Il gladiatore

film del 2000 diretto da Ridley Scott
Disambiguazione – Se stai cercando il romanzo di Philip Wylie del 1930, vedi Gladiator (romanzo).
«La gloria rende gli eroi immortali»

Il gladiatore è un film epico del 2000, diretto da Ridley Scott, interpretato da Russell Crowe, Joaquin Phoenix, Connie Nielsen e Oliver Reed.

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[[File:|frameless|center|260x300px]]Una scena de "Il Gladiatore"
Durata155'
171' (extended version)
Rapporto2,35:1
Regia{{{regista}}}
Logo ufficiale del film

La pellicola uscì nelle sale cinematografiche negli USA il 5 maggio 2000, nelle sale in Italia il 19 maggio 2000.[1]

Trama

Nell'anno 180 d.C., durante la guerra contro i Barbari in Germania, l'anziano imperatore romano Marco Aurelio decide di scegliere come proprio successore il valente generale Massimo Decimo Meridio anziché il proprio figlio Commodo; considerato inadatto al ruolo. Marco Aurelio vuole che Roma torni ad essere una repubblica e che quindi Massimo ristabilisca di nuovo il potere del senato, ovvero al popolo romano, come era prima dell'avvento dell'età imperiale. Venuto a conoscenza della scelta, Commodo uccide il padre. Massimo capisce che l'imperatore non è morto per cause naturali, ma è stato ucciso dal figlio, dunque rifiuta di sottomettersi a Commodo, che allora dà ordine di uccidere Massimo e la sua famiglia, dopodiché rientra a Roma come imperatore.

Massimo é condannato ad essere ucciso da un gruppo di pretoriani, ma riesce a uccidere i suoi ex sottoposti, e si dirige ferito verso la propria abitazione, perché convinto che l'imperatore voglia sterminare anche i suoi eredi. Quando Massimo arriva nei dintorni della sua villa, dopo un estenuante viaggio della durata di numerosi giorni verso il suo podere in Spagna, trova i campi incendiati, i servi e gli schiavi carbonizzati e la moglie e il figlio massacrati.

Catturato da un mercante di schiavi e venduto a Proximo, ex combattente che gestisce un gruppo di gladiatori, Massimo giunge in Africa ed è costretto a combattere nell'arena, dando presto prova delle sue eccellenti qualità di guerriero; diventa così il gladiatore favorito di Proximo, che ne fa una vera e propria attrazione.

Quando Commodo ordina un periodo di grandi feste (151 giorni) a Roma in memoria del padre (ma soprattutto per ingraziarsi il popolo), Proximo porta al Colosseo i suoi gladiatori, compreso Massimo, che comincia a pregustare la sua vendetta. Grazie alla sua esperienza guida i propri compagni alla vittoria in un combattimento disperato e viene acclamato dalla folla. Commodo, che intanto ha scoperto la reale identità dell'Hispanico (come è chimato Massimo da gladiatore), teme che possa diventare troppo famoso e quindi troppo amato dal popolo e cerca di fare in modo che venga ucciso nell'arena. Tutti i suoi piani però falliscono e la celebrità di Massimo aumenta.

Nel frattempo Lucilla, sorella di Commodo ed ex amante di Massimo, sta cospirando alle spalle dell'imperatore con alcuni membri del senato per detronizzarlo. Tenta di liberare Massimo perché guidi una rivolta contro Commodo, ma questi scopre il suo progetto, allora cattura i gladiatori di Proximo e Massimo per poi affrontarlo e sconfiggerlo nell'arena davanti al popolo di Roma.

Per essere certo della vittoria Commodo infligge a Massimo, incatenato, una grave ferita con un pugnale prima di affrontarlo. Massimo tuttavia con un'ultima sovrumana prova di coraggio e di forza ha la meglio sul crudele tiranno che viene ucciso. Però Massimo non riesce a sopravvivere a causa delle ferite riportate e ha una visione dei suoi cari che ora può raggiungere nei Campi Elisi, mentre la folla commossa allo sguardo di un Massimo morente rende omaggio al valore dell'ultimo dei grandi romani.

