, a testimonianza dello stretto legame territoriale tra questa tipologia di limone e il suo storico comprensorio di produzione, che ha in Acireale il suo centro principale.
Il turismo balneare è possibile sia nelle spiagge libere che nei vari stabilimenti. La costa, costituita da scogliera lavica, è molto suggestiva.
}}
 
{{senza fonte|Acireale fu un forte centro economico, culturale ed artistico nei secoli successivi al XVI, destinata a scontrarsi e rivaleggiare, oltre che con la vicina Catania, anche con i centri di Messina e Palermo. Le sue [[fiera|fiere]] che richiamavano mercanti da diverse parti e i privilegi spettanti dalla demanialità favorirono l'afflusso dei capitali e l'affermarsi di un forte ceto mercantile. Tuttavia la sua storia, come quella di molte altre città, si caratterizzò per una serie di crisi, dovute a catastrofici eventi naturali o cause economiche e da rinascite vigorose, caratterizzate anche dalla tenacia e lungimiranza dimostrata dai propri avi come in occasione delle diverse riacquisizioni della [[demanio|demanialità]] e la costituzione della [[Diocesi di Acireale|diocesi]].}}
La città è molto ben collegata con il resto dei centri della [[Sicilia]] Orientale, fra cui [[Taormina]], e soprattutto della fascia etnea e potrebbe essere il punto base ideale per organizzare un tour.
 
===Itinerario in città, a piedi===
Il centro cittadino è da visitare a piedi partendo dalla scenografica P.za Duomo, bella da vedere sia di giorno che di notte.
 
La piazza del Duomo è il salotto della città su cui si affacciano, oltre alla Cattedrale, la chiesa di San Pietro, il palazzo del comune, il Palazzo Modò ed altri palazzetti nobiliari.
 
Da piazza Duomo prendendo la via Cavour si prosegue sino al cospetto della scenografica piazza San Domenico, dove prospettano, oltre alla chiesa omonima, il Palazzo Musumeci, in stile barocco.
 
Imboccata la via Marchese di San Giuliano (a destra di San Domenico), dopo circa 200 m si giunge alla Biblioteca e Pinacoteca Zelantea, visitabile su richiesta al personale.
 
Finita la visita si torna a piazza San Domenico e si prende la Via San Carlo, ricca di palazzi barocchi e, dopo esser passati a fianco della chiesetta di San Giuseppe, si giunge nella chiesa di San Biagio.
 
Tornando a ritroso da San Domenico a piazza Duomo, ci si può spostare in direzione sud, dalla via R. Settimo si giunge in piazza Lionardo Vigo, al cospetto della Basilica di San Sebastiano.
 
Da San Sebastiano presa la stretta via di fronte si giunge in piazza Marconi, ovvero il ''mercato'', dove si possono trovare carni, ortofrutta e pesce fresco, per arrivare alla graziosa chiesa dell'Odigitria. Di qui si continua lungo la discesa per giungere alla chiesa di Sant'Antonio da Padova.
 
Finita la visita si torna salendo lungo la via Vittorio Emanuele sino a giungere, dopo aver superato la chiesa di San Sebastiano, alla villa Lionardo Vigo, bella da vedere di sera quando viene illuminata.
 
Prendendo la via Arcangelo Raffaele e si giunge alla chiesa ed oratorio di San Filippo Neri.
Riprendendo via Arcangelo Raffaele, quindi la via Galatea (in direzione nord), sino a via Romeo da dove si scende.
 
Dopo alcune decine di metri si trovano i resti di quello che fu il teatro Bellini, bruciato negli [[anni 1950|anni Cinquanta]] e da allora in attesa di un restauro. Proseguendo per circa altri 300 m, si giunge sino alla chiesa del Suffraggio, nel lessico comune ''i morti''.
 
Riprendendo a ritroso la via Romeo, sino alla via Galatea che va ripresa in direzione nord, dopo circa 150 m dove si vede la piccola, ma all'interno bellissima chiesa di San Camillo (o dei Crociferi).
 
Proseguendo sulla via Galatea, per circa 250 m, si giunge alla chiesa degli Angeli.
 
