Utente:Syrio/Bozzoli
Nell'universo in cui è ambientata la saga di Warcraft, non esiste una definizione univoca di divinità, eccettuato il fatto che tutte le entità che vengono definite "divinità" sono oggetto di culto e sono immortali[1] - si noti che l'essere immortali non è la stessa cosa dell'essere invulnerabili[2]. Per il resto, tali entità possono essere indifferentemente corporee tanto quanto incorporee, e non sono necessariamente onniscenti o onnipotenti[1]. Una divinità ha solitamente il potere di esercitare il suo influzzo in più posti contemporaneamente; tuttavia il suo potere è comunque limitato, ma può farsi sentire anche quando la divinità stessa è dormiente, imprigionata o altrimenti incapacitata[1].
Parimenti, anche per quanto riguarda le semidivinità i criteri d'inclusione sono labili. Una differenza rispetto alle divinità è che non tutte le semidivinità sono state oggetto di culto[3].
Vi è comunque molta confusione a livello terminologico: sia per gli dei che per i semidei viene talvolta utilizzato il termine "Eterni" (Eternals)[4]. Molte popolazioni venerano come vere divinità creature che sono in realtà semidivinità - come fanno ad esempio i mezzorsi con Ursol e Ursoc - o anche creature che non hanno alcuna origine divina - caso dei troll Sabbiafurente, che adorano come un dio l'idra Gahz'rilla[5]. Alcune divinità o semidivinità trovano posto sotto altre forme nei pantheon di razze diverse da quelle che le venerano principalmente: ad esempio, la dea Elune appare come Mu'sha nella mitologia tauren, dove è solo una figura secondaria rispetto alla Madreterra; i druidi troll chiamano "Loa" non solo gli Antichi Guardiani, ma addirittura i fuochi fatui[6].
Elune
Elune è una delle poche entità che sono largamente e chiaramente definite come "divinità"[8]. Chiamata anche "Madre Luna", è la dea che personifica la Dama Bianca, la luna maggiore di Azeroth[8]; è venerata soprattutto dagli elfi della notte[8], per i quali il culto della dea è fulcro della loro stessa civiltà. Tradizionalmente associata all'armonia, alla guarigione e alla tolleranza, Elune non propugna la pace ad ogni costo, e viene infatti invocata anche con il nome di "Guerriera della Notte", colei che raccoglie i caduti in battaglia e li fissa come stelle nel firmamento[8]. Elune è presente anche nella mitologia di altri popoli, ad esempio fra i tauren, dove viene chiamata Mu'sha[8]: anche qui viene riconosciuta come corrispondente alla luna, in contrapposizione al sole, An'she, ed entrambi costituiscono uno degli occhi della Madreterra (la vera e propria divinità dei tauren)[9].
Mai apparsa fisicamente in alcun materiale della serie, Elune agisce tramite il suo clero, a cui concede determinati poteri; oltre alla guarigione e alla purificazione (anche di casi gravi, come quello di Eranikus), ad esempio, durante la Guerra degli Antichi fece piovere luce lunare solida sui nemici degli elfi, e quando la sacerdotessa Tyrande Soffiabrezza venne imprigionata nel palazzo di Azshara, eresse uno scudo magico attorno a lei per impedire a Lady Vashj di farle del male[10]. Anche in tempi più recenti, come durante una battaglia contro l'Orda a Valtetra, rispose all'invocazione di Tyrande effondendo la sua luce per spazzare via la nebbia creata dai macchinari dei goblin[11]. Si contano invece sulle punte delle dita i casi in cui la sua voce è stata udita da orecchie mortali[12][13]. Il profeta Velen ha osservato che la descrizione della dea da parte degli elfi e i suoi poteri dimostrati sono coincidenti con quelli di naaru potenti (paragone che il clero di Elune ha respinto)[14].
Delle leggende che vedono partecipe Elune, la più nota è senz'altro quella che la vede come amante del Cervo Bianco, Malorne, col quale ha concepito Cenarius[8] (storia riportata, in maniera piuttosto romanzata, anche dai tauren[8][15]). Elune è anche collegata al mito di Goldrinn: secondo quest'altra leggenda, la dea era scontenta del temperamento ferino e sanguinario dell'Antico Guardiano lupo, poiché oscurava il suo altrimenti nobile cuore. Durante le notti di luna piena, quando la luce di Elune riempiva il cielo, Goldrinn sentiva come se i suoi occhi lo stessero giudicando, rendendolo ancora più feroce[16]. Fu poi un bastone consacrato della dea che, combinato con una zanna di Goldrin, mutò i druidi del branco nei primi worgen[17]. Infine, Elune viene indicata come la creatrice dei silvagufi[12].