Produzione

Le riprese del film iniziarono a gennaio del 1999 gli esterni si svolsero in Marocco, Tunisia, Italia e Malta[2], mentre gli interni sono stati ripresi interamente a Los Angeles negli studi cinematografici della Universal Pictures.

Il regista Ridley Scott e la produzione chiesero al comune di Roma di poter effettuare alcune scene dei duelli dentro il vero Colosseo, però il comune rifiutò la proposta perché l'anfiteatro era in fase di restauro accurato. Così le scenografie del Colosseo (solo il primo giro di tribune,il resto fu creato con la tecnica digitale [3]) furono ricostruite a Malta in 19 settimane.

Le riprese del film in generale terminarono a maggio del 1999. Il budget per la realizzazione del film fu di 103.000.000 $.[4]

Le scene iniziali (la battaglia di Vindobona) sono state girate in Gran Bretagna, approfittando di una disposizione dello Stato per il disboscamento dell'area.

L'attore Oliver Reed (Proximo) è morto poco prima del termine delle riprese del film, che di conseguenza è stato a lui dedicato. Le scene che non è riuscito a recitare sono state create con la tecnica digitale grazie a spezzoni di scene tagliate girate in precedenza.

Box Office

Il film si è rivelato uno dei maggiori successi della sua annata cinematografica. Nel 2000 a livello internazionale ha incassato circa 457.640.000 $,[5] secondo solo a Mission: Impossible II.

Negli Stati Uniti, dove è stato distribuito in oltre tremila sale e per oltre cinquanta settimane, è stato il quarto incasso stagionale con circa 187.705.427 $.[5]

In Italia ha incassato complessivamente oltre venti miliardi di lire: con 16.337.604.000 £ è stato l'undicesimo incasso della stagione cinematografica 1999/2000,[6] con 5.239.764.000 £ il quarantanovesimo incasso della stagione cinematografica 2000/01.[7] Considerando l'intero incasso può essere inserito fra i primi dieci incassi dell'una o dell'altra stagione.

Edizione home video

Il film fu distribuito inizialmente in VHS e successivamente riprodotto in DVD. La prima emissione in dischetto digitale era una confezione di 2 dvd di cui il secondo interamente dedicato a special features. Nel 2005 la Universal Pictures ha messo in commercio l'edizione del film extended version con tre dischi di cui 2 con contenuti extra. Questa versione del film offre circa 16 minuti in più rispetto alla versione cinematografica e contiene molte scene inedite.

Contesto storico, verosimiglianza e incongruenze

Benché la verosimiglianza dell'ambientazione storica sia stata oggetto di molta cura, il film ha spesso interpretato in modo molto libero quanto tramandato dalle fonti storiche e vi sono vari dettagli che presentano incongruenze.

La battaglia: rappresentazione delle Guerre marcomanniche e di una Colonna

  Lo stesso argomento in dettaglio: Guerre marcomanniche e Colonna di Marco Aurelio.

Il film resta memorabile per la ricostruzione delle scene della battaglia (dal lancio di dardi degli arcieri ausiliari di chiara origine orientale, alla carica compatta e ordinata delle legioni, a quella della cavalleria pesante romana).

Queste prime sequenze rispecchiano in maniera sufficientemente fedele, la tattica bellica dell'epoca e il contesto storico della fine del II secolo, preludio alle prime grandi invasioni barbariche e denominato dalla stessa Historia Augusta,[8] il periodo delle guerre marcomanniche, così ben rappresentate sul monumento della Colonna di Marco Aurelio di fronte a Palazzo Chigi.[9]. Ci sono però degli errori:

  • Nel film i cavalieri romani sembrano usare delle selle provviste di staffe, di invenzione medievale. Le selle romane avevano due perni all'altezza delle ginocchia tramite i quali, stringendo le gambe, il cavaliere si teneva in equilibrio. La cavalleria romana in combattimento non era impiegata per l'assalto bensì per l'inseguimento dei nemici in fuga.
  • La guardia dell'imperatore, il corpo dei pretoriani, inquadrato sin dalle primissime sequenze distribuito attorno alla persona di Marco Aurelio, indossa un'armatura con elementi di stoffa di colore viola, mentre nella realtà storica i pretoriani vestivano una tunica di colore bianco (canidida). Come afferma lo stesso Tacito, i pretoriani erano muniti di un equipaggiamento quasi del tutto assimilabile a quello degli altri legionari ed erano dotati di armi di diverse epoche e di foggia variegata. Nel film i pretoriani risaltano sugli altri soldati per il vestiario spiccatamente dissimile ed inoltre per una eccessiva nonché irreale cura delle componenti dell'armamento.
  • Durante la battaglia iniziale e nell'assalto delle guardie pretoriane alla palestra dei gladiatori si vede chiaramente che i soldati usano il pilum come una lancia, mentre è noto che fosse invece un giavellotto, tant'è che era progettato per danneggiarsi al primo urto, in modo da non permettere ai nemici di riutilizzarlo contro i legionari.
  • All'inizio del film appare "Germania 180 d.C.". La battaglia è ambientata a Vindobona, l'antica Vienna e oltretutto non esisteva la denominazione Germania all'epoca, bensì il territorio era diviso tra Gallia, Norica e Dacia.
  • I soldati di Marco Aurelio, ritornati con Commodo dalla Germania, portarono a Roma un'epidemia di peste che uccise nella sola città quasi 20 mila persone nel giro di pochi mesi: dell'epidemia nel film non v'è traccia, con l'esclusione di un breve accenno fatto da Gracco in Senato.

L'imperatore Commodo

Commodo succedette sul trono a Marco Aurelio alla di lui morte nel 180 d.C., e fu assassinato dai pretoriani 12 anni più tardi, nel 192 d.C.; ma nel film tale lasso di tempo è molto inferiore (tutta l'azione sembra svolgersi nel corso di un anno o poco più).

È vero che il regno di Commodo fu contrassegnato da un accentuarsi dell'assolutismo imperiale e che Commodo stesso si appoggiò direttamente al popolo di Roma, compiacendone i gusti, per scardinare quel poco che ancora restava delle antiche istituzioni romane, ponendo così fine a una serie di cinque imperatori saggi e illuminati. Insieme a Nerone, Eliogabalo, Tiberio e Caligola, Commodo è ricordato come uno degli imperatori pazzi, forse il peggiore di tutti, sotto il cui regno cominciò il declino di Roma. Lo stesso Commodo, al culmine del suo regno, decise di ribattezzare la città Colonia Commodiana e si autodefinì l' Ercole Romano, ma di ciò nel film non v'è traccia.

È vero anche che Commodo scese personalmente in campo contro gladiatori in battaglie manipolate a suo favore (gli avversari erano armati di spade di legno) e che sua sorella Lucilla cospirò contro di lui. Fu ucciso, seppure non nell'arena, da un gladiatore di nome Narcisso, coinvolto in una congiura in cui ebbe un ruolo chiave la cristiana Marzia, cugina e amante di Commodo.

Non vi sono invece prove che Commodo abbia avuto un ruolo nella morte del padre Marco Aurelio, il quale invece sembra sia morto di peste o malattia tumorale nella Pannonia inferiore, non molto lontano da Sirmio (odierna Sremska Mitrovica).

Come testimoniato dalle sculture che lo raffiguravano, Commodo, come il padre, portava una folta barba, mentre nel film è sempre perfettamente rasato.

Nella scena del trionfo di Commodo è possibile contare il numero dei soldati stimandolo dal numero di "quadrati". Essendo ogni quadrato composto da 16x25=400 soldati ed essendo rappresentati almeno 50 quadrati, il totale ammonterebbe ad almeno 20.000 uomini, pari a 4 intere legioni. Se da un lato è vero che al tempo di Commodo ormai la regola di portare armi all'interno del Pomerium era un debole residuo di epoche antiche, dall'altro 4 legioni sembrano davvero un eccesso inaccettabile.