Prendendo la via Roma, dopo 200 m si arriva a Corso Umberto, passeggio della città, dove prospettano i diversi palazzi nobiliari di un tempo ormai andato.
 
Andiamo a destra, dopo circa 350Mt, arriviamo in piazza Garibaldi (detta ''la piazzetta'', dagli acesi), dove al centro si puo' notare la statua dedicata ai caduti dallo scultore acese [[Michele La Spina]], inoltre nel lato ovest della piazza prospetta il Teatro Maugeri, molto in voga negli anni 60.
 
Proseguiamo in Corso Umberto, per altri 500Mt. sino a giungere alla P.za Indirizzo, dove troviamo a destra l'ingresso alla Villa Belevedere e nel lato a nord il prospetto della Chiesa dell'Indirizzo, in stile neoclassico.
 
===Itinerari nei dintorni, in auto, moto o bici===
* Le borgate marinare di Capomulini, Santa Tecla, Stazzo e Pozzillo.
* Il Santuario di Loreto.
* Le Terme di Santa Venera ed il parco annesso.
* Le Terme Romane di Santa Venera al Pozzo.
* La borgata di Santa Caterina.
* La chiesa del Presepe.
* Il Teatro dell'Opera dei Pupi.
* Il Museo delle Tradizioni Contadine di Aciplatani.
 
===Itinerari nella natura===
* La Timpa.
* La passeggiata alle "Chiazzette".
* La "Gazzena".
 
==Manifestazioni==
[[San Sebastiano]]: 21 gennaio.
 
[[Santa Venera]]: 26 luglio.
 
{{senza fonte|Rimasta in bilico più tempo fra centro locale e la possibilità di fare il salto ed affermarsi a quarto polo urbano, culturale ed economico dell'isola }}, soffre oggi di un'incerta collocazione anche a causa della crisi dell'[[agrume|agrumicoltura]], su cui basava parte del proprio successo economico e di uno stentato passaggio a una vocazione più [[turismo|turistica]] e [[commercio|commerciale]].
[[Carnevale di Acireale]].
 
Le attività economiche principali sono il [[turismo]], la [[ristorante|ristorazione]] e l'[[edilizia]]. Sono sviluppate anche le attività commerciali, specie nel settore automobilistico che si è affermato a partire dalla seconda metà degli anni novanta. Nel [[settore primario]] sono importanti sia l'agricoltura che la pesca, altra importante attività storicamente rilevante è stata quella dell'imbottigliamento di [[acqua minerale|acque minerali]] (''Acqua [[Pozzillo (Acireale)|Pozzillo]]''), mentre, tra quelle tutt'oggi esistenti, degna di nota è la produzione e imbottigliamento di diverse bevande analcoliche ([[Sibat Tomarchio]]).
Il [[presepe settecentesco]] ed il falò di Natale.
 
Ha avuto sede legale e direzione generale ad Acireale il [[Credito Siciliano]] (già [[Banca Popolare Santa Venera]]) fuso per incorporazione nel [[Credito Valtellinese]], a sua volta incorporato in [[Crédit Agricole Italia]] da aprile 2022.
==Peccati di gola==
È rinomata la pasticceria. [[Zeppole]] e [[cannoli]], ma anche [[crispelle]]. Nei mesi estivi e congliabile la [[granita]] da prendere nei bar del centro. Buoni locali per il pranzo, od in alternativa squisita tavola calda. Trattorie con specialità pesce fresco, soprattutto nelle borgate marinare. Di rito il seltz (rigorosamente limone e sale) o gli sciroppi, nei chioschi sparsi in giro per la città.
 
L'[[acquedotto]] comunale garantisce la fornitura continua (grazie anche alla relativa ricchezza di sorgive nel territorio), mentre è incompleta la [[metano|metanizzazione]] delle frazioni.
==Servizi==
===Ricettività=== sono presenti Hotel a 3 e 4 stelle, Residence, Bed & Breakfast, Agriturismo e Campeggi.
 
== Infrastrutture e trasporti ==
===Noleggi=== presenti alcuni autonoleggi.
I collegamenti viari principali della città sono l'[[autostrada A18 Messina-Catania]], svincolo di Acireale, e la ''circonvallazione'', formata dalla Via Cristoforo Colombo e dalla [[Strada statale 114 Orientale Sicula]], di fondamentale importanza per la viabilità della città.
 