Antichi Guardiani
Gli Antichi Guardiani (Ancients Guardians)[18], chiamati solamente Antichi (anche minuscolo, che però crea confusione con gli alberi arcani, anch'essi chiamati "antichi") sono una vasta schiera di semidei di Azeroth[19], i quali furono generati da Azeroth stesso dopo che il mondo venne plasmato dai Titani, legati in modo estremo al mondo naturale[20]. Molti degli Antichi Guardiani sono venerati dagli elfi della notte[4], così come da diverse altre razze. Un buon numero di essi, tra cui svariati rimasti ad oggi ancora senza nome, trovò la morte durante la Guerra degli Antichi, o in altre occasioni, e alcuni di questi vennero riportati in vita millenni dopo, come avvenne per Aviana, Cenarius, Goldrinn, Malorne e Ursoc. Dopo il Cataclisma il Martello del Crepuscolo e le forze di Ragnaros assediarono il Monte Hyjal, e crearono alcuni "Antichi Oscuri", versioni corrotte degli Antichi Guardiani al loro servizio. Entrambi questi Antichi Oscuri (Lycanthoth il corruttore, versione oscura di Goldrinn, e Nemesis l'usurpatore, versione oscura di Tortolla), vennero uccisi da avventurieri[21][22].
Aviana
Aviana è una semidea il cui aspetto è quello di una donna-volatile. Prima della Guerra degli Antichi, Aviana possedeva un suo reame, G'Hanir, "Madre Albero", collegato ad Azeroth in maniera simile al Sogno di Smeraldo; G'Hanir era un albero altissimo, situato su un'altissimo picco; fungeva da oltretomba per tutte le creature alate e nei suoi frutti stavano i semi di tutti gli alberi di Azeroth[23][24].
Durante la Guerra degli Antichi, Aviana aiutò Malfurion Grantempesta e Korialastrasz che erano finiti nel suo reame[23]. Aviana, gli altri Antichi e gli spiriti discussero su come affrontare la Legione[23], e infine presero parte alla Guerra di persona: pur combattendo valorosamente, la superiorità numerica schiacciante dei demoni portò alla morte di molti di essi, fra i quali Aviana (il cui sangue, però, corrose i demoni che l'avevano uccisa)[25][26]. La sua morte gettò nella follia il suo consorte, Blaithe, che venne ucciso millenni più tardi sul Monte Hyjal[27]. Anche le sue figlie, le arpie[28], presero ad avere comportamenti barbarici e selvaggi. Con la morte di Aviana, Madre Albero sparì; da una sua ghianda, che Alexstrasza aveva conservato, venne creato l'Albero del Mondo Nordrassil[24][26][29].
Il suo corpo venne ritrovato alla fine della guerra, e sepolto sul Monte Hyjal, nei pressi dell'attuale Sacrario di Aviana[26]. Lo spirito della semidea rimase andò alla deriva, privo di forma, nel Sogno di Smeraldo[30]; una branca di druidi elfi della notte, i "druidi dell'artiglio", continuò a venerarla, ricevendo da lei i suoi poteri, come quello di trasformarsi in corvi[24][26].
Dopo il Cataclisma, quando le forze di Ragnaros e del Martello del Crepuscolo assediarono Hyjal, Aviana venne riportata nel mondo mortale per aiutare nella difesa del Monte[31], assistento ad esempio gli avventurieri ad uccidere la dragonessa del crepuscolo Desperiona[32].
Nella Trilogia della Guerra degli Antichi, Aviana viene dipinta come un personaggio vivace e allegro[23], ma feroce in battaglia. Nei romanzi ha la curiosa caratteristica di ripetere alcuni spezzoni delle frasi che dice[23], peculiarità non riprodotta in Cataclysm. Ysera, che l'aveva sempre sentita vagare alla periferia dei suoi sogni, temeva che i suo spirito potesse essersi oscurato col passare del tempo[30] - timore in effetti, apparentemente, fondato:
Cenarius
Cenarius è un semidio della foresta[34], patrono di tutti i druidi[4]; è figlio di Elune, dea della luna, e del semidio Malorne[8][15]. Elune lo lasciò alle cure di suo padre, poiché Cenarius era più una creatura del mondo mortale, e non poteva stare con lei; Malorne, a sua volta, lo affidò a Ysera, che credeva più adatta di lui per crescerlo[35], e Cenarius crebbe così a stretto contatto con l'Aspetto e con il suo reame, il Sogno di Smeraldo, portando così molti a scambiare Ysera per sua madre[34][35].