I giochi gladiatori

Come mostrato nel film, i gladiatori erano schiavi, ma anche uomini ammirati e ossequiati, che in tal caso godevano di condizioni privilegiate e dell'accesso alle attrazioni più prestigiose della civiltà romana. Ogni gladiatore aveva la facoltà di ritirarsi dall'incontro a propria discrezione. Inoltre, nel momento in cui uno dei duellanti prevaleva sull'altro, la folla esprimeva effettivamente il proprio volere circa la sorte dello sconfitto. L'ultima parola spettava all'imperatore, ma raramente questi ne decretava l'esecuzione: in tal caso, infatti, era tenuto a pagare un consistente risarcimento. Il gladiatore prossimo alla morte a causa di ferite gravi esponeva coraggiosamente il petto al vincitore.

Nell'antichità, il gesto dell'imperatore che ordinava la morte dello sconfitto non era il pollice abbassato (Pollice verso): era invece il pollice alzato, simbolo della spada sguainata (il gesto contrario, vale a dire richiudere il pollice nel proprio pugno, indica la spada rimessa nel fodero).[10] Sebbene Scott fosse stato informato di questo, ha preferito usare il gesto classico per non confondere gli spettatori.[10]

In uno dei combattimenti nel Colosseo, mentre Massimo affronta un erculeo gallico, alcuni schiavi fanno uscire, dalle grate intorno all'arena e tenendole al guinzaglio con delle catene, delle tigri che tentano di azzannare i due: questo tipo di combattimento non era tipico dei gladiatori (che combattevano solo tra di loro), bensì dei venatori (venatores).

Nella scena della distribuzione del pane all'inizio dei giochi non ci si può riferire alla celebre frase "panem et circenses", dove è errato interpretarla come desiderio del popolo, ma la frase era riferita ai depositi portuali nell'odierna Libia e Tunisia, da dove partivano le navi cariche di grano e animali per i giochi circensi. Il popolo non gridava "A morte" ma "Giugula", sistema rapido per porre fine al gladiatore sconfitto. Spesso però, se questo si difendeva bene e con valore, veniva risparmiato.

In uno degli epici scontri ambientati nel Colosseo, nell'arena fanno la loro comparsa anche donne e balestre a ripetizione: le prime, raramente partecipavano ai giochi, il loro compito era quello di far affluire più pubblico allo spettacolo, mentre le seconde ancora non esistevano. Nel primo scontro quando un carro si ribalta, se si fa passare la sequenza al rallentatore si vede chiaramente una bombola verde di aria compressa completa di valvola, pressostato e manometro utilizzata per gli effetti speciali.

Vi sono inesattezze su diverse scritte latine, per esempio sulle locandine dei giochi e sulla porta della caserma ("Gladiatores violentia" è privo di significato). Inoltre, difficilmente il papiro o la pergamena, merci molto pregiate al tempo, sarebbero state utilizzate come volantini pubblicitari per i giochi gladiatori.

Il Colosseo

Nel film si indica la famosa arena con il nome di "Colosseo", ma tale denominazione risalirebbe all'XI secolo. In precedenza era chiamato "Anfiteatro Flavio". Tale aspetto è tuttora controverso.[11] In età medioevale aveva quasi 80.000 posti e non 50.000. Dopo incendi e terremoti fu utilizzato come arena fino al IV secolo e poi come cimitero e in seguito ci andarono ad abitare disadattati e barboni.

Come noto, il Colosseo fu edificato al posto del lago della Domus Aurea di Nerone, per restituire al popolo una parte della città occupata dall'odiato Imperatore, ma nella scena finale sembrerebbe essere a ridosso del Tevere. A una più attenta analisi si può però dire che la posizione è corretta, e la vicinanza al Tevere nella ricostruzione computerizzata è dovuta al "teleobiettivo" virtuale. Infatti si vede il Campidoglio (a sinistra) e l'ansa del Tevere (dove oggi si trova Castel Sant'Angelo) con Monte Mario sullo sfondo in direzione del tramonto, cioè giustamente a nord-ovest rispetto al punto di vista dal Colosseo. Che poi il regista non abbia inteso il Colosseo vicino al Tevere si era già visto bene nella scena del trionfo di Commodo, dove nella panoramica dal cielo si distinguono le rispettive posizioni di Campidoglio, Colosseo e Circo Massimo ma giustamente non si scorge il fiume.

