Omosessualità nel cinema: differenze tra le versioni
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Proprio per reazione alla libertà espressiva dei primi anni del cinema, esso fu messo sotto processo, da parte di cattolici e protestanti. Furono fondate delle commissioni di censura per tagliate i contenuti ritenuti osceni, fra i quali rientrava qualunque rappresentazione dell'omosessualità (si veda in particolare quanto prevedeva, negli Usa, il cosiddetto [[Codice Hays]]). L'omosessuale non sparì comunque del tutto dalle pellicole, divenendo però molto più difficile da identificare: i registi fecero ricorso ad allusioni, codici, piccoli stereotipi (ad esempio: l'attaccamento alla madre, la sensibilità artistica, l'amicizia virile...) che erano relativamente espliciti per la loro epoca, ma che lo spettatore di oggi può avere difficoltà a decodificare. La difficoltà d'identificazione caratterizzò in effetti tutto il cinema successivo fino agli [[Anni 1970|anni settanta]].
In ogni caso le figure
Si prenda come esempio il caso del film ''[[La gatta sul tetto che scotta (film 1958)|La gatta sul tetto che scotta]]'', del [[1958]], nel quale l'attrazione tra il protagonista ed un amico è solo accennata, nonostante [[La gatta sul tetto che scotta (Williams)|l'opera teatrale da cui fu tratta la sceneggiatura]] fosse più generosa d'indizi sulla natura omosessuale dell'attaccamento del protagonista per l'amico. Addirittura, in ''[[Improvvisamente l'estate scorsa (film 1959)|Improvvisamente l'estate scorsa]]'', del [[1960]], non viene mai mostrato per tutto il film il volto del protagonista, omosessuale.
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