L'aspetto di Cenarius è quello di un custode della selva, ovvero cervo dalla vita in giù, e simile ad un elfo della notte dalla vita in su[36]; ha inoltre delle grandi corna da cervo, una folta chioma di capelli color verde muschio e le braccia simili a rami, di legno robusto e nodoso[36]. A Cenarius sono legate alcune delle razze di Azeroth, nello specifico quelle denominate "Figli di Cenarius", driadi, custodi della selva e cenaturi, anche se le loro origini non sono del tutto chiare (a proposito esiste una leggenda elfica, probabilmente metaforica): sono noti tre custodi della selva che sono figli diretti del semidio, Ordanus[37], Zaetar[38] e Remulos[39]. Anche i magnatauri sono probabilmente legati a Cenarius[28]; inoltre il semidio stesso affermò una parentela con gli elfi della notte, ma senza mai spiegare in quale modo fosse possibile[36] (soprattutto considerato che gli elfi della notte si originarono dai troll oscuri[28]).
Cenarius incontrò e si affezionò agli elfi della notte quando essi cominciarono a costruire la loro civiltà attorno al Pozzo dell'Eternità, e cominciò ad insegnare loro le vie della natura[34]. Tuttavia, col progredire della loro società, essi mano e mano si allontanarono dalla natura, e il semidio decise di lasciarli andare per la loro strada[34]; al tempo di Azshara, la maggioranza degli elfi della notte lo considerava solo una leggenda[34][19]. Cenarius strinse anticamente legami anche con la razza dei tauren, insegnando pure a loro il druidismo[40], ma dopo che li ebbe lasciati anch'essi dimenticarono i suoi insegnamenti[41].
Sempre durante il regno di Azshara, tre elfi della notte fecero la conoscenza di Cenarius: i gemelli Illidan e Malfurion Grantempesta e Tyrande Soffiabrezza; tuttavia, dei tre, solo Malfurion divenne davvero suo discepolo, avviandosi sulla strada del druido (Tyrande era sacerdotessa di Elune, mentre Illidan utilizzava la magia arcana)[4][34][42]. Cenarius assistette Malfurion nella Guerra degli Antichi, che sarebbe scoppiata di lì a breve, partecipandovi poi di persona assieme agli altri semidei, ponendosi sotto la guida di Jarod Cantombroso[34][19]; rischiò la vita durante un combattimento contro i demoni, ma venne salvato dal padre Malorne, che perì scontrandosi contro Archimonde[43]. Alla fine della guerra, Cenarius si spostò a Radaluna, assistento da vicino la civiltà degli elfi della notte che si stava riformando[4][34].
Circa diecimila anni dopo, gli orchi giunsero a Kalimdor, e i membri del clan Cantaguerra guidati a Grom Malogrido cominciarono a raccogliere legna dalla foresta di Valtetra. Anche se non erano più sotto il giogo dei demoni, Cenarius sentì la debole corruzione che comunque emanava dagli orchi, di conseguenza li scambiò per avanguardie della Legione e guidò le Sentinelle degli elfi all'attacco contro di loro[44][34]. Ciò spinse, ironicamente, i Cantaguerra ad accettare l'aiuto della Legione per difendersi[44]; nuovamente corrotti, i Cantaguerra contrattaccarono, e Grom uccise Cenarius[4][34].
Alla morte il suo spirito fece ritorno al Sogno di Smeraldo, da cui vide gli orchi redimersi e difendere Nordrassil assieme agli elfi della notte, mutando quindi il suo parere verso di loro[44]. Assieme a Malfurion, a sua volta imprigionato nel Sogno, combatté le prime avvisaglie dell'Incubo di Smeraldo che stavano cominciando a contaminarlo[4][45]. Così come Aviana, Goldrinn e Malorne, anche Cenarius venne riportato in vita quando il Martello del Crepuscolo e le forze di Ragnaros assediarono il Monte Hyjal, e partecipò quindi alla sua difesa, assistendo anche degli avventurieri nella lotta contro Ragnaros stesso.