Acireale dispone di una propria [[Stazione di Acireale|stazione ferroviaria]] sulla linea [[Ferrovia Messina-Siracusa|Messina-Siracusa]] con un traffico di treni nazionali a lunga percorrenza ([[InterCity (Italia)|InterCity]] ed [[InterCity Notte]]) e d'interesse regionale.
===Banche=== Quasi tutte le banche più importanti hanno filiali con bancomat in centro città. S.Tecla,Guardia e AciPlatani hanno sportelli bancari con bancomat.
 
Buona parte della viabilità nel territorio è su strade provinciali e sulla citata [[Strada statale 114 Orientale Sicula]] (l'antica Via [[Via Valeria|consolare Valeria]]), che non passa però per il centro di Acireale, rendendo così più scorrevole la percorrenza. Esistono dei porti pescherecci a [[Pozzillo (Acireale)|Pozzillo]], [[Santa Tecla (Acireale)|Santa Tecla]], [[Santa Maria la Scala]], [[Stazzo (Acireale)|Stazzo]] e [[Capo Mulini]] (questi ultimi due sono anche piccoli porti turistici).
===Sanità=== Pronto soccorso, ospedale e guardia medica, notturna e festiva.
 
La mobilità pubblica contava sul servizio pubblico urbano gestito dall'[[Azienda Siciliana Trasporti]] e sul suo servizio di [[autobus]] extraurbani verso Catania e altri comuni limitrofi, dal 2024 la mobilità pubblica conta sul servizio pubblico urbano e interurbano gestito dall'azienda [[Zappalà e Torrisi]].
===Farmacie=== diurne e notturne in città. Aciplatani e Guardia hanno farmacie diurne.
 
Dal [[1915]] al [[1934]] la città costituì il capolinea settentrionale della [[tranvia Catania-Acireale]].
===Pubblica sicurezza=== Polizia Municipale, Polizia di Stato e Carabinieri in città. Stazione Carabinieri a Guardia. Aciplatani e Guardia hanno distaccamenti di vigili urbani. Caserma Vigili del fuoco.
 
== Amministrazione ==
===Posta=== in città 2 sportelli, quello centrale con postamat. Altri sportelli a AciPlatani, S.M.Ammalati,Piano d'Api,Guardia,Santa Tecla, Stazzo.
[[File:Acireale-Gonfalone.png|thumb|upright=0.6|Gonfalone civico]]
Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.
 