Architetture di Roma

Nella visione aerea di Roma sono riconoscibili la basilica di Massenzio e l'arco di Costantino, entrambe edificate nel IV secolo d.C.,[12] quindi più di un secolo dopo l'epoca di Marco Aurelio.

Nelle panoramiche appaiono inoltre cupole proprie dell'architettura rinascimentale e successiva, simili a quelle di Sant'Andrea della Valle o di Santa Maria di Loreto, nei pressi del Vittoriano e della Colonna traiana.

Nella scena del trionfo di Commodo appare quello che dovrebbe essere il Foro, di dimensioni enormi e completamente diverso dalla realtà.

Altre

Nessun Romano si sarebbe mai tatuato, pratica ritenuta barbara. Tanto meno SPQR, che non aveva l'accezione di slogan romano come inteso oggi.

Nella battaglia iniziale viene menzionato l'inferno, nonostante il concetto cristiano di inferno sia stato concepito solo nel Medioevo (nella religione romana esisteva il regno dell'Ade o inferi).

I senatori, i generali e i personaggi illustri si salutavano chiamandoli solo per nome proprio - Ave Caio, Ave Massimo, Ave Giulio-, e non anteponendo il titolo - Ave Senatore Caio, Ave Generale Massimo, Ave Tribuno Giulio.

La provincia dello "Zucchabar", in cui sono ambientate le prime battaglie tra gladiatori prima che i personaggi confluiscano a Roma, non è mai esistita. In verità Zuccabar era una piccola cittadina situata nella provincia romana della Mauretania Cesarensis, odierna Algeria settentrionale mediterranea. Sorgeva lungo la lunghissima strada romana che collegava Tingis (Tangeri in Marocco, che era la provincia della Mauretania Tingitania) fino a Cartagine, attuale Tunisi in Tunisia. Zucchabar era posta a sud della costiera città di Cesarea (città di fondazione romana) mentre Zucchabar era di probabili origini numide, infatti verso est, lungo la strada che arrivava fino a Cartagine sorgeva Cirta, la capitale del regno numida ancestrale, alleato dei romani fin dagli albori della repubblica e acerrimo nemico di Cartagine (la terza guerra punica si ebbe, in un certo senso, grazie a loro).

Colonna sonora

Il brano Now We Are Free, tema culminante della colonna sonora, è interpretato dalla cantante australiana Lisa Gerrard e non dall'irlandese Enya, come ritenuto erroneamente. La canzone, scritta dal compositore Hans Zimmer, ha ottenuto una candidatura al Premio Oscar. Il tema è stato per anni usato per la pubblicità di una nota marca italiana di biscotti malgrado sia un canto funebre. Nel secondo CD della colonna sonora, pubblicato sulla scia del successo dell'album originale, sono incluse due inedite versioni remix del brano.

Note

  1. ^ http://imdb.com/title/tt0172495/releaseinfo
  2. ^ http://imdb.com/title/tt0172495/locations
  3. ^ http://cinema.castlerock.it/film_curiosita.php/id=389/scheda=il-gladiatore
  4. ^ http://imdb.com/title/tt0172495/business
  5. ^ a b (EN) Box Office Mojo, su boxofficemojo.com. URL consultato il 31-3-2008.
  6. ^ Ciak, n. 8/2000
  7. ^ Ciak, n. 8/2001
  8. ^ Historia Augusta, Marco Aurelio, 12; 13; 17; 21; 22; 25; 29.
  9. ^ AAVV, Autor de la Colonne Aurélienne, Turnhout, Belgium, 2000.
  10. ^ a b John Lloyd, John Mitchinson, Il libro dell'ignoranza, Einaudi, 2007, p. 70 ISBN 978-88-06-19060-6 (Titolo originale: The Book of General Ignorance, Faber and Faber, 2006).
  11. ^ Cenni storici sul Colosseo
  12. ^ http://www.romanhideout.com/images/romanmovies/Gladiator/photo13.asp

Altri progetti

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