Goldrinn
Goldrinn è un Antico Guardiano noto per la sua ferocia, che impersona l'istinto animale e lo spirito del cacciatore[46]; è conosciuto come Lo'Gosh (Lupo Fantasma) dai tauren e dagli orchi[46][47]. Secondo una leggenda, la dea Elune, pur ammirando il nobile cuore dell'Antico, era scontenta del suo temperamento ferino e sanguinario e, nelle notti di luna piena, il lupo s'infuriava ancora di più, poiché gli sembrava che Elune lo stesse giudicando[48]. Goldrinn combatté al fianco degli elfi della notte nella Guerra degli Antichi dove infine - come molti altri semidei - fu sopraffatto e ucciso[49].
Una branca di druidi elfi della notte, i "druidi del branco", traeva i propri poteri da Goldrinn: esattamente come il semidio non riusciva a controllare la propria furia, anch'essi avevano difficoltà a controllarsi quando in forma di lupo, così Malfurion Grantempesta proibì loro di proseguire l'addestramento[50]. Nel tentivo di creare un artefatto che permettesse loro di controllarsi, essi fusero un bastone consacrato di Elune con una zanna di Goldrin, creado la Falce di Elune, che però ebbe il solo effetto di mutarli nei primi worgen[51]; per tale motivo, Goldrinn è anche il patrono degli worgen.
Apparentemente, il suo spirito scelse come suo "favorito" il re umano Varian Wrynn; ciò potrebbe essere dovuto al fatto che Varian, pur essendo feroce, riuscì a controllare la sua ira, e scegliendolo Goldrinn avrebbe cercato di redimersi agli occhi di Elune[52].
Assieme ad Aviana, Malorne e Cenarius, Goldrinn venne riportato in vita oltre diecimila anni dopo la sua caduta, quando il Martello del Crepuscolo e le forze elementali di Ragnaros assediarono il Monte Hyjal; aiutò quindi i difensori di Hyjal, assistendo in particolare degli avventurieri nell'uccidere Azralon il Custode del Portale[53].
Malorne
Malorne è un semidio della foresta[54]; è noto anche come "il Cervo Bianco" (the White Stag)[43][54] e "il Guardiavia" (the Waywatcher)[54], ed ha l'aspetto di un mastodontico cervo dal pelo bianco brillante[43], con alcune striature violacee. Le antiche leggende tauren (probabilmente molto metaforiche) raccontano che essi erano soliti dare la caccia a molte creature, fra le quali Malorne (Apa'ro nella loro lingua)[15]. Cercando rifugio dai tauren, Malorne saltò in cielo, dove venne visto da Mu'sha (cioè Elune), la quale stava inseguendo An'she nel cielo; Elune s'innamorò di lui e i due ebbero un figlio, Cenarius[15][54]. Malorne fu una delle prime creature viventi di Azeroth, molto saggio e dotato di poteri curativi; possedeva anche molte caratteristiche affini a quelle dei draghi verdi, quali la profonda connessione col Sogno di Smeraldo e la capacità di vedere allo stesso tempo Azeroth e il Sogno[54]; per tali motivi lui e Ysera erano molto amici, e fu proprio alle cure della Signora del Sogno che Malorne affidò Cenarius[54]. Ciò ha portato alla nascita di voci che vogliono Ysera e Malorne come amanti, le quali sono tuttavia prive di fondamento, in quanto tra i due corrono solamente profondi affezione e rispetto[54].
Come gli altri Antichi Guardiani, anche Malorne prese parte alla Guerra degli Antichi[54]. Quando suo figlio Cenarius si trovò in pericolo di vita, assediato da troppi demoni, Malorne corse in suo aiuto, salvandogli la vita[43]; nella lotta però intervenne lo stesso Archimonde, che infine riuscì ad uccidere Malorne, spezzandogli il collo[43][54]. Pochi attimi dopo, la vista del cadavere del Cervo Bianco sconvolse Ysera, che fece strage di tutti i demoni nelle vicinanze.