{{ComuniAmminPrecTitolo}}
===Stazione FS=== E' ubicata a sud della città. Situata sulla tratta ferroviaria [[Messina]] - [[Siracusa]], vi fermano quasi tutti i treni [[Intercity]], [[Espresso]] e [[Regionali]] provenienti o destinati a [[Messina]] (e se tratta nazionale, a [[Roma]], [[Napoli]], [[Bologna]], [[Milano]], [[Torino]] e [[Venezia]]) o a [[Siracusa]] ([[Catania]] o [[Agrigento]]). Dispone solo di biglietteria automatica . E' raggiungibile con autobus cittadino, che effettua corse orarie nei feriali. Dispone di edicola/bar che serve anche da biglietteria per i treni locali. Non è attivo il deposito bagagli. Un'altra stazioncina è presente a Guardia, dove fermano pochi treni locali.
{{ComuniAmminPrec |Nome = Giuseppe Basile |Inizio = 23 gennaio 1989 |Fine = 28 giugno 1990 |Partito = [[Democrazia Cristiana]] |Note = <ref name=interno>{{Cita web |url=http://amministratori.interno.it/ |titolo=Anagrafe degli amministratori locali e regionali |sito=Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali |accesso=2015-09-20}}</ref>}}
{{ComuniAmminPrec |Nome = Rosario Sciuto |Inizio = 28 giugno 1990 |Fine = 9 settembre 1992 |Partito = [[Democrazia Cristiana]] |Note = <ref name=interno/>}}
{{ComuniAmminPrec |Nome = Alfonso Sciacca |Inizio = 13 ottobre 1992 |Fine = 21 ottobre 1993 |Partito = [[Democrazia Cristiana]] |Note = <ref name=interno/>}}
{{ComuniAmminPrec |Nome = [[Cristoforo Filetti]] |Inizio = 15 febbraio 1994 |Fine = 8 giugno 1998 |Partito = [[Alleanza Nazionale]] |Note = <ref name=interno/>}}
{{ComuniAmminPrec |Nome = Agostino Pennisi |Inizio = 8 giugno 1998 |Fine = 12 ottobre 1999 |Partito = [[L'Ulivo]] |Note = <ref name=interno/>}}
{{ComuniAmminPrec |Nome = Massimo Raimondi |Inizio = 23 novembre 1999 |Fine = 27 novembre 2000 |Carica = [[Commissario straordinario]] |Partito = |Note = <ref name=interno/>}}
{{ComuniAmminPrec |Nome = Antonino Nicotra |Inizio = 27 novembre 2000 |Fine = 22 settembre 2002 |Partito = [[Cristiani Democratici Uniti]] |Note = <ref name=interno/>}}
{{ComuniAmminPrec |Nome = Massimo Raimondi |Inizio = 14 ottobre 2002 |Fine = 27 maggio 2003 |Carica = Commissario straordinario |Partito = |Note = <ref name=interno/>}}
{{ComuniAmminPrec |Nome = Antonino Garozzo |Inizio = 27 maggio 2003 |Fine = 29 agosto 2003 |Partito = [[Forza Italia (1994)|Forza Italia]] |Note = <ref name=interno/>}}
{{ComuniAmminPrec |Nome = Onofrio Zaccone |Inizio = 16 ottobre 2003 |Fine = 28 giugno 2004 |Carica = Commissario straordinario |Partito = |Note = <ref name=interno/>}}
{{ComuniAmminPrec |Nome = Antonino Garozzo |Inizio = 28 giugno 2004 |Fine = 10 giugno 2014 |Partito = [[Forza Italia (1994)|Forza Italia]] / [[Il Popolo della Libertà]] |Note = <ref name=interno/>}}
{{ComuniAmminPrec |Nome = Roberto Barbagallo |Inizio = 11 giugno 2014 |Fine = 27 febbraio 2018 |Partito = [[Liste civiche]] |Note = <ref name=interno/><ref>Dimessosi a seguito del suo arresto per voto di scambio.</ref>}}
{{ComuniAmminPrec |Nome = Salvatore Scalia |Inizio = 23 marzo 2018 |Fine = 28 giugno 2018 |Carica = Commissario straordinario |Partito = |Note = <ref name=interno/>}}
{{ComuniAmminPrec |Nome = Stefano Alì |Inizio = 28 giugno 2018 |Fine = 12 giugno 2023 |Partito = [[Movimento 5 Stelle]] |Note = <ref name=interno/>}}
{{ComuniAmminPrec |Nome = Roberto Barbagallo |Inizio = 12 giugno 2023 |Fine = ''in carica'' |Partito = [[Liste civiche]] |Note = <ref name=interno/>}}
{{ComuniAmminPrecFine}}
 
=== Gemellaggi ===
===Autobus=== principali capolinea e fermate sono Via Kennedy, P.za Agostino Pennisi (Stazione vecchia), P.za Indirizzo (Villa Belvedere)
* {{Gemellaggio|Argentina|Mar del Plata|1996}}
* {{Gemellaggio|Italia|Viareggio}}
 
=== Altre informazioni amministrative ===
===Taxi=== P.za Duomo, P.za Lionardo Vigo, Stazione FS.
Il comune di Acireale fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: [[regione agraria]] n.7 (Colline litoranee di Acireale).<ref>{{cita web|url=http://www.gurs.regione.sicilia.it/Gazzette/g08-43/g08-43-p7.html|titolo=GURS Parte I n. 43 del 2008|accesso=5 luglio 2011}}</ref> A seguito di diverse indagini svolte dalla [[Guardia di Finanza]] il 22 Febbraio [[2018]] vengono arrestati 7 dipendenti comunali e il [[sindaco]] [[Roberto Barbagallo]].<ref>{{cita web|url=http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2018/02/23/corruzione-8-arresti-gdf-in-due-comuni_89101077-6fa4-4daa-a286-d9031acf7810.html|titolo=Corruzione: 8 arresti - Guardia di finanza in due comuni|sito=[[ANSA]]|data=2018-02-23}}</ref> L'indagine ha portato alla luce irregolarità nella concessione degli appalti.
 
