Joe DiMaggio

giocatore di baseball statunitense
Versione del 24 mar 2009 alle 12:43 di Janus (discussione | contributi) (Reinserisco la frase tolta e la ricontestualizzo meglio. A me non pare POV, ma appartenente abbastanza al comune sentire. Mi adopero per vedere se ci siano fonti in proposito)
(inglese)
«Where have you gone, Joe DiMaggio? A nation turns its lonely eyes to you.
What's that you say, Mrs. Robinson? Joltin' Joe has left and gone away.»
(italiano)
«Dove sei andato, Joe DiMaggio? Una nazione gira i suoi occhi persi verso di te. Che cos'è che dici, sig.ra Robinson? Joltin' Joe ha lasciato ed è andato via.»

Joseph Paul DiMaggio, nato Giuseppe Paolo DiMaggio, Jr., (Martinez (California), 25 novembre 1914Hollywood (Florida), 8 marzo 1999), è stato un giocatore di baseball statunitense, noto anche fuori dagli USA per essere stato - tra l'altro - marito di Marilyn Monroe.

{{{Nome}}}
Nazionalità
Carriera
Squadre di club
1931-1935San Francisco Seals
1936-1942New York Yankees
1946-1951New York Yankees

Biografia

Nato da un famiglia di origine siciliana[1] emigrata negli Stati Uniti, DiMaggio si interessa fin da bambino al baseball. Esordisce nel 1931 con la squadra dei San Francisco Seals dove rimane per quattro stagioni. Nel 1936 approda nei New York Yankees, con cui giocherà per tutta la sua carriera, prima con la maglia numero 9, poi con quella numero 5.

Vince tre volte[2] il titolo di MVP[3] ed è chiamato a giocare l'MLB All-Star Game per 13 volte. Dopo una pausa forzata di alcune stagioni a causa della guerra (dal 1942 al 1946), riprende a giocare fino al 1951.

Viene soprannominato dai tifosi e dai giornalisti sportivi Joltin' Joe ("Joe che picchia") per la forza con cui colpisce solitamente la palla. DiMaggio totalizza in tutta la sua carriera 2.214 battute valide.[4]

Il 14 gennaio 1954 sposa Marilyn Monroe, dalla quale divorzia nel giro di un anno. I due rimangono comunque buoni amici. Nell'agosto 1962, quando Marilyn Monroe muore in circostanze misteriose nella sua casa di Los Angeles, DiMaggio organizza i suoi funerali invitando solo pochi amici e lasciando fuori i divi di Hollywood ed altre personalità politiche che la Monroe frequentava. DiMaggio paga tutte le spese e, con il figlio Joe DiMaggio Jr. accanto, segue il feretro della Monroe fino alla sepoltura, nel cimitero di Brentwood, vicino Los Angeles. Prima che la bara venga chiusa, bacia la Monroe e per tre volte le dice «Ti amo». Per venti anni fa recapitare sulla sua tomba un mazzo di rose rosse, tre volte la settimana.

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Joe DiMaggio

Nel 1955 diventa membro della Baseball Hall of Fame: i giornalisti lo votano con una percentuale di consenso vicina al 90%.[5]

Rientra nel mondo del baseball nel 1969 in qualità di allenatore degli Oakland Athletics. Nello stesso anno -corrispondente al centenario della nascita del baseball- un sondaggio lo consacra "Miglior giocatore di baseball vivente".[6]

Torna molte volte in Italia, andando spesso a visitare i parenti ad Isola delle Femmine. In molte occasioni viene coinvolto in iniziative di promozione del baseball. Nel 1976 si reca a Grosseto dove passa alcuni giorni con la locale squadra, il Bbc Grosseto. Di quella memorabile giornata esistono alcune fotografie d'epoca che ritraggono il campione italo-americano in compagnia della squadra maremmana.

Nell'ottobre del 1998 viene operato a causa di un cancro ai polmoni, malattia che si protrae fin dai primi anni '90. L'8 marzo 1999 Joe muore nella sua casa di Hollywood. Ne dà l'annuncio Morris Engelberg, suo amico ed avvocato. Il corpo viene seppellito a San Francisco, sua città natale.

DiMaggio è citato nella canzone Mrs. Robinson di Simon & Garfunkel. Tale canzone viene usata dalle radio statunitensi come sottofondo musicale quando viene dato l'annuncio della sua morte. Il 9 aprile 1999 allo Yankee Stadium di New York viene inaugurato un busto in suo onore e Paul Simon canta dal vivo la strofa di Mrs. Robinson che contiene i riferimenti a Joe.

Titoli e riconoscimenti

  • 1939 - Most Valuable Player Award (American League, New York Yankees)
  • 1941 - Most Valuable Player Award (American League, New York Yankees)
  • 1947 - Most Valuable Player Award (American League, New York Yankees)
  • 1955 - Baseball Hall of Fame (membro)
  • 1969 - Greatest Living Ballplayer

Curiosità

Inizialmente DiMaggio non gradisce la strofa a lui dedicata in Mrs. Robinson in quanto la interpreta come la fine della sua carriera. Nel 1968, un incontro fortuito tra DiMaggio e Paul Simon in un ristorante italiano di New York, chiarisce la posizione di entrambi. Simon spiega a DiMaggio che il vero significato di quella strofa è il lamento per la carenza di "veri eroi", e DiMaggio rappresenta, appunto, uno degli ultimi eroi che l'America ha avuto.[7]

Note

  1. ^ Il padre, Giuseppe Di Maggio e la madre, Rosalia Mercurio sono originari di Isola delle Femmine (PA)
  2. ^ Nel 1939, nel 1941 e nel 1947
  3. ^ Most Valuable Player Award (miglior giocatore)
  4. ^ La Repubblica, articolo di Claudia Morgoglione dell'8 marzo 1999, [1]
  5. ^ The Hall of Famers: Joe DiMaggio,[2]
  6. ^ Dennis Gaffney, Essay: What Made DiMaggio a Great Player?, [3]
  7. ^ New York Times, articolo di Paul Simon dell'8 marzo 1999, [4]

Bibliografia

  • AA.VV. (1989) The Di Maggio Albums - Selections From Public and Private Collections Celebrating the Baseball Career of Joe Di Maggio, New York (NY), GP Putnam's Sons, ASIN B000IFXQI0
  • Cataneo, D. (2001) I Remember Joe Di Maggio: Personal Memories of the Yankee Clipper by the People Who Knew Him Best, Nashville (TN), Cumberland House Publishing, ISBN 9781581821529
  • Moore, R. (1977) Marilyn & Joe Di Maggio, Philadelphia (PA), Manor Books, ASIN B0006X6I52

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