Malorne venne riportato in vita oltre diecimila anni dopo - esattamente come avvenne per Cenarius, Aviana e Goldrinn - quando il Martello del Crepuscolo e le forze elementali di Ragnaros assediarono il Monte Hyjal. Nel suo caso, fu l'arcidruido Malfurion Grantempesta stesso a resuscitarlo, e immediatamente il Cervo Bianco distrusse il gigante di magma Ryolith, che stava attaccando il suo santuario, per poi svanire nel Bosco della Ricrescita[55]. Riapparve successivamente, aiutando i giocatori a sconfiggere Galenges[56].
Altri Antichi Guardiani
- Aessina: Aessina è una creatura perlopiù sconosciuta alle razze mortali, "riverita ma non compresa"[57]: viene definita come il centro della rete della vita, cuore pulsante e anima della foresta, e personificazione delle sue parti più selvagge e incontaminate[57]; Ysera si riferisce a lei come "la mia compagna immortale in questo mondo e anche nel Sogno"[18]. Il suo aiuto fu fondamentale per rigenerare i boschi del Monte Hyjal distrutti dalle fiamme provocate del Martello del Crepuscolo[18][58]; nella sua unica apparizione fisica in World of Warcraft, compare in forma di un grosso fuoco fatuo. A Brann Barbabronzea, che le chiedeva se fosse stata lei a creare i grell, Aessina rispose "forse"[28].
- Agamaggan: Agamaggan era un enorme semidio cinghiale con zanne ricoperto di aculei affilati[19]. Partecipò alla Guerra degli Antichi, durante la quale fu ucciso[43]. È venerato come un dio dai verrospini[4], che discendono da lui[59]. Il luogo dove Agamaggan morì è nel sud delle odierne Savane Meridionali, e sui suoi resti i verrospini hanno costruito la loro capitale Lamaspina - l'entrata ai Sotterranei di Lamaspina passa per il teschio stesso del semidio[60]; secondo le leggende, dove cadde il suo sangue si formarono enormi piante simili a rovi (caratteristiche degli insediamenti dei verrospini), e sempre dal suo sangue furono prodotte le Blood Shards, pietre magiche usate dai verrospini[60][61]. Successivamente al Cataclisma, il suo spirito apparve a Lamaspina, chiedendo a degli avventurieri di uccidere la matrona verrospina Charlga Fiancospino, che aveva portato i suoi figli in seno al Flagello[59].
- Omen: Omen era un semidio nian considerato portatore di fortuna e saggezza a coloro che lo incontravano[4]: benedetto da Elune, Omen non poteva essere ucciso[62]. Anch'egli lottò durante la Guerra degli Antichi, dove però venne contaminato dalla magia dei demoni e si rivoltò contro i suoi alleati, seminando il terrore per Kalimdor[4][62]. Venne sconfitto a Radaluna, e posto a dormire nel Lago Elune'Ara: dalle sue acque si risveglia ogni anno, per essere inevitabilmente ri-sconfitto da avventurieri e la sua rabbia sopita per un altro anno[4][62]:
- Tortolla: Tortolla è una gigantesca testuggine, protettore delle creature anfibie, saggio, paziente e terribilmente lento[24]; antichissimo, viveva già al tempo dei Titani[63]. Partecipò alla Guerra degli Antichi dove i demoni, inizialmente, non gli diedero peso, data la sua lentezza, ma si ricredettero ben presto quando molti di loro vennero schiacciati sotto le sue zampe o fra le sue mascelle[24]; oltretutto le loro armi erano del tutto inefficaci contro il suo duro carapace, tanto che coprì efficacemente la ritirata finale dalla Legione[24]. Si dice che alla fine del conflitto venne ritrovato sotto una montagna di corpi di demoni; scrollatiseli di dosso, chiese se la guerra era stata vinta[24]. Tortolla raggiunse il Monte Hyjal e si assopì nell'odierno Lago delle Ceneri per recuperare le forze, non svegliandosi neppure durante la battaglia del Monte Hyjal[4]; venne scosso dal suo sonno dal Cataclisma, e si trovò del tutto impreparato a resistere ai cultisti del Martello del Crepuscolo che lo incatenarono[64]. Dopo che degli avventurieri ebbero liberato lui e salvato i suoi figli dai senzavolto[65], l'Antico Guardiano partecipò alla difesa di Hyjal.