== Sport ==
===Viabilità===
Lo sport più seguito è il [[calcio (sport)|calcio]]. La prima squadra è l'[[Società Sportiva Dilettantistica Acireale Calcio|Acireale Calcio]], che in passato ha preso parte a due campionati di [[Serie B]] ([[Serie B 1993-1994|1993-94]] e [[Serie B 1994-1995|1994-95]]) e molti di [[Serie C1]], [[Lega Pro Seconda Divisione|Serie C2]] e [[Serie C]]. Dopo il fallimento dell'estate [[2006]], e qualche stagione nei campionati dilettantistici regionali, dalla stagione 2017/2018 milita in Serie D.
generalmente si arriva in città:
 
Nel [[calcio a 5]], l'[[Acireale Calcio a 5]] ha militato in [[Serie A2 (calcio a 5)|Serie A2]], allora seconda serie nazionale, oggi con la denominazione di Drago Acireale milita in Serie B, campionato nazionale di quarta serie.
* dalla autostrada A18 Messina-Catania, uscendo al casello di Acireale ed immettendosi sulla Via C.Colombo,
* dai paesi etnei, sempre dalla Via C.Colombo,
* dalla strada prov. per Riposto, per chi proviene dalle borgate marinare di S.Tecla,Stazzo e Pozzillo,
* dalla SS.114 Orientale Sicula, sia dal versante di Messina e Giarre che da Acicastello e Catania.
 
Nel calcio femminile ad Acireale giocava l'[[Associazione Sportiva Dilettantistica Calcio Femminile Acese|A.S.D. C.F. Acese]] che ha militato nel campionato di [[Serie A2 (calcio femminile)|Serie A2]] nazionale.
 
Inoltre altri sport praticati sono la [[pallacanestro]], con la squadra maschile della ''Polisportiva Basket Acireale'', che milita nel campionato regionale di Serie C Silver, e quelle sia maschili sia femminili del ''Basket San Luigi Acireale''; la [[pallavolo]] con l{{'}}''Aquilia Acireale''; la [[pallamano]] con la ''Società Sportiva Pallamano Acireale''; la [[pallanuoto]] con la ''[[Polisportiva Pozzillo]] Acireale'' che militava in B (ricordata dal regista [[Nanni Moretti]] nel film ''[[Palombella rossa]]''), la [[Polisportiva Acese]] che milita in Serie B nazionale, e le squadre maschili e femminili della Brizz Pallanuoto, militanti rispettivamente in B nazionale (terza serie) e in A1 nazionale (massima serie); il [[pattinaggio]] con l{{'}}''Unione Sportiva Galatea''. La città vanta una solida tradizione anche nella [[scherma]]: nell'aprile [[2008]] ad Acireale si sono svolti i campionati mondiali categoria juniores e cadetti e nel 2014 i Campionati Italiani assoluti.
In centro per muoversi è preferibile parcheggiare ed andare a piedi.
 
=== Impianti sportivi ===
In auto, gli assi viari principali della città sono: Via Galatea-Reg.Margherita (direzione Sud-Nord), via P.Vasta (Est-Ovest), via Kennedy-Marchese di S.Giuliano (Nord-Sud). A sud la Via S.Vigo (Est-Ovest e vv.).
[[File:stadio tupparello.jpg|thumb|left|Lo stadio Aci e Galatea (allora Tupparello) ai tempi dell'Acireale in Serie B.]]
A nord C.so Italia (Est-Ovest e vv.), Via Cervo (Sud-Nord e vv.), Via C.Colombo (svincolo A18 e zona comm.le, direzione Est-Ovest e vv.), Via Lazzaretto (ingresso città da Via C.Colombo, Nord-Sud e vv.).
Quasi tutti gli sport sono praticati in città, pur con alcune difficoltà dovute alla carenza di strutture sportive.<br />
Vi sono due [[Stadio|stadi]] principali: Lo [[Stadio Aci e Galatea]] che è dotato di un campo in erba, pista di atletica, con una capacità massima di 14.500 posti a sedere e il vecchio stadio [[Stadio comunale di Acireale|Comunale]], sito in viale Regina Margherita, con un campo di calcio regolamentare in terra battuta, dotato di tribune per circa 4.700 spettatori. Ci sono anche altri campi di calcio nelle frazioni antistanti la città.<br />
Vi sono due [[arena coperta|palazzetti dello sport]]: il [[PalaTupparello]] di circa 8.500 posti ed il [[PalaVolcan]] con capienza di 1.200 spettatori.<br />
Vari i campi di calcio a 5 o pallamano con tribunette. Infine, Acireale possiede diverse palestre scolastiche (molto nota quella dell'Istituto San Luigi), una pista di [[pattinaggio]] regolamentare e una [[piscina]] di [[pallanuoto]] con tribuna da 400 spettatori, inaugurata nel [[1977]], in occasione della gara decisiva per la promozione della Polisportiva Pozzillo nella Serie B di pallanuoto maschile.
 
== Curiosità ==
===Parcheggi=== sono quasi tutti a pagamento, dalle 9 alle 20.I principali sono P.za Roma, C.so Italia, P.za Padre Catania, P.za Agostino Pennisi (Stazione vecchia), P.za S.Domenico-Via S.Carlo.
{{Curiosità}}
[[File:francobollo acireale.jpg|thumb|Il francobollo dedicato alla città.]]
* Il Gruppo [[scautismo|Scout]] «Acireale I» fu il primo ad essere costituito nell'[[regno d'Italia (1861-1946)|Italia]] liberata dagli [[alleati della seconda guerra mondiale|alleati]] nel [[1944]].
* Alla città è stato dedicato un [[francobollo]] nel [[1997]] e nel [[2010]] e una [[cartolina postale]] nel [[1984]].
 
== Note ==
===Zona pedonale=== è stata istituita in centro in maniera permanente e riguarda il tratto P.za Duomo-P.za Vigo e P.za Duomo-P.za S.Domenico integralmente, mentre parzialmente riguarda C.so Umberto, C.so Savoia, Via Currò.
<references/>
 
== Bibliografia ==
===Cinema e spettacoli=== 3 cinema (1 multisala) in centro, una arena estiva al parco delle Terme, rassegne di spettacoli in estate. Il palasport è usato per concerti e manifestazioni espositive. Nelle borgate marinare d'estate è frequente trovare sagre. Al Teatro dell'Opera dei Pupi è possibile vedere delle rappresentazioni, a cura del comune o dell'azienda al turismo.
* {{Cita libro |cognome=Aa.Vv. |titolo=Acireale |edizione=speciale della rivista ''Kalos'' |volume=8 |numero=4 |editore=Edizioni Ariete |città=Palermo |data=luglio-agosto 1996 |sbn=PAL0131721}}
* {{Cita libro |cognome=Blanco |nome=Mario |titolo=Gli affreschi di Pietro Paolo Vasta nelle antiche chiese di Acireale |editore=Edizioni Clio |anno=2003 |isbn=9788880315445}}
* {{Cita libro |cognome=Brocato |nome=Domenico |cognome2=Mannoia |nome2=Gaspare |titolo=Castelli e luoghi fortificati della provincia di Catania |editore=Azienda Provinciale del Turismo |città=Catania |anno=2004 |sbn=BVE0403695}}
* {{Cita libro |cognome=Gravagno |nome=Gaetano |titolo=Storia di Aci |editore=La Sicilgrafica |città=Acireale |anno=1992 |sbn=PAL0090638}}
* {{Cita libro |cognome=Gravagno |nome=Maria Concetta |titolo=Aci nei secoli XVI e XVII |editore=Accademia degli Zelanti e dei Dafnici |città=Acireale |anno=1986 |sbn=CFI0044042}}
* {{Cita libro |curatore-cognome=Marino |curatore-nome=Angela |titolo=Acireale. Una città attraverso il barocco |altri=fotografie di Mario Caruso |editore=[[Skira]] |città=Milano |anno=1999 |isbn=88-8118-656-X}}
* {{Cita libro |cognome=Pennisi |nome=Agostino |cognome2=Rizzo |nome2=Giulio Emanuele |titolo=Siciliae Veteres Nummi. La collezione numismatica Pennisi di Floristella |editore=Tipografia dei F.lli Stianti |città=Acireale |anno=1940 |sbn=CUB0597907}}
* {{Cita libro |cognome=La Magna |nome=Franco |titolo=Dai corsari ai viceré. Acireale nel cinema dalle origini ad oggi |altri=introduzione di Mino Argentieri |editore=Algra Editore |città=Viagrande (Catania) |anno=2019 |isbn=978-88-9341-314-5}}