- Ursol e Ursoc: Ursol e Ursoc erano due semidei orsi gemelli[4]; sono venerati come vere divinità dalle tribù di mezzorsi, e sono riveriti anche da una branca di druidi elfi della notte, i "druidi dell'unghia"[4]. Secondo alcuni acconti, entrambi gli orsi erano guerrieri e guaritori, ma Ursol possedeva anche capacità sciamaniche[4]. Lottarono nella Guerra degli Antichi assieme agli altri semidei, e furono uccisi durante una battaglia[43]. Oltre diecimila anni dopo, Ursoc venne resuscitato dai mezzorsi dei Colli Bradi, usando la magia dell'Albero del Mondo caduto Vordrassil; tuttavia il Dio Antico Yogg-Saron, che aveva già in precedenza corrotto l'Albero, contaminò anche i mezzorsi e Ursoc stesso, portandoli alla follia[66][67]. Il semidio venne poi riportato alla sanità da alcuni avventurieri, aiutati dal druido mezzorso Tur Zamparabbia[67]. Ursoc ha un figlio, Orsonn, e una figlia, Kodian, due orsi che vivono nei Colli Bradi[66].
Dei Antichi
Template:Voce principale Poco dopo la partenza dei Titani da Azeroth, esso divenne la dimora dei perfidi Dei Antichi, creature in grado di manipolare le menti fino anche a portarle alla pazzia, votate a spargere il caos. Tornati su Azeroth, i Titani li imprigionarono nelle viscere della terra, da dove cominciarono a pianificare il loro ritorno.
Loa e divinità troll
I troll venerano una vasta gamma di entità che ricadono sotto il nome di "Loa". Definire chiaramente che cosa sia un loa è un'impresa ardua, dato che il termine sembra applicarsi a una miriade di entità di diversa origine: alcune fonti indicano che i loa sono spiriti di viventi che hanno trasceso la morte[68], mentre in altri casi si parla di spiriti animali di tipo totemico; esiste il caso di alcune divinità dei troll Drakkari che non sono mai citate come "loa", così come Hakkar viene identificato talvolta come "dio" e talvolta come "loa". Infine, non aiuta certo il fatto che i druidi troll si riferiscano sia agli Antichi Guardiani che ai fuochi fatui chiamando anch'essi "loa"[69], e anche la dea tuskarr Oacha'noa può essere a sua volta inclusa nei loa.
Quale che sia la loro natura, i loa posso fungere da giudici per le azioni dei troll, conferire loro doni, punirli e fornire consigli[68]; ogni tribù ha anche dei propri loa:
- Troll Amani
- Akil'zon, l'aquila
- Halazzi, la lince
- Jan'alai, il dragofalco
- Nalorakk, l'orso
- Troll Scalporosso
Mitologia arakkoa
Mitologia tauren
Avendo una fede perlopiù di tipo sciamanico, il pantheon dei tauren è piuttosto ridotto e basilare, e le loro divinità riflettono sostanziamente aspetti naturali del mondo.
- Madreterra (Earthmother): è l'entità principale venerata dai tauren. Appare in varia leggende, secondo le quali essa creò il mondo con un respiro e i tauren con un passaggio delle sue mani sulla terra[70]. Quando i tauren cominciarono a battersi fra di loro la Madreterra, addolorata, si cavò gli occhi (An'she e Mu'sha) e li mandò ad orbitare nel cielo; qui essi continuarono a rincorrersi, per alleviare ciascuno il dolore dell'altro[71]. Sebbene cieca, la Madreterra tese l'orecchio al vento per ascoltare ciò che succedeva, e rimase con il cuore vicina ai suoi figli[71].
- Padre Cielo (Sky Father): una divinità tauren, forse intesa come controparte della Madreterra: assieme, essi accolgono i tauren morti che vengono cremati[72]
- An'she: An'she è il nome del sole di Azeroth nelle leggende tauren, e viene indicato come l'occhio destro della Madreterra, che dava calore e luce alla terra[70]. I veggenti e i campioni del sole tauren traggono da An'she i loro poteri.
- Mu'sha: Mu'sha è il nome dato ad Elune nella lingua taur'ahe, ed è la personificazione della Dama Bianca, la luna maggiore di Azeroth. Nelle leggende tauren, Mu'sha è l'occhio sinistro della Madreterra, che dava la pace e il sonno alle creature da essa create[70]. I tauren hanno una leggenda dettagliata - per quanto metaforica - sull'incontro fra Elune e Malorne (Apa'ro) e la conseguente nascita di Cenarius[15].