* {{Cita libro |cognome=Raciti Romeo |nome=Vincenzo |titolo=Acireale e Dintorni. Guida storica monumentale |annooriginale=1927 |editore=Accademia degli Zelanti e dei Dafnici |città=Acireale |anno=1980 |sbn=PAL0074556}}
* {{Cita libro |cognome=Raccuglia |nome=Salvatore |titolo=Storia di Aci |editore=Accademia degli Zelanti e dei Dafnici |città=Acireale |anno=1987 |annooriginale=1906 |sbn=CFI0050182}}
* {{Cita libro |cognome=Rizzo |nome=Salvatore |titolo=Acireale. Guida monumentale e turistica |città=Acireale |anno=1977 |sbn=PBE0065466}}
* {{Cita libro |cognome=Vigo |nome=Lionardo |titolo=Guida di Acireale |editore=Accademia degli Zelanti e dei Dafnici |città=Acireale |anno=1870 circa |wkautore=Lionardo Vigo Calanna}}
* {{Cita libro |cognome=Saporita |nome=Felice |titolo=Acireale 1943 |editore=Accademia degli Zelanti e dei Dafnici |città=Acireale |anno=1990 circa |sbn=PAL0106778}}
* {{Cita libro |curatore-cognome=Vecchio |curatore-nome=Nello |curatore-cognome2=Calì |curatore-nome2=Franco |titolo=Per una storia dello Scautismo Acese (1944/1974). I primi trent'anni dell'Acireale 1° |editore=Galatea Editrice |città=Acireale |anno=2007 |sbn=CFI0712176}}
* {{Cita libro |cognome=Correnti |nome=Santi |titolo=Acireale e le varie Aci |editore=Tringale |città=Catania |anno=1983 |sbn=PAL0002601 |wkautore=Santi Correnti}}
* {{Cita testo |cognome=Grasso |cognome2=Ranieri |titolo=Evoluzione storico-urbanistica di Jaci-Aquilia |pubblicazione=Logos |vol=II |numero=3 |data=luglio-settembre 1995}}
* {{Cita libro |cognome=Marsala |nome=Maria Teresa |capitolo=Da Aquilia ad Acireale fra rinnovamento e ricostruzione (XVII-XVIII secolo) |curatore-cognome=Casamento |curatore-nome=Aldo |curatore-cognome2=Guidoni |curatore-nome2=Enrico |titolo=Le città ricostruite dopo il terremoto siciliano del 1693. Tecniche e significati delle progettazioni urbane |collana=Storia dell'urbanistica/Sicilia |numero=2 |editore=Kappa |città=Roma |anno=1997 |pagine=173-190 |sbn=VEA0094936}}
 
== Altri progetti ==
===Servizi turistici=== informazioni possono essere richieste alla Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo, in via O.Scionti, al comune in P.za Duomo. Generalmente si organizzano visite guidate nel periodo estivo, anche in inglese e tedesco a cura dell'azienda turismo.
{{Interprogetto}}
 
== Collegamenti esterni ==
===Porti turistici=== S.Tecla e Stazzo.
* {{Collegamenti esterni}}
* {{cita web|url=http://www.carnevaleacireale.it|titolo=Il carnevale di Acireale}}
* {{cita web|url=http://www.cittadiacireale.com|titolo=Acireale}}
* {{cita web|url=http://www.nivarata.it|titolo=Festival della Granita siciliana}}
 
{{Acireale}}
[[Categoria:Comuni della provincia di Catania]]
[[Categoria:{{Comuni della Sicilia]]città metropolitana di Catania}}
{{Controllo di autorità}}
[[Categoria:Comuni italiani]]
{{Portale|Sicilia}}
 
[[glCategoria:Acireale| ]]