Mitologia tuskarr
Altre divinità e semidivinità e casi controversi
- Aspetti Draconici: gli Aspetti Draconici sono i signori dei vari stormi di draghi, ai quali i Titani affidarono il potere su vari aspetti del mondo. Sebbene immortali, non sono mai stati indicati come semidivinità (né tantomeno come divinità) nel materiale della seria; peraltro, la loro immortalità è finita in seguito alla distruzione di Alamorte, dopo il Cataclisma.
- Azshara: XXXXX
- Gronn: Alcuni gronn sono venerati come divinità dagli ogre loro discendenti, ma non è mai stato confermato che siano effettivamente anche solo semidei. Del resto, sono ben note le origini mortali dei gronn, discendenti dai giganti della terra.
- L'ghorek: L'ghorek è un semidio (ma a volte appellato come "dio" o "antico"[73] situato nelle Profondità Abissali, avente l'aspetto di una specie di enorme mollusco. Nel periodo del Cataclisma venne attaccato da agenti del Martello del Crepuscolo, che s'infiltrarono dentro il suo corpo, costruendo un tempio intorno al suo cuore; essi drenarono le sue energie per realizzare i loro "Ascesi"[73]. All'arrivo del Circolo della Terra L'ghorek era ormai morente[73]; dopo aver indicato ai suoi soccorritori come sventare i piani del Martello del Crepuscolo, L'ghorek morì[74].
- Lord Arkkoroc: Arkkoroc era un gigante del mare che risiedeva ad Azshara, descritto da Loramus Thalipedes come una "divinità minore"[75]. In cambio di informazioni sul nathrezim Razelikh, richiese ad alcuni avventurieri di uccidere l'idra Hetaera, rea di aver ucciso i suoi figli (giganti del mare anch'essi) e di essersi proclamata signora degli oceani[76]. Successivamente al Cataclisma, Arkkoroc è scomparso: apparentemente venne ucciso dai naga locali, che usarono il suo cuore per controllare i suoi figli[77].
- Lord Xavius: XXXXX
- Mazu: XXXXX
- Nespirah: Nespirah è un'enorme semidea[78] (a volte definita Antica[79]) che si trova nella Distesa Scintillante; il suo aspetto ricorda vagamente quello di un mollusco. Nel periodo del Cataclisma, venne sedata e soggiogata dai naga che, usando degli schiavi, estraevano perle magiche dall'interno del suo corpo[80]. Risvegliata dai membri del Circolo della Terra (con l'aiuto di avventurieri), sterminò i naga dentro di lei con le proprie difese immunitarie[78].
- Re dei Lich: XXXXX
- Signori Elementali: XXXXX
- Titani: lo status divino dei Titani, le potentissime creature che plasmarono il mondo primordiale di Azeroth e sconfissero gli Dei Antichi, è controverso: alcune fonti li identificano infatti come dei[81][82], altre specificano invece chiaramente che non lo sono[1].
Note
- ^ a b c d (EN) Blizzard Entertainment, Gods (XML), in The Warcraft Encyclopedia. URL consultato il 10-10-2012 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2007).
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- ^ (EN) Blizzard Entertainment, Demigods (XML), in The Warcraft Encyclopedia. URL consultato il 10-10-2012 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2007).
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Bibliografia
- Richard A. Knaak, Il Pozzo dell'Eternità, Cles, Oscar Mondadori, 2007a, ISBN 978-88-04-56800-1.
- Richard A. Knaak, L'Anima dei Demoni, Cles, Oscar Mondadori, 2007b, ISBN 978-88-04-56886-5.
- Richard A. Knaak, L'Abisso, Cles, Oscar Mondadori, 2007c, ISBN 978-88-04-56887-2.
- Christie Golden, La Distruzione: Preludio al Cataclisma, Panini Books, 2010, ISBN 978-88-6346-874-8.
- Richard A. Knaak, Cuore di Lupo, Panini Books, 2011, ISBN 978-88-6589-337-1.
Collegamenti esterni
- (EN) la divinità, in Wowpedia, Curse Inc.
- (EN) Syrio/Bozzoli, in Wowpedia, Curse Inc.
- (EN) la semidivinità, in Wowpedia, Curse Inc.
- (EN) gli Antichi Guardiani, in Wowpedia, Curse Inc.